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Semper differenti

L’amministrazione di Ostuni da anni  giustifica la pessima gestione della raccolta dei rifiuti e il non avvio della raccolta differenziata attribuendo tutte le responsabilità all’ATO, ovvero un consorzio di comuni che dovrebbe, tramite un unico mega appalto, organizzare la raccolta e la gestione dei rifiuti solidi urbani nei comuni afferenti: per l’ATO BR1 praticamente tutti i comuni che si affacciano sulla costa da Fasano a San Pietro V. passando appunto per la città bianca. Prima ci dicevano che erano in attesa che si espletasse la gara d’appalto appositamente indetta, poi che c’erano problemi perchè alcune aziende escluse avevano deciso di fare ricorso (cose che capitano in un paese dove ancora sopravvive qualche diritto), infine, una volta conclusi tutti gli iter giudiziari a favore della ditta vincitrice ecco che l’ATO si sveglia e gli chiede di dimostrare immediatamente la capacità di far fronte agli obblighi presi diversi anni prima e previsti nel capitolato predisposto; non mi è molto chiaro come sono andate esattamente le cose ma sappiamo che alla fine l’ATO ha revocato l’assegnazione dell’appalto alla ditta vincitrice.

Quindi riassumendo per anni abbiamo aspettato che si espletasse la gara d’appalto poi, con tutti gli amministratori locali che si lamentavano per questo compreso il nostro Tarzanella, abbiamo aspettato che si concludessero le contreversie legali tra le ditte partecipanti al bando, quando tutto è finito e finalmente L’ATO BR1 poteva iniziare a fare l’unica cosa per cui è stata creata (e per cui è pagata) ecco che la stessa revoca il tutto e ci dice che bisogna ricominciare da capo, ovvero rifare la gara d’appalto e, già che ci siamo, anche il relativo capitolato.

Quanto ci è costato tutto questo non è chiaro. Abbiamo un ente (ATO) costituito da anni che di fatto non serve a nulla non potendo espletare l’unica funzione che gli spetta ma al contempo è dotata di tutti i funzionari e gli addetti che gli spettano. Troviamo un Presidente (il sindaco di Brindisi), un VicePresidente (il sindaco di Ostuni) ed un cospiquo gregge di funzionari  vari tra cui è possibile individuare anche il dirigente dell’ufficio ecologia di Ostuni. Potete stare sicuri che tali incarichi non sono gratuiti anche se ancora non so indicarvi le cifre che percepiscono visto la difficolta a reperire documentazione di questo fantomatico ente.

A parte tutto questo spreco di soldi, risorse e tempo rimane il fatto che i Comuni non possono sottrarsi alle proprie responsabilità sia perchè una classe politica lungimirante avrebbe dovuto cominciare ad organizzare un efficente sistema di raccolta differenziata molto prima che venissero inventate le ATO, sia perchè proprio per come sono andate le cose un sindaco con un minimo di intelligenza e rispetto ambientale avrebbe già da tempo abbandonato la ATO e provveduto con le sue forze e capacità. E a chi dice che non si può fare gli ricordo che già molti sindaci hanno intrapreso questa strada con determinazione e, bisogna dirlo, ottimi risultati.  Solo che dalle nostre parti nei politici è raro trovare sia l’intelligenza  sia il rispetto ambientale, ma soprattutto qualcuno che abbia l’onestà di rinunciare a lauti compensi per non fare nulla.

Il prefetto di Caserta Ezio Monaco ha diffidato il sindaco di Camigliano Vincenzo Cenname a trasmettere nel giro di pochi giorni, alla società provinciale che gestisce la raccolta dei rifiuti, gli archivi della Tarsu e della Tia.

Se questo non avverrà, sarà nominato un commissario e al contempo avviata la procedura di scioglimento del consiglio comunale.

Un’eventualità che tuttavia non fa cambiare idea al sindaco che, puntando sulla concreta attuazione di politiche sostenibili, ha ottenuto l’inserimento dell’ente che amministra nell’elenco nazionale dei comuni virtuosi grazie soprattutto alla realizzazione di progetti innovativi e mirati al risparmio dell’energia e delle risorse finanziarie.

Il Comune di Camigliano ha sempre gestito la raccolta differenziata in maniera diretta, con mezzi e personale propri.

“Una scelta – sottolinea il sindaco – che ha garantito il raggiungimento di notevoli percentuali di rifiuti differenziati nel nostro paese. Un risultato eccellente, nonostante le mille difficoltà legate all’esigenza di dover trasportare fuori regione, e quindi con investimenti notevoli, la frazione umida dei rifiuti”.

E i costi di gestione? “E’ da ormai quattro anni – informa Cenname – che la tarsu non subisce aumenti e per di più tutte le spettanze sono state liquidate senza che siano stati accumulati debiti”.

Nel maggio 2009 il Comune di Camigliano ha approvato  la rescissione dal consorzio unico di bacino delle province di Napoli e Caserta che ha anche impugnato la delibera in questione. Il Tar della Campania tuttavia non ha accolto il ricorso del consorzio, avallando pertanto la giusta decisione del Comune.

“Alla luce di tutto ciò – sostiene Cenname – non ritengo giusto, nell’interesse economico e gestionale dell’ente, che dall’alto si imponga di modificare la gestione della raccolta dei rifiuti in uno dei pochi comuni del Casertano dove il servizio è stato attuato con efficienza e costi contenuti”.

Pronto a rinunciare al proprio ruolo di sindaco pur di difendere i diritti dei cittadini. “Qualora la parte politica – scrive Cenname al prefetto – dovesse essere esautorata di quel poco potere decisionale che ha circa l’implementazione di servizi come la raccolta differenziata, allora non avrà più senso l’esistenza di alcun organo politico comunale e per questo, considerato che la politica non costituisce affatto un mestiere, sono pronto a consegnare il mio mandato amministrativo”.

L’Associazione dei Comuni Virtuosi condanna l’atteggiamento incomprensibile della Prefettura in questione e chiede di fare un passo indietro: il Comune di Camigliano rappresenta un modello da seguire e premiare, non certo un ente pubblico da mettere sotto commissariamento.

Categories:   Ecologia/Ambiente