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La politica e gli scilipoti

La democrazia intesa come gestione tecnica e procedurale degli interessi ha offerto il suo spettacolo il 14 dicembre.

La figura del deputato Scilipoti, in balia dei mercanteggiamenti, incapace ed impossibilitato ad argomentare minimamente le sue decisioni, è la raffigurazione plastica di come il sogno democratico si sia tramutato nell’incubo di una oligarchia impresentabile che ha messo in atto negli anni tutti i dispositivi necessari all’allontanamento dei cittadini dagli affari pubblici. Una parodia della democrazia che impone l’asservimento di qualsiasi istanza alla sua logica funzionale e che rinuncia definitivamente a proporre qualsiasi discorso sensato in grado di convincere: nessuna persona intellettualmente onesta può siceramente credere che il mercato delle vacche a cui abbiamo assistito sia compatibile con un regime democratico e quel che è peggio, nessuno tenta di convincerci del contrario. Non ci si affida al convincimento – presupponendo di avere di fronte persone pensanti -, ma alla depressa accettazione del dato di fatto. E’ un regime che si sente esonerato dalla fatica della manutenzione dei significati e dei valori che informano la prassi democratica. Prassi, infatti, che si è da tempo svuotata di significato e di senso: il risultato è Scilipoti.
Gli studenti hanno deciso di porre la questione sostanziale di un farsi democrazia che non si accontenta delle procedure ma invoca, e nello stesso tempo crea, il senso. Hanno preso alla lettera il significato della democrazia, pensandola come spazio pubblico di autogoverno, ed hanno scoperto – ma non tentava nemmeno di nascondersi – l’infingimento.
Ora hanno di fronte a sé il dilemma fondamentale: perchè Scilipoti può decidere e migliaia di persone ragionevoli devono subire? E quindi: come una società si può riconoscere come fonte ed origine di legittimità?
Questo dilemma è un nodo che si può evitare di tagliare [abbracciando la depressiva accettazione o suggestionandosi per l’assalto impossibile ai palazzi], ma con consapevolezza tentare di sbrogliare attraverso le pratiche di cambiamento che si è in grado di costruire. Scrivono giustamente gli studenti: «abbiamo fatto vivere la politica nelle strade, bloccando i binari, le autostrade, occupando i monumenti di questo Paese in rovina, abbiamo visto la politica morire sotto il fruscio assordante delle banconote di corruttori e corrotti. Abbiamo per anni subito un disegno scientifico fondato su una egemonia a-culturale, siamo stati definiti dagli stessi agenti della propaganda di tale disegno una generazione senza sogni e bisogni. Abbiamo smentito tutti, non solo il 14 dicembre, ma nei lunghi mesi di mobilitazione che abbiamo tutti insieme contribuito a costruire».
Scilipoti può realmente trionfare solo a prezzo di una depoliticizzazione e progressiva depressione della società. Gli studenti hanno invece dimostrato che si può riempire di buona politica la nostra vita. Scusate se è poco.

Categories:   Politica