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Asfalto extra vergine

Che senso ha spendere € 2.200.000 di soldi pubblici in un’inutile  opera pubblica? Che senso ha sacrificare olivi monumentali osannati da tutti come una grande ricchezza comune per realizzare una striscia di asfalto che non darà alcun beneficio? Che senso ha deturpare una splendida area (piana degli ulivi) già violentata da stupide scelte del passato? Che senso ha sostenere che in Italia si pagano troppe tasse se poi si gettano questi soldi? Che senso ha dire che le nostre strade sono pericolose per via delle curve e poi sostituire un rettilineo con una curva? Che senso ha realizzare nuove strade o allargare quelle esistenti sena fare prima uno studio sull’intensità del traffico nella zona?  Che senso ha definire una nuova strada “realizzazione di verde pubblico” e “arredo urbano“? Che senso ha realizzare una strada che “interseca una linea di compluvio che riveste particolare importanza” quando “detto corso assume carattere torrentizio ad elevate portate” e “rappresenta elevato rischio di alluvione per le aree circostanti“? Che senso ha la bretella stradale che  a breve verrà realizzata ad Ostuni di fronte alla zona industriale?

Nessun senso, almeno logico. Perchè probabilmente nelle menti malate di chi lo ha ideato e progettato un senso ce l’ha. Il senso della distruzione, dello sperpero di denaro pubblico. Il senso di creare opere in grado di far intascare a qualche imprenditore e professionista locale buoni compensi; buoni compensi che al momento opportuno si trasformeranno in molti voti. Il senso del voto di scambio: voi mi fate eleggere e io vi creo opere da realizzare e progetti da predisporre, il tutto a buon prezzo, tanto pagano quei fessi dei cittadini. Quelli che dicono che tanto i politici sono tutti uguali, quelli che dicono che tanto se i politici hanno deciso di fare una cosa la fanno e noi non possiamo farci nulla, quelli che dicono e dicono ma poi subiscono e soprattutto ci votano.

Quindi ecco che ti invento una strada inutile e la definisco arredo urbano e verde pubblico. Si poteva fare ben altro per risolvere il finto problema che loro pongono: eliminare gli incroci a raso  e dividere il traffico interno della zona industriale da quello tra Ostuni e Villanova. Bastava allargare un poco la strada e creare uno spartitraffico tra le due viabilità, la stessa cosa che è stata fatta dall’altra parte del ponte ferroviario. Una soluzione semplice e realizzabile a bassi costi senza distruggere decine di olivi monumentali e senza attraversare terreni agricoli con una striscia di asfalto.

Ma ciò pur combaciando con l’interesse pubblico evidentemente non combacia con l’interesse di chi amministra, perchè i soldi necessari per la realizzazione dell’opera sarebbero pochi e perchè non si realizzerebbe un’isola in mezzo alle due viabilità. Si, perchè a dare un occhiata al progetto si nota che la strada fa uno strano tragitto, uno strano tragitto che attraversa in pieno dei terreni agricoli più lontani dalla strada esistente mentre evita, o meglio gira intorno, a terreni che invece gli sono affianco. Questa circonvoluzione permette di creare tra le due strade una specie di isola che, sono pronto a scommeterci, prima o poi cambierà destinazione d’uso. Di chi sono quei terreni?

E ci prendono per il culo definendo tutto questo “arredo urbano” e “verde pubblico”, allo stesso modo utilizzano il termine politica, mentre ciò che fanno si chiamano affari.

Categories:   Ecologia/Ambiente