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Terroristi e costruttori di pace

I tre operatori di Emergency sono stati liberati perchè risultati completamente estranei alle accuse che gli erano state rivolte dai servizi di intelligence (grande intelligenza) Afghani.

Non si può che tirare un sospiro di sollievo di fronte a questa notizia, ma allo stesso tempo non si possono ne ignorare e taciere le conseguenze di quello che è successo in questi giorni ne scordarsi delle dichiarazioni fatte da diversi esponenti di spicco della politica italiana.

Innanzitutto mi preme ricordare a tutti che dei 6 operatori afghani arrestati insieme ai nostri connazionali non si ha ancora alcuna notizia, non si sa nulla delle accuse che gli sono rivolte come non si sa dove siano o come stanno. Il governo afghano continua con loro a mantenere quei metodi più volte contestati da Amnesty International. E meno male che siamo andati la per portare la democrazia.

Vale poi la pena sottolineare che Emergency subito dopo l’arresto dei suoi collaboratori ha dovuto abbandonare l’ospedale di Lashkar-gah e, se l’obbiettivo era quello di togliersi di torno chi denunciava i crimini e gli eccidi in quella zona abbandonata da praticamente tutti gli organi d’informazione, direi che hanno ottenuto ciò che volevano.

Non si possono infine scordare alcune dichiarazioni fatte da numerosi politici Italiani, in primis il Ministro della Difesa La Russa e il Ministro degli Esteri Frattini, i quali in più occasioni hanno solo saputo gettare discredito e dubbi sulla vocazione umanitaria di Emergency, un associazione che negli anni ha creato un vero e proprio servizio sanitario mondiale di assoluta efficienza ed eccellenza e che ha sempre agito ignorando la nazionalità, la religione e il ceto sociale di chi aveva bisogno di cure. Un modello che invece il nostro sistema sanitario nazionale non riesce neanche ad immaginare.

Emergency viene descritta come un covo di terroristi, come un organizzazione che aiuta e cura il nemico ritardando il processo di pace mentre i soldati con i mitra in mano  costruttori di pace.

Categories:   Politica