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Taranto città morente

In questi giorni di campagna elettorale ho notato un manifesto in cui si afferma che a Taranto si sono “ridotti dell’80% i veleni più pericolosi”. Se bisogna dare atto al Governatore uscente di essere stato il primo nella storia ad aver affrontato questo drammatico problema non si può certo iniziare questo quinquennio da questo presupposto che, a quanto mi risulta, non corrisponde a vero. Abbattere le emissioni nocive nel Tarantino, così come nel Brindisino, in modo da conciliare tra loro sviluppo, ambiente, salute e soprattutto qualità della vita è un obbiettivo da raggiungere a tutti i costi e bisogna essere consapevoli che ancora non si è fatto gran che ma  si è appena iniziato.

La città di Taranto con i suoi 219.000 abitanti, è stata ufficialmente dichiarata zona ad alto rischio ambientale. In realtà si è andati ben oltre la semplice ipotesi di “rischio”. Dal 1960 ad oggi il territorio è stato letteralmente piegato e brutalizzato alle assurde esigenze industriali. Nulla si è salvato: i mari (Piccolo e Grande), le falde, le sorgenti sottomarine di acqua dolce e quelle terrestri, i terreni e l’atmosfera… ed ovviamente la salute di molti e molti cittadini e tutte le creature viventi in questo teritorio avvelenato. A tutto questo bisogna aggiungere la presenza della Marina Militare, con le sue 2 basi navali, le sue navi, i sottomarini e poi c’è l’arsenale militare: un impianto obsoleto, sciattone ed inquinatore, che ha assoggettato l’urbanistica della città a esigenze oramai senza piu senso…

Taranto è una città che lentamente muore, una emergenza ambientale ignorata, perchè è stato deciso che questa città è strategica alla causa e agli interessi della nazione.La verità è che i profitti vanno agli  industriali del nord-Italia; l’alito pesante, la voce rauca della morte rimane invece sui marciapiedi disseminati di polveri minerali.Una  “vocazione” quella industriale estranea alla cultura, alla storia di questa città che vuole essere stata fondata da antiche popolazioni giunte dalla Grecia 800 anni prima che nascesse Cristo…

Opporsi a questo stato di cose è molto dura, è come fare l’arrembaggio ad un muro altissimo…un muro senza finestre… senza dialogo, senza interlocutori…. Oggi Taranto si spopola sempre di piu, infatti sono tanti i cittadini che ormai vendono casa per andare a vivere a 20-30 km di distanza, dove la diossina del camino E-312 si spera, non arrivi fino li…. si perchè qui le ciminiere non si stagliano lontane all’orizzonte, quelle maledette industrie sbuffanti sono state costruite dentro la città, fra le case dei suoi abitanti, a pochi metri (leggasi metri) dai bambini che si rincorrono ignari nell’eterno gioco della vita…

Polveri alle stelle è un documentario collettivo della durata di trentasei minuti che, attraverso immagini, testimonianze e interviste, pone in risalto lo stato di degrado ambientale in cui versa Taranto. Il ritratto di una città soggiogata dal ricatto occupazionale della grande industria. Si parla delle conseguenza della diossina sulla salute dei tarantini, delle condizioni di lavoro all’interno degli stabilimenti industriali, dei disagi che l’inquinamento provoca quotidianamente agli abitanti del quartiere Tamburi e all’intera città, del destino spesso segnato di chi lavora nella grande industria. Potete vederlo sia nel player all’inizio di questo post sia su Iapra Tv on Vimeo

Categories:   Ecologia/Ambiente