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Prima o poi gli altri siamo noi

Tutti in attesa di sapere l’esito del referendum sull’accordo di Mirafiori, come se veramente gli operai potessero fare una libera scelta. Tutt’al più potremmo osservarve quanti nonostante le “anomale” condizioni hanno il coraggio delle proprie idee. Osservazione che va comunque presa con le pinze considerando che molti SI, quasi tutti direi, sono di fatto il frutto di un ricatto perpetrato da Marchionne con la collaborazione dell’intera classe politico imprenditoriale e del popolo Italiano.

Già perchè questi operai, anzi definiamoli correttamente, padri e madri di famiglia, alcuni addirittura nonni sono stati lasciati soli a combattere questa battaglia ad armi impari. Il popolo Italiano semplicemente e come da abitudine se ne è fregato, impegnato nella sua quotidianità a rincorrere i suoi problemi e le sue esigenze. Problemi ed esigenze che non lo sfiorano minimamente quando sono di altri, quando non lo riguardano direttamente. Anche gli stessi operai FIAT non sono esenti da queste abitudini: quando toccò a quelli di Pomigliano a Torino hanno tranquillamente e silenziosamente girato lo sguardo dall’altra parte, non era un problema loro.

Ma se il popolo semplicemente ha voltato la testa, l’intera classe politica (ad eccezione di qualche voce prontamente isolata) invece si è schierata al fianco del più forte, secondo questi mascalzoni la vittoria del SI sarebbe una vittoria del paese. Concordo sul fatto che l’esito del referendum avrà seri risvolti sul paese, nel senso che (riferendomi alla splendida vignetta di Vauro che ho messo in testa a questo post)  in caso di vittoria del Si saranno tutti gli Italiani ad avere un ombrello in culo e se non sarà Marchionne sarà Pdl, Pdmenoelle e terzi polli ad aprirlo. Tant’è che mentre invitano gli operai a collaborare, a fare sacrifici per la speranza di un futuro migliore, per loro pensano al presente. Proprio in Piemonte non molti giorni fa è stata respinta all’unanimità della casta la proposta dei consiglieri del moVimento 5 stelle sulla diminuzione degli stipendi di consiglieri ed assessori che avrebbe generato risparmi per 12 milioni di euro (vedi video). L’unico a schierarsi con gli operai (naturalmente a parole come suo solito) il governatore più pagato d’Italia che non si vergogna di percepire uno stipendio pari a quello del vice presidente degli Stati Uniti.

Continuiamo pure a stare comodi sui nostri divani e ad osservare silenziosamente quello che accade agli altri, tanto prima o poi gli altri siamo noi.

Categories:   Economia/Lavoro, Politica