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La stalla è aperta da tempo

Si è soliti dire che noi Italiani siamo bravi a chiudere la stalla solo dopo che i buoi sono scappati. In realtà non è proprio così, noi Italiani ci accorgiamo della stalla aperta solo quando la mandria di buoi ci sta col fiato sul collo e ci rendiamo conto che ci stanno per travolgere. Se, invece, i buoi escono dalla stalla in silenzio e con discrezione oppure  prendono un percorso che non intralcia il nostro, semplicemente ce ne freghiamo ed altrettanto ce ne freghiamo se ad essere travolti sono altri. Eppure i buoi non arrivano all’improvviso, ci sono sempre dei segnali che preannunciano l’arrivo della mandria, ma a prevalere è la speranza che cambino direzione prima di arrivare dalle nostre parti e noi possiamo continuare la nostra tranquilla e indisturbata vita.

Non ci preoccupiamo delle politiche energetiche del nostro paese, ignoriamo quelle associazioni e quei movimenti che sostengono la microproduzione da fonti rinnovabili perchè oltre a rispettare l’ambiente sono più economiche e creano posti di lavoro, però siamo pronti a protestare se vicino a casa nostra vogliono realizzare una centrale nucleare oppure se vediamo i nostri cari ammalrsi e morire per via dei veleni emessi dalle centrali a carbone.

Non ci preoccupiamo di come il nostro comune gestisce i rifiuti ed ignoriamo quelli che sostengono la raccolta differenziata porta a porta dimostrando che è meno costosa e crea posti di lavoro, però siamo pronti a protestare se vogliono realizzare una discarica o un inceneritore nel nostro territorio oppure se vogliono mettere i cassonetti sotto la nostra finestra.

Ignoriamo chi da anni fa notare che il capitolato del servizio di igiene ambientale viene spudaratamente violato ma siamo pronti a lamentarci quando la città e le spiagge sono sporche.

Non ci preoccupiamo delle politiche sanitarie adottate, ce ne freghiamo quando coi soldi pubblici viene completamente ristrutturata una bellissima struttura ospedaliera per poi essere data ai privati (vedi il Tanzarella di Ostuni), così come non ci preoccupiamo che in questo periodo di vacche magre e di tagli alla spesa pubblica la regione sta stanziando 150 milioni di euro per realizzare un ospedale che verrà gestito dal San Raffele di Don Verzè che il TAR ha definito essere un’attività imprenditoriale e non un ente no profit. Ignoriamo chi da tempo sostiene la necessità di investire nei servizi domiciliari e di superare questo arretrato sistema sanitario regionale basato su inutili ospedaletti di paese, però siamo pronti a mobilitarci e a protestare quando vogliono chiudere dei servizi a casa nostra.

Ignoriamo chi sostiene politiche virtuose, chi denuncia il malaffare, chi si propone per il bene comune, ma votiamo il conoscente, l’amico o cumunque quello a cui poi possiamo rivolgerci nel caso di bisogno per poi andare a cercare il supporto di quelli che abbiamo ignorato e non votato quando i buoi (che abbiamo votato)  ci stanno travolgendo.

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