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La città

Negli ultimi decenni e in modo clamoroso negli ultimi cinquanta anni, la città, nata come luogo di incontro e di scambio, ha scoperto il valore commerciale dello spazio e ha stravolto tutti i concetti di equilibrio, di benessere e di stare insieme, per seguire solo programmi di profitto, di interesse. Si è venduta. Fino a poche decine di anni fa i poveri e i ricchi vivevano gli uni vicini agli altri. Le loro case erano ovviamente diverse, le une da poveri e le altre da ricchi, ma sorgevano negli stessi quartieri. Poi si è dato un valore diverso al terreno a seconda della sua vicinanza al centro della città e questo ha stravolto tutto. I poveri non hanno potuto restaurare le loro casette malsane e senza servizi, hanno «preferito» venderle per potersi trasferire in periferia, in case tutte uguali e uguali a quelle presentate dalla televisione.

I centri storici sono diventati uffici, banche, fast food,sedi di rappresentanza, alloggi ricchi e sofisticati. Col calar della sera il centro della città si svuota e diventa pericoloso, la gente ha paura di andarci da sola, ci sono i drogati, i ladri, i malfattori. I centri storici, così diversi e ricchi perché nati da secoli di storia e di cultura, dal piacere delle cose belle e non solo utili, hanno perso la cura, la preoccupazione dei residenti. I luoghi più belli del nostro paese sono negati al gioco e alla esperienza dei bambini, al passeggio e al ricordo dei vecchi.

Le periferie sono invece nate in pochi anni, senza piazze,senza verde, senza monumenti. Le periferie sono uguali in tutto il mondo, gli stessi casermoni, le stesse strade grandi e dritte, lo stesso abbandono, perché non sono nate dalla lenta e costante preoccupazione degli uomini di avere luoghi di vita adatti e confortevoli per sé e per i propri successori, ma solo grazie alla spinta prepotente della speculazione. La città non ha più abitanti, non ha più persone che vivono le sue strade, i suoi spazi: il centro è luogo di lavoro, di compere, di rappresentanza non di vita; la periferia è il luogo dove non si vive, ma si dorme soltanto…

La città ha perso la sua vita. La città è diventata come il bosco delle nostre fiabe.

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