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Pollicità

L’auto percorre in solitaria una larga strada sopraelevata, nessuno al suo fianco ne dietro o davanti, attraversa vie cittadine dove non c’è ombra di altre vetture sia esse circolanti o parcheggiate, ne tanto meno si intravede essere umano su marciapiedi o striscie pedonali. In alternativa la potete vedere mentre percorre strade, sempre e costantemente vuote, tra affascianinanti ambienti rurali dai mille colori oppure mentre vola e scatta per evitare di essere colpita da palle di vivace vernice.  Fantasia? No pubblicità, infatti quotidianamente gli automobilisti sono imbottigliati per ore nel traffico, soprattutto sulle sopraelevate dove per fare qualche chilometro spesso ci vogliono ore; nei centri abitati poi la situazione è delirante, migliaia di macchine circolanti ed altrettante parcheggiate anche in seconda e terza fila, folle di pedoni costretti ad impegnativi slalom tra auto e suppellettili che occupano i già risicati marciapiedi, ma se vi facessero vedere le auto girovagare in questi ambienti che fareste? Saresti invogliati all’acquisto? Che la pubblictà non rappresenti il reale ne siamo tutti consapevoli, non credo che tra di voi vi sia un qualche rincoglionito che da anni insegue per il mondo un fottuto rotolo di carta igienica nella speranza di ragiungerlo per potersi finalmente pulire il culo.

Ma, ahimè, vi saranno parecchi, non dico rincoglioniti ma sicuramente illusi, che invece inseguono la speranza che prima o poi arriverà il leader di destra, centro o sinistra che prima o poi darà, almeno in parte, un’adeguata risposta ai problemi che attanagliano la nostra vita. Un FiniCasiniBersaniVendolaDipietro in cui riporre la propria speranza (dire fiducia sarebbe troppo) e a cui dare la nostra delega in bianco per gestire ed amministrare il nostro futuro. Cosa alimenta questa illusione? La pollicità che quotidianamente viene somministrata tramite i numerosi programmi televisivi dove immancabilmente è possibile trovare i soliti volti noti della politica italiana. Così come la pubblicità ci illude per convincerci ad acquistare un prodotto e ci riesce bene tant’è che le aziende ci investono milioni di euro, la pollicità ci illude di essere in democrazia e del fatto che ci siano politici impegnati per migliorare la nostra esistenza, tant’è che non passa giorno che i FiniCasiniBersaniVendolaDipietro non appaino sul teleschermo a pronunciare i loro slogan. Anzi, tra i vari porta a porta, matrix, annozero, ballarò, ultimaparola, exit, mezzora, ottoemezzo, ecc e le costanti presenze di questi personaggi ci si dovrebbe seriamente domandare dove trovino il tempo per fare quello per cui sono profumatamente pagati e “democraticamente” delegati.

E così come la pubblicità riese a convincerci ad acquistare il nuovo modello di auto con cui rimarremo inesorabilmente bloccati ore ed ore nel traffico, con la pollicità ci convincono a mettere una X su un simbolo tanto più che, almeno in apparenza, per compiere questa operazione non si paga come quando invece compri un auto. Una X per il FiniCasiniBersaniVendolaDipietro che ci hanno presentato come un auto che viaggia su strade deserte con panorami mozzafiato, ma che, come ben sappiamo, servirà solo ad ingolfare maggiormente la nostra vita ed il nostro tempo.

Potrei fare un elenco infinito di slogan pollicitari usati negli ultimi anni, ma voglio limitarmi a quello pollicizzato l’altra sera da Vendola in chiusura di ballarò: “Chi non investe in cultura è un suicida”. Chissà se si riferiva al Kamikaze governatore della Puglia che ha avuto il barbaro coraggio di togliere 2 milioni e seicentomila euro dal fondo per l’acquisto di libri di testo per gli studenti per destinarli al pagamento dei vitalizi dei poveri consiglieri regionali. Quello stesso Kamikaze che si arrampicò sui tetti della Sapienza per pollicizzare la sua solidarietà agli studenti, oppure era salito lassù per  soddisfare un suo bisogno fisio/illogico?

Categories:   Informazione, Politica