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Banda ristretta

La banda larga  italiana resta “ristretta”. La cifra che sarà destinata al sostenimento dei progetti di ampliamento della copertura e delle attuali infrastrutture è ben lontano dall’importo che era stato pianificato inizialmente. Niente 800 milioni di euro. La somma che stanziata sarà pari ad appena 100 milioni e potrebbe già ricomprendere la quota di finanziamento proveniente dalle regioni. Una goccia del mare che non risolverà il problema del “digital divide” nel nostro Paese.

La scelta sembra essere, in Italia, diametralmente opposta rispetto a quella compiuta – per esempio – in altre nazioni europee. La Finlandia già da qualche tempo garantisce 1 Mbps a tutti i cittadini prevedendo di raddoppiare il taglio minimo di banda entro il 2012 mentre Neelie Kroes, commissario europeo responsabile per l’Agenda digitale ha più volte rimarcato la necessità di attuare sforzi comuni per accelerare la diffusione del “broadband”.

Le regioni dovranno così dividersi un importo che, secondo gli osservatori, appare assolutamente inadeguato, lontanissimo dalla cifra minima che potrebbe aiutare a dare l’auspicato slancio alla banda larga italiana. I fondi, inoltre, serviranno per coprire con la fibra ottica 73 zone industriali che ancora oggi non possono fruire della banda larga. Le aree saranno indicate dal Ministero.

In Italia la banda larga non viene considerata come una priorità. Peccato perché è certamente uno degli strumenti migliori “per rilanciare la crescita, l’occupazione ed il benessere”, per citare le parole della Kroes. Negli ultimi 15 anni la produttività in Europa è aumentata del 50% proprio grazie alla diffusione delle tecnologie dell’informazione.

Categories:   Economia/Lavoro, Politica