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Buone azioni

“Possibile che, tra le varie cose che ha fatto questa amministrazione comunale, non riesci a trovare nulla di buono?”. Non molto tempo fa a questa domanda  risposi che in effetti c’erano un paio di opere che giudicavo molto positivamente e mi riferivo alla sistemazione di viale Oronzo Quaranta (lo stradone) e la scalinata con piazzetta adiacente alla colonna di S. Oronzo. E come giudicare se non positivamente la realizzazione di spazi, anche esteticamente belli, dove le persone possono incontrarsi, fermarsi, parlare, socializzare? Peccato che poi, come al solito, queste ottime iniziative prendano una strada diversa da quella che ti aspettavi ed anche in questi aspetti positivi l’amministrazione comunale evidenzia tutta la sua inettitudine ed incapacità.

Ma andiamo con ordine, partendo dalla scalinata. Splendida, davvero un angolo suggestivo realizzato con buon senso e ottimo gusto, spesso utilizzata anche per attività d’intrattenimento. Naturalmente non mancano i locali, birerie, ristoranti, gelateria, ma aimè non mancano neanche i loro tavolini e le loro sedie che quando occupano una parte dello spazio sono anche piacevoli, ma quando arrivano ad occupare oltre l’80% dello spazio “pubblico” disponibile ecco che nasce il problema, perchè evidentemente quello splendido spazio di incontro e socializzazione diventa privato e usufruibile solo ed esclusivamente da consumatori che, a loro volta, hanno limiti di tempo perchè devono lasciare spazio ad altri consumatori in attesa di appoggiare il loro deratano e godersi, per poco, quel suggestivo luogo.  Non c’è spazio per fermarsi, per incontrarsi con amici e conoscenti, non c’è spazio per i bambini desiderosi di giocare e correre (disturbano i clienti), non c’è lo spazio pubblico che io pensavo fosse stato realizzato, è stato dato in gestione, come molti altri beni comuni, ai privati che ti permettono di utilizzarlo solo alle loro condizioni. E’ diventata casa loro.

Viale Oronzo Quaranta è, per chi non lo conosce, lo stradone che costeggia le mura del centro storico. Anche questo un luogo molto suggestivo, alle spalle le mastodontiche mura bianche e di fronte la marina con i suoi millenari alberi di ulivo ed un panorama che, nelle giornate limpide, si estende per diversi chilometri. Un paio di anni fa gli è stato rifatto il look e quest’anno è stato completato anche l’ultimo tratto. La bellissima pavimetazione di pietra bianca che è stata posta, dal considerevole costo, era in perfetta sintonia con il restante contesto, almeno sino a quando era bianca. Già, perchè se la vedete adesso, soprattutto nel tratto completato da poco, forse potreste anche non crederci che quella pietra una volta era bianche, anzi potresta addirittura non credere che li ci sono delle pietre ed in effetti a colpo d’occhio la differenza con una striscia di asfalto è minima, mentre non minima è la differenza di costo. Anche questo viale, così come la piazzetta, era un luogo pubblico dove le famiglie si incontravano e i bambini potevano correre e giocare. Era. Adesso non più visto che si lascia, nonostante il divieto, che le macchine ci transitino e ci parcheggino e i bambini non possono più correre e giocare e le famiglie, invece di stare li in tensione a dire ai loro figli attenti alle macchine, preferiscono andare altrove. E così le bellissime pietre bianche costate un bel pò di soldi non sono più bianche sotterrate dagli strati di gomma nera lasciate dalle auto. Un altro spazio pubblico privatizzato in favore degli automobilisti.

D’altronde cosa ci si può aspettare da un’amministrazione capitanata da un soggetto che ha dichiarato che lo stradone non è più vivo da quando è stato chiuso al traffico, da uno che, evidentemente, pensa che il traffico e le auto sono vita mentre la gente che passeggia, si ferma, parla, socializza e i bambini che urlano, giocano e si divertono sono morte.

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