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Banali consigli

In questo periodo di crisi economica tutti ci interroghiamo su come comportarci, su come uscire da questa situazione o almeno non sprofondarci, ma spesso non troviamo una soddisfacente risposta. Per questo pubblico volentieri queste riflessione che mi hanno inviato, non sono certo i consigli di un esperto del settore, ma mi paiono piene di buon senso. E il buon senso di questi tempi è già molto.

Anche se i giornali se ne ricordano a singhiozzo, in Europa si sta vivendo una crisi economica senza precedenti. Attenzione, quando si parla di crisi economica non si intende la perdita di valore di titoli azionari, derivati o obbligazioni. Quella è una crisi finanziaria in atto ormai già da anni e la cui analisi non è oggetto di questa breve riflessione. Per crisi economica intendo il rallentamento o la cessazione delle attività produttive o di servizio (fabbriche, terziario, ecc.), il licenziamento o il sostegno per mezzo di ammortizzatori sociali dei dipendenti (cassa integrazione, contratti di solidarietà, mobilità), l’impoverimento generale delle persone che vivono del proprio lavoro e non di speculazione finanziaria.

Incapace di interpretare i dati macroeconomici, la mia sensazione è che le difficoltà siano superiori a quelle rappresentate dai media che continuano a fornire consigli su dove investire il capitale per “proteggerlo”, come se tutti avessero un capitale da proteggere e come se esistessero veramente strumenti finanziari sicuri al 100%.

Al di là di ciò che dicono i radio, giornali e televisioni la cui proprietà è riconducibile a Confindustria, banche o potentati politici, quelle che seguono sono delle mie personali considerazioni senza pretese sulle quali vi invito a riflettere.
Le banche italiane sono salde, i conti correnti sono garantiti fino a 103.000 euro. Mezza verità raccontata bene. Esiste, infatti, un Fondo di Garanzia Interbancario(1) ma

  1. Concretamente SOLO il 20% della cifra DEVE essere messa a disposizione dal Fondo interbancario ENTRO 3 MESI.
  2. I mesi possono arrivare a NOVE, nel caso di situazioni ECCEZIONALI e previa autorizzazione da parte della Banca D’Italia. Il RESTO, ovvero l’80 % DEI VOSTRI SOLDI, viene liquidato solo quando comincia la liquidazione della banca, quindi con tempi che possono essere ( e di fatto lo sono SEMPRE) LUNGHI.
  3. Inoltre il fondo si attiva nella misura in cui ( lo so è un tipico sessantottismo, perdonatemelo) ha liquidità disponibile.
  4. Quanto è grande questa liquidità?
  5. Dallo 0.4. allo 0.8 % dei fondi rimborsabili delle banche associate, ovvero, in pratica dell’intero sistema bancario.
  6. Basta quindi il fallimento di una banca i cui conti correnti corrispondano spannometricamente allo 0.8 del totale italiano e questo fondo di garanzia cesserà di esistere, di fatto, per mancanza di disponibilità.

Insomma, meglio non tenere troppo denaro in banca.

L’oro è un bene rifugio. Secondo me no. Comprato a 100, appena usciti da un cambiavalute vale già 80. Senza contare la liquidità di monete da investimento e lingotti. In genere, se serve danaro, si è costretti a svendere. Io lascerei perdere.

I titoli di stato sono un investimento sicuro. Non lo so. Bisognerebbe chiedere a greci, argentini, islandesi e, fra un po’, a spagnoli e portoghesi. Loro ne sanno più di me.

Consumare rimette in moto l’economia del nostro paese. Falso.
L’unica cosa sicura quando si compra l’ultimo televisore al plasma da 52? è la dipartita di un migliaio di euro dalle nostre tasche. Le televisioni le fanno in Cina, un po’ come tutto, e spendendo si arricchisce solo chi le importa. E’ un discorso che vale in generale, non solo per gli apparecchi televisivi. Io ho ridotto tutte le spese superflue. Non ho intenzione di spendere per cose di cui posso fare a meno. Preferisco investire in salute sul mio territorio, magari comprando prodotti alimentari che  costano un po’ di più, ma fanno bene ai miei bambini e finanziano le attività di persone che, volendo, potrei conoscere.
Il mattone è un bene rifugio. Vero, come si fa a dire di no?  Non so se con gli immobili si guadagna veramente, ma mi sono convinta che non si perde mai. Se avessi i mezzi comprerei una casa non troppo grande e impegnativa, magari da rimettere a nuovo. Parte delle ristrutturazioni cercherei di farle “in famiglia” valorizzando la proprietà con il lavoro. Meglio così che tenere i soldi nel cassetto, o peggio, in banca.

I fondi di investimento, gli ETF, le obbligazioni. Non so. Se devo giocare d’azzardo preferisco una settimana a Montecarlo.

Comprare dollari, franchi svizzeri e sterline. Perché no? Non è un investimento secondo me. Fatto senza esagerare è solo un sistema per suddividere il rischio.

Investire in pietre preziose, gioielli, oggetti d’arte, francobolli. Stupidaggini. Bisogna essere estremamente competenti o servirsi di un consulente. In genere si fa un investimento solo se si compra cose non recenti di grandissimo valore che hanno un loro mercato di nicchia. Se non si può comprare un Matisse, io lascerei perdere. Specialmente quella roba fatta in serie e spacciata per capolavori che si compra in TV.

Anna Granati

Categories:   Economia/Lavoro

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