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Oltre Berlusconi

Ieri sera ad Annozero sono state dette due evidenti verità. La prima di Concita De Gregorio la quale ha affermato che il dramma italiano va oltre Berlusconi, va oltre le differenze (quali?!) tra destra e sinistra, va oltre lo scontro tra maggioranza ed opposizione, ma è l’intero palazzo ad essere marcio, ove per palazzo naturalmente s’intende l’intera classe politica.

Una classe politica da decenni asserragliata nei posti di potere, che tramite numerose leggi e regole ad castam, difende con le unghie e con i denti i propri privilegi e le proprie poltrone intenta esclusivamente a favorire i propri interessi e quelli degli affiliati ed incuranti di un paese che sempre più sprofonda nell’abisso. Anzi, paradossalmente, più il paese sprofonda più loro incrementano i loro poteri, la loro influenza e i loro privilegi.

Sono decenni che manteniamo i vari La Russa, Gasparri, Cicchitto, Bondi, Capezzone, Letta (zio e nipote), D’Alema, Veltroni, Fassino, Bindi, Bersani ecc, ecc, ecc. Quanto ci sono costati questi parassiti coi loro stipendi, vitalizzi e pensioni da mille e una notte. E dalla loro presenza che beneficio ne ha tratto il paese? Da sempre ricorriamo e conviviamo con gli stessi problemi: instabilità economica, alta disoccupazione soprattutto giovanile e femminile, carenza di infrastrutture, assenza di politiche per la famiglia, salari bassi ed alto costo del lavoro, ecc, ecc, ecc.

Eppure continuamo a tenerceli. Tanti, tantissimi li sostengono anche con vigore e determinazione, come se passare da un Berlusconi ad un Bersani, ad un Fini, ad un Casini, ad un Rutelli possa cambiare qualche cosa, come se tutti questi, e molti altri, non abbiano già avuto in mano le sorti del paese dimostrando quallo di cui sono capaci.

E da qui, la seconda verità detta ieri: se continuiamo a votarli è perchè siamo tutti come loro. Ed è così. La stragrande maggioranza delgi italiani vorrebbe essere un Berlusconi, un Gasparri, un D’Alema, un Bersani o similari. Chi per poter disporre di tutte le mignotte (o pardon! Escort) che vuole, chi per favorire i propri interessi, chi semplicemente per vivere senza lavorare, ma la stragrande maggioranza vorrebbe far parte della casta piuttosto che eliminarla. Se così non fosse queste sanguisughe non esisterebbero come non esisterebbero i loro migliaia di cloni sparsi nelle regioni, provincie, comuni ed aziende pubbliche. Cloni comodi non solo alla casta in se ma anche ai tantissimi italiani in cerca di favori. D’altro canto non è necessario guardare molto lontano dalle nostre abitazioni per trovare numerosi esempi a conferma di quanto sto dicendo.

Il vero dramma però è che da questa situazione non se ne esce, forse ci libereremo di Berlusconi (non subito però), ma il resto della zavorra rimarrà con gli italiani in cronico stato soporoso a discutere di chi ruba e di chi invece tromba, facendo finta di non sapere di essere proprio loro i trombati.

Categories:   Politica