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Il bilancio di De Stradis

A seguire il discorso fatto dal consigliere comunale Salvatore De Stradis in occasione dell’approvazione del bilancio preventivo 2010 del comune di Ostuni. Naturalmente quello che leggerete è il testo che si era preparato per l’occasione, sò che in realtà ha detto molto di più e mi spiace non aver potuto assistere dal vivo. Per chi volesse scaricarsi il bilancio lo trova qui.

Dico subito che voterò no all’approvazione del bilancio. E’ un  no che ha motivazioni innanzitutto politiche, motivazioni che andrò a breve a spiegare. Non sarei onesto se dicessi che il bilancio presentato da questa amministrazione è un cattivo bilancio. In un periodo di particolare crisi, in cui il governo centrale, nonostante si dichiari federalista, continua a ridurre i trasferimenti agli enti locali, salvaguardare gli equilibri di bilancio, non avere debiti fuori bilancio, rispettare il patto di stabilità e, soprattutto non aumentare i prelievi dalle tasche dei cittadini, non è assolutamente cosa facile. Ho sempre dato atto a questa amministrazione di aver prestato molta attenzione  agli equilibri di bilancio. Certo dirò anche le cose che non condivido, perché non è sufficiente, perché si possa dare un giudizio assolutamente positivo del bilancio, evitare la bancarotta delle casse comunali ma è necessario anche entrare nel merito di come il denaro pubblico viene speso. Ma come dicevo all’esordio il voto sarà contrario, perché il voto sul bilancio  va aldilà dei nudi e crudi numeri ma afferisce ad una sfera diversa che è quella che investe il giudizio politico su di un’amministrazione.
E a giudizio del sottoscritto, ma soprattutto a giudizio dei gruppi che hanno sostenuto il sottoscritto durante le elezioni dello scorso hanno e che io, modestamente, continuo a rappresentare in questo consesso, permangono ancora tutte le ragioni che hanno portato il centro-sinistra a presentarsi diviso alle scorse elezioni. Tra le responsabilità di natura politica che abbiamo inteso addebitare alla coalizione che è alla guida della città, la più seria è quella che concerna la mancata crescita quantitativa e qualitativa dell’elettorato di centro-sinistra.
Le ultime lezioni hanno confermato questo dato. Quando si tratta di votare per le amministrative questa coalizione stravince, quando il voto si svincola dall’ambito locale ed i cittadini votano secondo coscienza gli equilibri si spostano. Questo significa che durante le elezioni amministrative si ha a cuore un unico interesse che è quello di vincere, a qualsiasi costo, e poco importa che pur di vincere si arruolano soggetti che hanno un unico scopo: quello di governare. Eviterò di citare la provenienza politica di tanti di voi che fate parte di questa maggioranza, è evidente che siete stati folgorati sulla via di damasco, ma quando si tratta di votare per politiche, europee o anche regionali tornate a votare per formazioni di centro-destra. Mi sembra sia mancato quasi del tutto, in questa sede una seria discussione sull’esito delle recenti elezioni. E’ il caso di prendere atto che la coalizione che sostiene questa maggioranza ha visto notevolmente ridursi i consensi rispetto alle scorse elezioni comunali. Cari amici di maggioranza, nessuno di voi ha nascosto il proprio incondizionato sostegno al Partito democratico, il cui risultato è sotto gli occhi di tutti: 27%, è questo il risultato raggiunto da questa maggioranza nel paese. E’ un dato che deve far riflettere è che va ad aggiungersi al risultato delle primarie dove ha stravinto Vendola, nonostante questa maggioranza  sostenesse, evidentemente Boccia. Ad Ostuni c’è un’altra sinistra che ha dimostrato di contare 3.000 voti. So bene caro Sindaco, perché ho ascoltato attentamente il tuo intervento di alcune domeniche fa, che attribuisci questa escursione di voti all’appeal del candidato Sindaco. Non ho alcuna difficoltà a riconoscere le tue doti o a riconoscere che tanti cittadini vedono in te un buon amministratore. Come non ho alcuna difficoltà a riconoscere che forse la mia figura non rappresentava quanto di meglio ci fosse in Ostuni per candidarsi ad essere un’alternativa credibile, fatto sta che il movimento da me rappresentato che, voglio ricordare ha avuto circa l’8% dei consensi è partito tardi, è partito tra mille difficoltà anche economiche e nella formulazione delle liste.
Ma come io non ho difficoltà ad ammettere quello che ho ammesso, anche tu devi riconoscere che il successo di questa maggioranza è stato determinato da liste fortissime, composte da personale politico assolutamente eterogeneo, con tanti candidati probabilmente incompatibili, se non giuridicamente, sicuramente da un punto di vista dell’opportunità politica. Anzi, a proposito, colgo l’occasione per richiedere ad alcuni colleghi consiglieri che, se vi sono cause di incompatibilità, forse è il caso di rimuoverle. Nell’ascoltarti, sempre a Radio Città Bianca, ho avuto modo di sentirti spendere belle parole nei miei confronti. Sarei ipocrita se ti dicessi di non essermi sentito lusingato. Ma io in questo consesso non rappresento me stesso, rappresento un movimento che ha dimostrato di esserci ed è un movimento che ha raccolto 800 firme in due giorni per i referendum sull’acqua pubblica che ha raccolto, come già detto, tremila voti alle ultime elezioni. E tu non solo preferisci allearti con chi, solitamente vota a destra, ma non perdi occasione per attaccare alcuni esponenti di questo movimento. Devo dirti che sempre in quella trasmissione di Radio Città Bianca non è stato bello sentirti irridere Franco Colizzi o anche Francesco Saponaro. Non vi è nulla di strano ad abbandonare la politica per dieci anni, la politica non è una professione, ci si può allontanare e ci si può ritornare come ha fatto Colizzi. Poi finalmente ho capito perché, sia in campagna elettorale che nel manifesto di ringraziamento per Epifani, questa amministrazione parlava di un consigliere regionale ostunese dopo 32 anni. Posso immaginare che non si voglia dare risalto ai sei mesi di Colizzi da consigliere regionale nel 95. Ma mi sembrava strano che non si ricordasse l’esperienza di Saponaro, capogruppo del PCI in consiglio regionale dall’85 al 90. E se la matematica non è un’opinione. Allora la dimenticanza è stata voluta. Ma Colizzi e Saponaro restano due grandi risorse per il centro-sinistra di Ostuni al pari di tanti altri che, purtroppo hanno abbandonato la scena della politica locale, per lasciare spasso ad una nuova classe dirigente, a mio avviso non all’altezza, a cominciare dal sottoscritto.
Più volte ho sostenuto che la giunta da te varata è una giunta dal profilo molto basso, e questo senza entrare nel merito dei singoli assessori, ma è una giunta dal profilo basso per il metodo che ha portato alla loro individuazione, non il merito e la competenza, non la persona giusta al posto giusto, ma il posizionamento per il numero dei consensi, il primo degli eletti o a seconda dei casi, per assicurare la rotazione, il primo dei non eletti. Facendo così in modo che ci sono degli assessori che rimarranno in carica per tutto il mandato ed alcuni che dovrebbero andare a casa a breve.
Io non voglio arrendermi alla logica dei consensi, chi si candida chiede voti per fare il consigliere non per essere promosso assessore o, quantomeno occorre creare i giusti equilibri come ha fatto, per esempio Vendola che ha chiamato un gruppo di esterni con le dovute competenze.
E, sempre a proposito della giunta Vendola, voglio ricordare che la stessa ha una presenza femminile pari al 50%, mentre questa vede la presenza di una sola donna.
E qui sono tutte le responsabilità del Partito Democratico ostunese, chi se non il più grosso partito del centro-sinistra avrebbe dovuto insistere perché i criteri per l’individuazione della giunta fossero altri ed invece ha cercato esclusivamente di assicurarsi quante più poltrone possibile e resta ancora  in attesa di incassare l’ultima cambiale.
Ma le responsabilità del Pd sono anche altre e, soprattutto di natura politica. Se queste due sinistre in Ostuni non si parlano  è perché il Pd non ha saputo interpretare il ruolo di partito guida del centro sinistra e non ha mai cercato il dialogo neppure in occasione delle elezioni regionali.
Veniamo ora agli aspetti che più da vicino concernono il bilancio.
Devo dire, innanzitutto che sono veramente preoccupato dal vistoso calo della popolazione ostunese, un calo che è assolutamente in controtendenza rispetto ai paesi limitrofi, vedi francavilla o Fasano, il che può significare tre cose: 1) il tasso di mortalità è superiore alla natalità e così è ma tale dato è controbilanciato dal trasferimento di stranieri; 2) un numero eccessivo di cittadini ostunesi si trasferisce nei paesi limitrofi a causa del caro-prezzi; 3) vi è una forte immigrazione determinata dalla disoccupazione. Qualunque sia la risposta è evidente che vi sono delle responsabilità amministrative che vanno esaminate attentamente.
Veniamo ora al programma triennale delle opere pubbliche, come già sottolineato da chi mi ha preceduto, il primo dato che salta immediatamente agli occhi è lo scivolamento al 2010 di opere pubbliche che erano state messe in cantiere negli anni precedenti, alcune delle quali risalgono addirittura al 2004 e questo mi sembra un dato non di scarsa importanza. Il secondo dato che viene in rilievo immediatamente è che le opere pubbliche più grosse sono state programmate per il 2012 e con finanziamenti tutti provenienti da area vasta o da project financing, quindi con finanziamenti del tutto incerti. So bene che il programma triennale delle opere pubbliche viene definito il libro dei sogni ma vi sono delle opere pubbliche che ogni amministrazione ostunese deve porsi come obiettivo di realizzare, mi permetto di citarne alcune:
1)    Acqua e Fogna sulla costa, è questo un obiettivo primario se non vogliamo fare turismo da terzo mondo e anche nelle aree produttive;
2)    Grosso contenitore al coperto per manifestazioni invernali;
3)    Occorre continuare ad investire sul foro boario, per quanto possibile,
4)    Scale mobili per l’accesso al centro storico;
5)    Ritinteggiatura delle mura ormai diventate nere, a tale proposito vorrei invitare l’ufficio tecnico a rilasciare permessi a costruire per progetti che siano in sintonia con il paesaggio esistente, il nuovo albergo in contrada montesarago, da qualsiasi parte lo si veda è un pugno in un occhio;
6)    Occorre istituire un servizio di manutenzione ordinaria delle strade, percorrere le strade di Ostuni è come affrontare un percorso di guerra. Accanto all’istituzione di questo servizio è necessario imporre alle aziende che gestiscono servizi pubblici e che sono costrette a rompere il manto stradale , un più preciso ripristino dello stesso.
Un ultima cosa per il turismo.
Nonostante l’apprezzamento che rivolgo all’assessore per il lavoro svolto, ritengo necessario se si vuole fare un salto di categoria nominare un direttore artistico per l’organizzazione degli eventi, le maggiori realtà turistiche lo fanno e, non a caso, la manifestazione di maggiore richiamo, “Un’emozione chiamata libro” ha un suo responsabile. Limitiamo gli incarichi esterni per le opere pubbliche, perché vorrei ricordare che il Comune di Ostuni ha in organico ben sei ingegneri, e impieghiamo quei soldi per pagare un direttore artistico nel settore del Turismo. Siamo rimasti fermi ad un’emozione chiamata libro ed alla notte di San Giovanni.

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