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Eppur si muore

Mi fa ogni volta sorridere la sorpresa e lo stupore che colpisce gli Italiani ogni volta che muore un loro soldato. Capisco il dolore, il cordoglio, la solidarietà e tutto il resto, ma che si rimanga sorpresi o stupiti è una cosa che da un lato, dicevo, mi fa sorridere, ma dall’altro mi fa profondamente incazzare ed evidenzia per l’ennesima volta l’ipocrisia e l’idiozia di un popolo inebetito che da tempo ha omologato il proprio pensiero, la propria cultura e i propri valori a quelli propinati da quella scatolina ipnotica chiamata televisione.

C’è forse bisogno di dover vedere dei cadaveri per ricordarsi che nelle GUERRE ci sono soldati che muoiono. In realtà non muoiono solo loro, anzi la maggior parte delle vittime sono i civili che nella guerra ci si ritrovano. Se fosse possibile una guerra senza morti, feriti, mutilati e violentati di ogni genere non ci sarebbero i pacifisti, nessuno si degnerebbe di marciare per la pace ed Emergency con Gino Strada si occuperebbe dei miserabili e poveri di ogni dove.

Ma non è così, in guerra ci vanno i soldati. Per chi non è avvezzo, sono quelli vestiti di tute mimetiche carichi di armi e munizioni. Attrezzi che non servono a coltivare fiori o cime di rapa, ma a sputare pezzetti di metallo duro a velocità pazzesche in direzione di altri esseri umani, altri soldati o, come sovente accade, incauti incivili nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Naturalmente quando ad essere colpiti e a morire sono civili o soldati della fazione opposta non c’è alcun problema, un effetto collaterale indispensabile ed accettabile per poter aiutare un popolo sotto tirannia e fargli assaporare il piacere della democrazia. Ma quando ad essere colpito è uno dei nostri ecco che subito reagiamo: ma come è possibile? Ma come si permettono! Siamo li per aiutarli e loro ci ammazzano i nostri figli! Solo che ad ammazzare i nostri figli non sono i civili, il popolo che noi vogliamo “salvare”, che volgiamo “civilizzare”, ma altri soldati che stavano li prima di noi e che noi abbiamo deciso di cacciare, cosa su cui evidentemente non concordano. Ecco allora che questi soldati, anch’essi equipaggiati con quelle cose che sputano pezzi di metallo, cercano a loro volta di cacciare quelli che considerano invasori.

Tutto ciò ha un nome tanto semplice e chiaro ma che mai viene citato: GUERRA. E l’unico modo per evitare i morti in guerra  è evitarla e soprattutto evitare che i nostri figli ci partecipino. e allora cari italiani teledipendenti, invece di ricordarvi dei vostri figli in guerra solo quando tornano cadaveri, dovreste ricordarvene quando il governo di turno annuncia l’ennesima partecipazione italiana ad una missione di “pace”. Ricordarvi quell’articolo della Costituzione in cui è sancito che l’Italia ripudia la guerra, alzarvi dal divano ed urlare:

IO SONO ITALIANO E RIPUDIO LA GUERRA.

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