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Rifiuti: lo specchio della politica

La gestione dei rifiuti è l’emblema della politica italiana, invece di fare la raccolta differenziata che costa meno e crea numerosi posti di lavoro progettano e realizzano, rigorosamente con soldi pubblici, inceneritori e discariche che disseminano inquinamento e morte, ma in compenso generano lauti profitti per chi li gestisce. Gli inceneritori non escludono la necessità delle discariche dove dover riporre le ceneri e i filtri pieni di sostanze altamente tossiche, inoltre affinchè realizzino profitti hanno necessità di bruciare moltissimo materiale che non sarebbe disponibile se si facesse la raccolta differenziata. Diffidate di chi sostiene sia la raccolta differenziata sia la realizzazione degli inceneritori (o termovalorizzatori come gli piace definirli), VI STA PRENDENDO PER IL CULO!!!

Lo scorso week-end a Cesena è stata dimostrata la possibiltà di realizzare una manifestazione con 80/90 mila partecipanti senza produrre rifiuti. RIFIUTI ZERO, perchè i rifiuti non esistono, esistono materiali (carta, plastica, aluminnio, vetro, organico, etc) che possiamo trasformare in rifiuti (bruciandoli o sotterrandoli) o vendere (recuperando risorse) A  Cesena tutto il materiale è stato differenziato e venduto ed i proventi sono stati utilizzati per finanziare la manifestazione. Ora pensate quanti soldi spreca il comune ogni estate per smaltire i rifiuti delle decine di sagre che si organizzano. Chi propone la realizzazione di inceneritori lo fa solo per accontentare gli interessi dei soci in affari, anche  in Puglia dove l’ecologista Vendola ne ha in cantiere tre. Eppure quando parla dice l’esatto contrario, anche l’altra sera ad Annozero ha sostenuto la necessità di ridurre la produzione di rifiuti alla fonte vietando la produzione di beni non riciclabili e di avviare tutti a riciclo e recupero. Ma invece di imporre la raccolta differenziata ai comuni pugliesi (la media regionale di differenziata è del 15%), e di programmare la realizzazione di centri di compostaggio e di centri riciclo (almeno uno per provincia) che creerebbero numerosissimi posti di lavoro e chiuderebbero definitivamente un ciclo virtuoso dei rifiuti, impone contro la volontà delle popolazioni locali la realizzazione di inceneritori. Quando, pur di entrare nelle stanze del potere, decidi di allearti con PD e simili alla fine sarai costretto ad accontentarli e metterti in tasca le tue idee.

Solo mandando a fare in culo l’intera classe politica per sostituirla con semplici cittadini sarà possibile un qualche cambiamento, solo se siamo capaci di metterci in gioco in prima persona sarà possibile un futuro.

A seguire una nota di Dr Maurizio Portaluri, medico di lunga data che da tempo ci informa scientificamente sulla conseguenza di una pessima gestione del ciclo dei rifiuti.

Ed anche in Puglia alla fine spuntano gli inceneritori. Ce ne è uno a Massafra, uno a Modugno ed uno in costruzione a Borgo Tressanti a Foggia. Tutti del gruppo Marcegaglia.
La Giunta di centro destra cercò di costruirne uno a Trani ma non ci riuscì. Recentemente un nuovo “mantra” viene ripetuto dal presidente Vendola e dall’Assessore all’ambiente Nicastro: “ci vogliono inceneritori di ultima generazione per chiudere il ciclo dei rifiuti”.

Purtroppo cambiano gli attori ma la trama è sempre la stessa. Per cui vale la pena di ricordare ai cittadini alcuni elementari principi.
Se si fa la raccolta differenziata porta a porta, non ci sarà mai abbastanza rifiuto da incenerire. L’incenerimento è economicamente vantaggioso per i gestori degli impianti a condizione che le quantità assicurate all’incenerimento siano adeguate. Quindi o si fa raccolta differenziata o si brucia. “Tertium non datur”.
L’incenerimento ha come prospettiva l’incremento nel tempo della tassa rifiuti proprio per l’alto costo di gestione degli impianti. I vantaggi economici sono solo per i gestori, non per la collettività. Infatti l’occupazione prodotta da simili impianti è risibile in confronto a quella prodotta con la raccolta porta a porta e con il riciclo dei materiali.

Una regione che avesse a cuore una industria ecologica, svilupperebbe l’imprenditoria del riutilizzo.
Dal punto di vista del bilancio energetico, il riciclo dei materiali è molto più vantaggioso dell’incenerimento.
Dal punto di vista ambientale e sanitario bruciare rifiuti è una scelta che si muove contro due importanti indirizzi della Comunità Europea: la riduzione dell’immissione di diossine nell’ambiente, perchè il loro contenuto negli organismi biologici, uomo compreso, è ormai a livelli di guardia, e la riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte.
Il “mantra” ripete anche che a mille gradi non si producono diossine ma non dice che a mille gradi bisogna arrivarci e poi bisogna raffreddare gli impianti. Inoltre, poiché nulla si crea e nulla si distrugge, ciò che non va in aria resta nei filtri e nelle ceneri. E dove vanno le ceneri?
Avremo trasformato materiali riutilizzabili in rifiuto tossico-nocivo, che avrà a sua volta bisogno di uno smaltitore e di una discarica speciale. Una semplice assurdità.

La verità è che non si è mai voluta sviluppare una vera raccolta differenziata ed una industria del riutilizzo dei materiali. Chi produce materie prime e gestisce inceneritori e discariche può stare quindi tranquillo.
Per queste preoccupazioni nel 2008 gli Ordini dei Medici della Regione Emilia Romagna insorsero contro il dilagare degli inceneritori e l’allora ministro Bersani chiese al Ministro della Salute di intervenire per censurarli. Quei medici non si sono fatti intimidire e continuano a dire la verità sugli inceneritori come è accaduto a Parma qualche settimana fa.
A Brindisi, dove il carbone bruciato negli ultimi 5 anni è aumentato del 30%, dove si vuole sostituirne il 5% con il CDR (rifiuti) e si vuole costruire qualche altro inceneritore, siamo ancora in attesa del “II tempo” annunciato a più riprese dal governo regionale, dopo quello, un po’ misero in verità, di Taranto.
Un tempo dove la riduzione delle nocività si accompagni alla quantificazione dei danni ambientali subiti, attraverso la misurazione degli inquinanti finora mai misurati e delle patologie mai rilevate. Non altro.

Maurizio Portaluri

Categories:   Ecologia/Ambiente, Politica