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Il centro storico non esiste più

Ostuni ha nel suo territorio, nel suo centro storico, nella sua arte e nella sua cultura un patrimonio di inestimabile valore. Una politica capace solo di consumare e distruggere tutto questo porterà alla dissoluzione di quello che è definito il settore trainante dell’economia locale. Solo se gli Ostunesi riusciranno a liberarsi di questa gentaccia e riappropiarsi del governo della città potrà esserci qualche speranza per le future generazioni.

La notizia è certa, il Comune di Ostuni vuole comprare tutti gli immobili del Centro Storico per trasformarlo, dopo il lungo avviamento di successo degli ultimi anni, in un circo Barnum all’aria aperta in cui tutti potranno continuare a fare tutto ciò che vogliono, ed anche di più, soprattutto nelle ore notturne, indisturbati ed incontrollati e dove gli affari si faranno, ma senza i clienti.

L’obiettivo è stato raggiunto, la elasse politica celebra il risultato di aver fatto fuggire i villeggianti e definitivamente espugnato la Terra. ll Centro Storico di Ostuni non esiste più. Cosa è adesso Ostuni senza la Terra? Questo potrebbe essere l’ incipit del fondo di un polemista, di uno di quei scrittori che utilizzano la penna come spada fiammante, pur talvolta per mera estetica della polemica. lo non lo voglio fare, non mi interessa l’esletica, la polemica sterile della polilica contemporanea. M’interessano i fatti.

lo voglio parlare di luoghi del cuore dove i profumi, i colori, gli odori, le voci, i silenzi sono parte di una memoria antica , rappresentano la ricerca dell’io alla radice della nostra storia , seppur nel viaggio del tempo presente. Questo e tanto altro è per me Ostuni, meglio la Terra: un viaggio che, avvinto da un amore antico, 12 anni fa mi ha persuaso a regalarmi una casa in pietra per ritrovare ogni estate la memoria del mio passato, oggi. lo figlio della Puglia, cittadino del mondo, Ostuni è un luogo del cuore elettivo per molti ma anche di nascita e di vita per tantissimi che lo amano e lo vorrebbero difendere dai barbari, indigeni e non. Quei barbari di cui parlava un famoso attore in una intervista-sfogo dell’Agosto del 2005 in cui definiva la Terra “un inferno in cui la notte non si chiude occhio”. Potrei citarne tanti di questi sfoghi individuali e collettivi, raccolti negli anni, centinaia, migliaia, tutti accorati, tutti inutili, tutti rimasti voci nel
deserto.

Non voglio limitarmi a parlare della notte, perché il giorno non è migliore. Sembra che si faccia di tutto, infatti, per tenere i villeggianti, meglio i Residenti, del Centro Storico lontani. Pensate ai fantastici parcheggi allestiti negli anni, ed ancora tutti, ripeto, tutti non asfaltati. Uno spettacolo di polvere straordinario, mulinelli di terra che danzano festanti, certamente ideati da menti superiori. Così come il sistema di pagamento dei parcheggi per i Residenti, cosl come l’illuminazione notturna del Borgo, così come il servizio di nettezza urbana e di pulizia, così come la vigilanza solerte e presente dei Vigili Urbani, cavalieri inesistenti, così come le ronde fantasma della Polizia, e tanto, tanto altro ancora che non va, non funziona, non esiste, non c’è. Un luogo senza regole e senza rispetto per le regole e per le persone.

Lo Tena è abbandonata a se stessa, colonizzata da mercanti di molliche, terra di nessuno del caos e dell’anarchia. I Suoi Residenti non hanno diritti e sono vittime impotenti di una mercificazione che sta impoverendo tutti ed arricchendo pochi. Questa è la verità del quotidiano dei residenti e di coloro che amano la Terra e che la vorrebbero vedere protetta, valorizzata, amata, tutelata. Tutela che è, certamente, anche il decoro estetico di cui si è occupato un solerte Consiglio Comunale del 7 Agosto 2010, ma anche molto, molto, molto di più. Ed è singolare, ma anche paradigmatico, che si sia discusso di estetica di un Borgo che sta morendo. Questa sì, è vera fantasia al potere.

Non ho molto altro da scrivere ed il dispiacere è certamente molto più crudo e forte delle parole. Non so se resterò spettatore di questa agonia, forse vendere è la soluzione di tante estati di notti e di giorni insonni … Anche se i dilettanti della politica non lo sanno, i luoghi del cuore sono diventati il più grande affare del turismo di qualità in tutti i Paesi avanzati. Il turismo di qualità è il vero motore dell’economia turistica e, come ben insegnano gli esperti, ha un effetto di mobilitazione delle masse turistiche e di trascinamento degli investimenti, Pubblici e privati.

Cosa sarebbe Ostuni senza la Terra? Una espressione geografica. Un toponimo o poco più.

Fabrizio Elia

Categories:   Politica