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5 per cento

5,12%. Questa la percentuale di raccolta differenziata ad Ostuni nel mese di Maggio e mentre a Fasano, che già registra performance migliori rispetto alla città bianca (15%), ha dato il via alla raccolta porta a porta della frazione umida con sconto del 30% sulla TARSU per i cittadini virtuosi, nella città dove sventolano bandiere e vele l’assessore all’ambiente, che il 24 Aprile in occasione di un convegno sugli orti periurbani annunciava l’avvio a giorni della raccolta differenziata porta a porta, prima rinvia tutto all’inizio di Luglio e poi all’anno nuovo.

Nel frattempo naturalmente grazie a famose organizzazioni ed associazioni Ostuni appare come la paladina dell’ambiente, nessuno dice nulla sulla gestione dei rifiuti ne tanto meno sulla cementificazione del territorio che dovrebbero essere i primi parametri da valutare per giudicare l’impronta ecolgica e quindi la tutela dell’ambiente di un amministrazione.

Vale la pena anche ricordare che una gestione virtuosa dei rifiuti con la raccolta porta a porta, il riciclo ed il recupero del materiale oltre a pesare meno sulle casse comunali crea numerosi posti di lavoro in più rispetto ai sistemi tradizionali. Cosa che, soprattutto in questo periodo di crisi e tagli, di certo non guasterebbe.

Ma evidentemente l’amministrazione comunale di Ostuni non reputa particolarmente importanti questi aspetti, se così fosse si sarebbe attrezzata già da tempo. Vi sono paesi che hanno raggiunto percentuali di differenziazione superiore al 90% già da un decennio dimostrando coi fatti e coi numeri quanto ho appena scritto.

Naturalmente i mezzi d’informazione fanno il loro dovere di servi. Se leggete i giornali o vedete le Tv locali avrete certamente potuto trovare numerosissimi servizi sull’attribuzione della bandiera blu e delle 5 vele, ma di certo nessuno ha mai pensato di riportare i veri dati sulla pesante impronta ecologica perpetrata dal comune di Ostuni con cementificazione e pessima gestione di rifiuti.

Categories:   Ecologia/Ambiente, Politica