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Guarda le stelle: Rifiuti zero

Sui rifiuti destra, sinistra e centro con le loro finte diversità propongono la stessa identica strategia: si alla raccolta differenziata, ma associata a moderni  impianti di termovalorizzazione (inceneritori). Una informazione con un minimo di dignità dimostrerebbe in un attimo l’incongruenza, l’assurdità e l’antieconomicità di questa strategia, basterebbe un esperto (uno di quelli veri) per sapere che gli inceneritori necessitano di enormi quantità di rifiuti da bruciare per essere redditizi, quantità che non potrebbero avere con un efficiente sistema di raccolta differenziata. In oltre producono quintali di acque da depurare, fumi e ceneri sottilissime (nanopolveri) che si disperdono nell’ambiente ed entrano nell’organismo umano tramite inalazione e ciclo alimentare, filtri e ceneri (circa il 30% del volume iniziale) altamente tossiche che devono essere smaltite in discariche speciali (che nessuno naturalmente dice dove verranno realizzate). Infine è maggiore l’energia che si risparmia dal riciclo dei materiali di quanta ne produce uno di quei avvelenatori.

Ma, ahimè, in Italia esistono sostanzialmente i mezzi di disinformazione di massa  così la politica & Co può continuare a farneticare e prendere per il culo la cittadinanza intera. Persino lo smemorato di Terlizzi (alias Nichi Vendola) continua a sostenere la necessità di cinque inceneritori in Puglia per chiudere il ciclo (a dir suo) virtuoso dei rifiuti. Uno smemorato per giunta schizzofrenico che quando si riferisce alla Puglia parla di termovalorizzatori, ma quando critica la Campania parla di inceneritori che inquinano e uccidono. Per non parlare poi di Legambiente, il braccio finto ambientalista del PD che campa di cospiqui finanziamenti pubblici e premia per virtuosi comuni che non hanno alcun servizio di raccolta differenziata (vedi Ostuni).

Il moVimento 5 stelle che non è di destra, ne di sinistra, ne di centro, ma va oltre. Da tempo propone (così come i pochi amministratori virtuosi in giro per l’Italia e numerose associazioni) una strategia che non necessita ne di inceneritori, ne di discariche. Una strategia che oltre a rispettare l’ambiente farebbe risparmiare parecchio denaro pubblico e creerebbe numerosissimi posti di lavoro (guarda caso due cose molto importanti proprio in questo periodo di magra). Una strategia che parte da un principio basilare molto semplice: i rifiuti non esistono, esistono i materiali (plastica, vetro, carta, aluminnio, acciaio, etc). Una strategia dove la raccolta differenziata è solo uno degli accorgimenti da adottare. Una strategia che può e deve essere adottata anche dai singoli comuni (ci sono numerosi esempi di grandi città e piccoli centri nel mondo e in Italia), ma che non diverrà mai realtà fino a quando continueremo ad affidarci all’attuale classe dirigente (leggasi partiti).

Il moVimento 5 stelle è un movimento di idee e di proposte concrete, quindi vediamo quelle per il comune di Ostuni:

  • Avvio del sitema di raccolta differenziata porta a porta spinta con applicazione della tariffa puntuale. Questa tariffazione. a differenza della TARSU,  non viene contegiata in base ai mq di un abitazione, ma bensì sulla quantità di rifiuti prodotti da un nucleo familiare, dove per rifiuto si intende ciò che non può essere avviato a riciclo, vuoi per il tipo di materiale vuoi per una non corretta differenziazione dei rifiuti. Tutto il resto non deve influire sulla tariffa in quanto trattasi di materiale (in gergo: materie prime seconde) che viene rivenduto. Questo tipo di raccolta e tariffazione, nei luoghi in cui è stata adottata, ha dimostrato di far risparmiare le amministrazioni e di conseguenza i cittadini che hanno visto diminuire i costi delle bollette, nonchè di necessitare di un numero maggiore di operatori.
  • Avvio e sostegno di tutti quei circuiti  virtuosi in grado di diminuire la produzione di rifiuti:
    • compostaggio domestico con distribuzione in comodato gratuito di compostiere domestiche, realizzazione di corsi sul compostaggio domestico e sconti tariffari per chi lo esegue correttamente;
    • stimolare l’uso dell’acqua del rubinetto favorendo l’acquisto di depuratori domestici ed installandoli in tutti i locali di proprietà pubblica a partire dalle scuole;
    • favorire e sostenere l’installazione di distributori alla spina per tutti i prodotti possibili, dai detersivi vari, all’acqua, al latte, etc;
    • vietare, nei capitolati d’appalto predisposti dall’amministrazione comunale, l’utilizzo di oggetti usa e getta in plastica, imponendo invece quelli riutilizzabili o in alternativa quelli in materiale biodegradabile;
    • vietare in tutti i centri ed esercizi commerciali l’uso e la distribuzione di sacchetti di plastica, sostenendo e favorendo l’utilizzo di borse riutilizzabili in stoffa o, in alternativa, in materiale biodegradabile;
    • incentivi alle famiglie per l’utilizzo di pannolini lavabili e realizzazione di accordi con esercizi commerciali per favorirne la disponibilità e l’utilizzo.
  • Realizzazione, nella zona idustriale, di un centro di riciclo sullo stile del centro riciclo di Vedelago. Presso questo tipo di impianto tutto il materiale non organico viene ulteriormente purificato da eventuali errori nella differenziazione domiciliare, compattato e infine venduto ai vari consorzi ed aziende del settore. Il  non riciclabile viene lavorato per essere trasformato in un granulato che può essere utilizzato in edilizia, realizzazione di oggetti in plastica riciclata, etc. Il centro riciclo deve avere dimensioni e capacità di lavorazione in grado di accogliere anche i materiali provenienti dalle raccolte differenziate dei paesi limitrofi. Per la sua realizzazione sono necessari 5 milioni di euro, meno dei 6 milioni previsti per la realizzazione di un inutile strada che collegherà la zona industriale con quella artigianale. In compenso la sua operatività necessita di non meno di 50 lavoratori (posti che perdureranno nel tempo).

La realizzazione di queste proposte concrete consentirebbe cospiqui risparmi di gestione (si evita di pagare gli onerosi costi di smaltimento e si incasserebbe denaro vendendo materiali), creerebbe numerosi posti di lavoro (sia per la raccolta sia per il funzionemanto del centri riciclo), proteggerebbe l’ambiente (no incenritori, no discariche, minor consumo di materie prime) ed infine risolverebbe definitivamente il problema rifiuti che è tale solo grazie a partiti e politici che evidentemente hanno ben altri interessi da tutelare.

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Categories:   5 stelle, Politica