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La Costituzione della repubblica Hitaliana 7

Art.39| L’organizzazione sindacale è libera di dire quello che vuole.

A fare i fatti ci penserà lo Stato, nelle modalità che gli vengono più comode.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non il pagamento di opportune e assolutamente non parsimoniose tasse di registrazione del proprio statuto, il cui onere va versato presso uffici locali e centrali, secondo le norme stabilite dalla legge.
È condizione, per ottenere la registrazione presso i medesimi uffici locali e centrali, accompagnare allo statuto casse di vino, salame campagnolo, fave, fagioli e ceci e succulenti porzioni di lumache con sugo e cipolle, per arruffianarsi il personale competente.

Art.40|

Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano, che prevedono per ogni scioperante una vacanza-premio, per sé e la propria famiglia, nelle più profonde e lussureggianti viscere delle miniere di Carbonhia, per un numero di giorni pari al valore fattoriale del numero di giorni di sciopero.

Art.41|

La Costituzione offre una decina di secondi di allegria ai suoi lettori con i seguenti commi, tanto falsi da sembrare quasi quasi veri:
l’iniziativa economica privata è libera per tutti;
non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana;
la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art.42| La proprietà pubblica diventerà privata.

I beni economici appartengono allo Stato, alla Mafia o ai privati.
Lo Stato attua la privatizzazione delle proprie aziende che rendono poco, sostituendo l’introito di capitale derivante dagli utili di esse con l’introito delle tasse annesse all’attività delle aziende vendute.
La proprietà di aziende di notevole dimensione è in ogni caso permessa solo ad un ristretto gruppo di persone, psicologicamente preparate, poiché vi ci convivono fin da piccoli, a sopportare l’enorme infelicità che i soldi portano.
La legge stabilisce le norme e le modalità delle cerimonie ufficiali nelle quali festeggiare ogniqualvolta la successione legittima la comando delle aziende da padre a figlio o da nonno o zio a nipote.

Art.43|

Lo Stato tutela i disoccupati involontari con la cassa-integrazione; questa prevede il riutilizzo della forza lavoro in opere di utilità sociale, come la raccolta di pomodori, la pulizia dei vetri delle macchine agli incroci o la vendita di gingilli sulle spiagge nella stagione estiva; gli extracomunitari non possono protestare per concorrenza sleale e chiedere a loro volta la cassa-integrazione, in quanto cittadini stranieri; i cassaintegrati riceveranno mensilmente una somma pari alla metà del loro ultimo stipendio; è un gran peccato che ogni volta non si possano dimezzare pure i prezzi dei beni di prima necessità.

Art.44|

Al fine di conseguire il razionale sfruttamento delle risorse e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone ai disoccupati non in cassa-integrazione di socializzare compiendo annualmente lavori gratuiti per lo Stato, come la bonifica delle terre, l’aratura dei latifondi, la costruzione di infrastrutture o la pulitura delle auto blu dei rappresentanti dello Stato.
La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane, incaricando un’apposita commissione a fare ogni sera la preghierina affinché arrivi annualmente la tanto bramata neve.

Art.45|

La Repubblica riconosce la funzione sociale della tangente, come elemento di unità della cultura nazionale. La legge ne promuove e favorisce l’incremento dell’importo tenendo conto della svalutazione della moneta e ne assicura, con gli appositi controlli, il pagamento a chi spetta. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo della corruzione e della concussione.

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