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Borse(tte) di studio

Mi ricordo un film di qualche anno fa: “L’ultimo guerriero”, una commedia con Jea Renò dove un principe medievale insieme al suo umile servitore veniva magicamente proiettato nel nostro tempo in una svavillante città moderna. In una scena, ambientata in un lussuoso ristorante, il nobile ad un tavolo elegantemente addobato banchettava sontuosamente, mentre il suo umile servitore accovacciato a terra come un cagnolino mansueto attendeva poco distante che il suo protettore gli lanciasse i resti del suo cibo. Scena comica di un film surreale sia perchè sappiamo bene che nessuno viaggia nel tempo sia perchè è passato il tempo degli umili servitori che si nutrono coi resti di cibo del proprio principe. O almeno così crediamo, ed allora ridiamo guardando quella scena sullo schermo mentre semplicemente taciamo di fronte al ripetersi di tali comportamenti nella vita quotidiana dove il principe è interpretato dalla casta politica, l’umile servitore dalle fasce sociali più deboli mentre il così detto ceto medio fa la parte del silente e bell’addormentato spettatore comodamente adagiato sul suo divano imbottito.

Quotidianità molto più diffusa e radicata di quanto si possa immaginare, che si manifesta in maniera così squallida che è difficile comprendere come tutto ciò possa passare nell’assoluto silenzio e nella totale indifferenza, senza che nessuno alzi una voce di protesta e, soprattutto, cominci a vergognarsi.

Esemplare quanto si sta verificando in questi giorni ad Ostuni, ma presumo che lo stesso accada in quasi tutti i comuni Italiani, con la distribuzione delle borse di studio. I principi lanciano i resti del loro sontuoso cibo agli umili servitori. L’annucio arriva con il solito comunicato stampa fedelmente riportato dalla stampa con cui l’amministrazione “informa” i silenti cittadini che “La borsa di studio è un contributo relativo alle spese sostenute dalle famiglie relativamente all’acquisto libri di testo (compreso dizionari, atlanti ed altre pubblicazioni richieste dalla scuola solo per la spesa rimasta a carico della famiglia, non  coperta dal buono libro già erogato per quell’anno) oppure al trasporto con mezzi pubblici o per il contributo versato per lo scuolabus comunale; sussidi e materiali didattici e informatrici richiesti dalla scuola e viaggi d’istruzione e visite guidate.“, che “Ne hanno diritto tutti gli alunni (scuole elementari, medie inferiori e superiori), senza alcuna distinzione riguardo al profilo scolastico, appartenenti a nuclei familiari con ISEE inferiore a € 10.632,94.” ed infine che “Il numero delle istanze pervenute, è stato pari a 538“. Comunicato da quale si evince che 538 famiglie a bassissimo reddito ricevereranno un contributo da utilizzarsi per svariati motivi, dall’acquisto di un dizionario o altri libri di testo alle spese per viaggi d’istruzione e visite guidate. Una buona notizia raccontata così, omettendo una serie di dati, confronti e considerazioni che sia il comunicato stampa sia i giornali hanno pensato  bene di non riportare.

Ma Iapra li uecchie non è un giornale e non fa pollicità, di conseguenza cerca di fare informazione cominciando col dirvi che il contributo erogato nella migliori delle ipotesi ( o peggiori considerando il reddito dei benificiari) ammonta a ben 128,30 euro, ma anche detto così non si evince esattamente l’assurdità della situazione quindi approfondiamo. I 128,30€ varranno erogati solo a 114 studenti della scuola superiore con redditto ISEE inferiore a 5316,47€ annui. Nella stessa fascia di reddito troviamo poi 89 studenti della scuola media che riceveranno 76,98€ e 75 della scuola elementare con ben 20,53€ cadauno. Se passiamo poi alla fascia di reddito immediatamente superiore (tra i 5316,47 ed i 10.632,94 euro) abbiamo 113 studenti della scuola superiore che riceveranno 94,68€, 89 studenti della scuola media con 56,90€ e 58 della scuola elementare che riceveranno la considerevole cifra di 14,39 euro. Da aggiungere infine i 122 studenti a cui verrànno erogati 15 euro come contributo per trasporto scolastico.

Chiunque ha un figlio, un parente o un amico studente sa bene, anche eliminando ogni superfluo, quali possano essere le spese minime che si devono sostenere. Un dizionario della lingua Italiana, dotazione minima di uno studente, ha un costo non inferiore ai 30 euro; aggiungete poi atlanti, libri vari e gite e, osservando le cifre sopraindicate, non potrete evitarvi una risatina come di fronte alla scena della commedia di Renò. Ma non è finita. I principi nascondono ancora qualcosa, in particolare le prelibate delizie sui loro tavoli. Va, infatti, fatto notare che  l’intero ammontare di queste borse(tte) di studio  ovvero 41.445,07€  non raggiunge neanche quanto percepito dal Sindaco quale indennità di funzione (44.844,96€/anno), se poi la paragoniamo a quanto si pappa l’intera amministrazione comunale (circa 260.000€/anno) ecco che la scena comica del principe e dell’umile servitore si materializza di fronte ai nostri distratti occhi. Da una parte una quarantina di benestanti banchettano lanciando i resti del loro lauto pasto a 538 ragazzi di famiglie povere ed il tutto di fronte a migliaia di concittadini che dormono comodamente sui loro accoglienti divani.

Iapra li uecchie non è un giornale e non fa pollicità e già tempo fa ha pubblicato una serie di proposte in favore degli studenti ostunesi (qui e qui), voi avete due possibili scelte: continuare a dormire sul divano oppure ridestarvi dirvi che è arrivato il momento di BASTA e attivarvi per levarvi dai coglioni questa massa di sciacalli.

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Categories:   Istruzione/Scuola, Politica