iapra li  uecchie

Menu

Riprendiamoci la scuola

make school not war

La Costituzione fissa i principi fondamentali dell’istruzione pubblica: la scuola e l’università di qualità sono un diritto di tutti e lo Stato deve finanziare esclusivamente l’istruzione pubblica.

L’Italia è molto indietro rispetto agli altri Paesi europei per quanto riguarda gli investimenti in istruzione: lo Stato deve tornare ad investire e a finanziare l’istruzione pubblica, evitando di utilizzarla come cassa per altri investimenti.

Lo Stato deve mettere i Comuni nella condizione di poter garantire un posto all’asilo comunale per tutti i propri piccoli cittadini con appositi finanziamenti, evitando che i genitori siano costretti a rivolgersi a strutture private per mancanza di posti.

Nella scuola primaria (ex elementare) deve essere garantita l’opzione del tempo pieno al fine di aiutare le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano per l’intera giornata.

Gli alunni disabili hanno diritto ad un insegnante di sostegno in grado di seguirli in modo ottimale e continuativo.

Gli alunni stranieri hanno diritto a corsi di alfabetizzazione finanziati dallo Stato al fine di migliorare la propria integrazione nella nostra società.

Lo Stato deve prevedere e riconoscere corsi di aggiornamento obbligatori e gratuiti per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado.

Le scuole superiori si dividono in licei, istituti tecnici ed istituti professionali e lo Stato deve garantire un corretto funzionamento e pari finanziamenti ad ogni scuola, indipendentemente dal tipo a cui essa fa parte.

Le sperimentazioni portate avanti negli ultimi anni che hanno prodotto buoni risultati devono essere valorizzate e diffuse su tutto il territorio nazionale.

L’università pubblica deve essere messa in condizioni di poter competere con quella privata e con quella internazionale: il FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) deve essere riportato ai valori che aveva prima della legge 133/2008 e innalzato dell’1% ogni anno. Lo Stato deve effettuare controlli sulle modalità di spesa dei fondi del FFO da parte delle università ed intervenire nel caso in cui vengano rilevati sprechi andando a colpire i responsabili e non indiscriminatamente le università e gli studenti.

Gli studenti di ogni ordine e grado hanno diritto alla continuità didattica: oltre il 90% dei docenti deve essere assunto a tempo indeterminato. Le graduatorie per l’immissione in ruolo e per la nomina dei supplenti devono essere riformate in modo da essere definitive prima dell’inizio dell’anno scolastico.

Lo Stato riconosce la figura del ricercatore universitario come elemento fondamentale per la ricerca e l’innovazione. I ricercatori non hanno l’obbligo di docenza ma, nel caso volontariamente si rendano disponibili a tenere corsi, deve essere loro riconosciuto un compenso calcolato sul numero di ore di lezione effettuate.

Ricercatori e professori di I e II fascia devono essere selezionati da commissioni composte da docenti di università diverse, in modo da evitare fenomeni di baronato o pilotaggio dei concorsi. Ogni 2 anni deve essere prevista una verifica del lavoro di ricercatori e professori da parte di esperti del Ministero, che può portare all’aumento o al blocco dello stipendio degli stessi in base al risultato della verifica.

La scuola deve garantire il diritto all’alternativa all’insegnamento della religione cattolica.

La composizione delle classi deve garantire un clima tranquillo e che permetta la concentrazione degli studenti: ogni classe non può essere composta da più di 25 studenti; in caso contrario, si deve procedere alla suddivisione in due classi distinte.

Categories:   Istruzione/Scuola

Tags: