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La Costituzione della repubblica Hitaliana 6

Art. 34|

La scuola statale è aperta a tutti, salvo i casi in cui vi siano portoni difettosi. L’istruzione inferiore statale è, per chi proprio ci tiene, obbligatoria e gratuita, se non si considera cancelleria, cartelle, libri, eventuale grembiule firmato, mensa gite scolastiche e inoltre, nell’istruzione elementare, fiori ed oggetti d’oro alle maestre ad ogni minima occasione.
Nelle scuole elementari si organizzano appositi corsi, al fine di eliminare i fastidiosi errori che le mamme fanno quando si mettono a fare i compiti ai loro figli.
La Repubblica incentiva i meritevoli in ogni ordine e grado di scuola, facendo credere che sia vera l’esistenza di borse di studio, assegni alle famiglie e altri finanziamenti.

Art. 35|

La Repubblica tutela la precarietà in tutte le sue forme e applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione col tempo dell’introito delle tasse ai lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del datore di lavoro. Sancisce che, se la situazione peggiorasse, almeno un’ora alla settimana nelle scuole sia dedicata alla commemorazione della dignità del lavoratore affinché non si perda la memoria fra le nuove generazioni di questo antico privilegio dei poveri cristi.

Art.36|

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità delle proprie raccomandazioni e in ogni caso sufficiente ad assicurare al datore di lavoro e alla sua famiglia un’esistenza ricca e sfarzosa.
La durata massima della giornata lavorativa non potrà mai essere superiore alle ventiquattro ore.
Il lavoratore salariato deve ringraziare costantemente colui che lo ha assunto e sentirsi un privilegiato; pertanto, per riconoscenza, il secondo giorno di ogni settimana deve provvedere a prendere il pane, spezzarlo i due, immergerlo nel vino e cantare, dopo averlo mangiato, per sei ore le lodi al suo datore di lavoro.

Art.37|

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di prestazioni (di che tipo non si sa), le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore; la Repubblica ricorda che i direttori delle aziende preferiscono le bionde, ma alla fin fine sposano le more; i cittadini possono richiedere presso gli uffici pubblici l’elenco dei parrucchieri che realizzano le migliori tinture.
La legge stabilisce il limite minimo di prezzo dei regalini per arruffianarsi qualsivoglia superiore.
La Repubblica tutela gli impiegati meritevoli, organizzando per essi corsi al fine di imparare a raccontare nel migliore dei modi le più colossali balle al ritorno dalle ferie, ed ottenere una posizione di prestigio all’interno di quel particolare ecosistema che è l’ufficio.

Art.38|

Ogni cittadino infortunatosi sul lavoro ha diritto ad aguzzare l’ingegno, trovandosi costretto a compiere vere e proprie gare di tattica, recitazione, astuzia e dialettica con i medici della previdenza sociale, al fine di ottenere quella manciata di punti percentuali sull’invalidità che in teoria spetterebbero d’ufficio.
Lo Stato premia opportunamente i medici meritevoli, che riescono ad assegnare costantemente agli infortunati meno della metà dei punti percentuali che spetterebbero realmente in base alla gravità dell’infortunio.
I dottori in via di pensione, che si sono distinti maggiormente nella loro carriera, riceveranno, oltre alla liquidazione, anche: il riconoscimento dell’invalidità al 100% “ad honorem” e relativo introvabile assegno mensile, una lussuosa cabriolet con i sedili in pelle di invalido, un soggiorno per tre persone al lazzaretto di Calcutta, e un posto sicuro, per i figli o chiunque sia parente stretto, come falso invalido presso un qualsiasi ente statale.
Lo Stato, consapevole del detto “i soldi non portano la felicità, anzi la allontanano”, provvede a non far recapitare assolutamente all’interessato gli assegni d’invalidità, per evitargli ulteriori sofferenze e dispiaceri.
L’assistenza privata è un’obbligatoria libera alternativa.

(Continua… purtroppo)

Categories:   Politica