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Tra il dire e il fare…

Continuano le pubblicitarie dichiarazioni dell’assessore all’ambiente di Ostuni. Dopo aver annunciato sui giornali che dal 24 aprile sarebbe stato in prima linea a raccogliere le firme a sostegno della capagna referendaria Acqua Pubblica (stiamo provvedendo ad inviare la segnalazione a “Chi l’ha visto?”), Sabato scorso in un pubblico dibattito sulla riqualificazione degli orti periurbani tenutosi alla biblioteca comunale ha affermato che ad Ostuni nei prossimi mesi verrà avviata la raccolta differenziata porta a porta.

A parte la latitanza dell’assessore ai banchetti per la raccolta delle firme come se queste si potessero magicamente materializzare dopo i suoi proclami, pure sulla raccolta differenziata possiamo porci dei doverosi dubbi. Infatti affinchè quanto dichiarato possa vere anche solo un piccolo lumicino di verità ci dovrebbe essere da qualche parte un atto, un documento, una delibera o meglio un capitolato d’appalto che lo preveda. Forse, come per le firme, l’assessore pensa che basti la sua parola affinché i cittadini separino tutti i loro rifiuti e la ditta che gestisce la raccolta adatti il proprio lavoro, i propri mezzi ed il numero degli operatori per poterlo accontentare. Forse l’assessore si scorda che affinché tutto questo si realizzi ci vogliono degli atti concreti regolarmente approvati dai competenti organi istituzionali, siano essi la giunta o il consiglio comunale. Forse bisogna che si acquistino e si distribuiscano tra i cittadini le varie buste o contenitori dove introdurre i vari materiali, forse bisogna definire un calendario preciso per la raccolta dei vari materiali e forse bisogna anche che la ditta che gestisce il servizio incrementi il numero di personale per poter far fronte a questa nuova organizzazione.

Se tutto questo si potesse riscontrare, anche solo parzialmente, in qualche atto del comune sarei il primo a fare i complimenti all’assessore e all’amministrazione, ma purtroppo non è così. La realtà è che non c’è alcuna traccia di tutto questo, probabilmente è nei programmi futuri, me lo auguro, ma al momento rimangono solo belle dichiarazione a cui naturalmente i giornali locali hanno dato il doveroso risalto. Peccato che lo stesso risalto non lo dedichino alla reale situazione: 9% di raccolta differenziata. Una vera e propria vergogna in un comune e in un ATO che continua a spendere parecchio denaro pubblico per sensibilizzare la cittadinanza sulla necessità del riciclo ma che nulla fa per organizzare un efficiente raccolta differenziata. Una vera e propria vergogna per un comune che continua a sventolare bandiere blu e 5 vele quali simboli di una politica ambientalista e sostenibile per mascherare gli scempi e l’inquinamento che provoca.

Tutto ciò dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, la vera concretezza dell’azione di questa amministrazione.

Categories:   Ecologia/Ambiente