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Strisce blu

Ci sono molti modi per mettere le mani nelle tasche degli Italiani, una di queste è sicuramente il far pagare ai cittadini l’utilizzo di beni e risorse di loro proprietà. A livello locale un ottimo esempio sono i parcheggi a pagamento, quelli contrassegnati dalle strisce blu. Spazi pubblici, realizzati con soldi pubblici e la cui manutenzione è garantita da denaro pubblico, dati in gestione a ditte private con la conseguenza che il legittimo proprietario (il cittadino) deve pagare per poterne usufruire. Questo potrebbe avere una logica se a gestire questi spazi fosse l’ente locale e utilizzasse queste risorse per la manutenzione delle strade, ma non è così. Una ditta privata ha motivo di esistere se realizza profitti, paga anche un canone al comune per gestire questi spazi, ma le tariffe applicate sono commisurate all’esigenza del profitto, quindi quando il cittadino (proprietario dello spazio) paga per la sosta sulle strisce blu una discreta quantità di quel denaro va nei profitti della ditta che li gestisce.

Ad Ostuni c’è altro da aggiungere, l’amico Giancarlo Scalone ha fatto ciò che avrebbero dovuto fare comune e/o forze dell’ordine, ovvero controllare che i reali posti parcheggi (in gergo tecnico stalli) corrispondano esattamente a quelli previsti nel contratto che comune e ditta hanno sottoscritto, in pratica controllare che la ditta rispetti le cosidette regole d’ingaggio. Nel fare questa verifica ha potuto constatare che il numero di stalli presenti è circa il 30% in più di quelli previsti nel relativo contratto. Questa anomalia evidenzia diversi aspetti a dir poco assurdi, infatti la ditta non paga il relativo corrispettivo per questi aggiunti spazi e di conseguenza aumenta considerevolmente i propri profitti, mentre il cittadino (come si suol dire cornuto e mazziato)  fa la parte di quello che deve pagare per utilizzare ciò che è suo. Per completezza d’informazione ricordiamo che la ditta in questione per contratti simili in altri comuni (non Ostuni) è sotto inchiesta insieme ad amministratori locali per corruzione ed altri reati.

Comunque vada a finire questa faccenda, rimane comunque il fatto assurdo che con questo sistema i cittadini devono pagare per poter utilizzare spazi di cui sono proprietari. Adesso sentiremo i vari schieramenti dire la loro in merito: chi sosterrà la necessità di revocare alla ditta in questione il contratto e indire una nuova gara, chi sosterrà che tutto va bene com’è ma bisognerà effettuare controlli rigorosi, etc. Nessuno proporrà, come il buon senso dovrebbe pretendere, che si proceda alla realizzazione di un piano della sosta (inesistente ad Ostuni) quale parte fondamentale di un piano della mobilità (altrettanto inesistente). Bisognerebbe avere qualcuno capace di elaborare proposte dotate di buon senso e lungimiranza, ma aimè di politica si occupano esclusivamente i politici e non i cittadini.

Per quanto riguarda invece le strisce blu, io personalmente le cancellerie domani mattina lasciando esclusivamente delle zone disco nei pressi di edifici particolari tipo uffici comunali, ospedali, etc. oltre naturalmente ad incrementare  i posti riservati ai disabili.

Categories:   Politica