iapra li  uecchie

Menu

Sulle regole

Il capo non arriva mai in ritardo; il capo semmai modifca l’orario. Quando si parla di regole bisogna tenere sempre in considerazione due soggetti ben distinti: chi le stabilsce e chi le deve rispettare. Chi detta le regole è sempre il primo a non rispettarle perchè non è per se stesso che le scrive ma per i sottoposti e se qualcuno gli ricorda che in teoria anche lui è tenuto a rispettarle ecco che allora o le modifica o le interpreta. Chi detiene il potere è colui che ha il potere di scrivere le regole e quindi di non rispettarle, modificarle o interpretarle a suo piacimento, è l’eccezione che conferma le regole, è colui che può dire “io sono io e voi non siete un cazzo”.

La questione delle liste è solo uno dei tanti esempi. Regole fatte per impedire o quantomeno limitare le candidature della gente comune. Regole assurde con una burocrazia disarmante capaci di disincentivare chiunque abbia anche solo il pensiero di potersi candidare al di fuori di schemi e partiti tradizionali. Alle passate amministrative molte liste civiche 5 stelle di Beppe Grillo hanno denunciato queste difficoltà nonchè l’ostruzionismo messo in atto dai potentati locali per impedire la regolare presentazione delle liste, ostacoli che in alcuni casi hanno avuto il sopravvento costringendo questi cittadini a ritirarsi dalla competizione elettorale. Oggi, anche giustamente,  tutti si scagliano contro il decreto interpretativo perchè le regole vanno rispettate e vanno rispettate da tutti però mi domando quale sia il principio: sono queste specifiche regole che vanno rispettate da tutti o sono tutte le regole che vanno rispettate da tutti. Perchè in quest’ultimo caso la lista delle regole costantemente violate è davvero lunga.

Prendiamo ad esempio un comune a caso (Ostuni). Come ben sapete tutti i comuni hanno un proprio statuto in cui sono indicate le regole fondamentali della comunità, regole che non solo devono essere rispettate da tutti ma che determinano ed influenzno anche tutte le altre regole che negli anni si intendono introdurre, è come la Costituzione tanto richiamata in questi ultimi periodi . Bene, allora la domanda è: in questo ipotetico comune lo statuto viene rispettato, viene applicato? La risposta è: solo in parte. In particolare vengono ignorate tutte quelle regole che non piacciono al capo di turno, regole che evidentemente non interessano neanche all’opposizione che mai abbiamo sentito protestare su questo tema. Vi sono poi le regole emesse da organi gerarchicamente superiori a cui il comune dovrebbe sottostare, ma che vengono interpretate a seconda dei casi, ma soprattutto delle convenienze.

Lo statuto comunale di Ostuni prevede l’istituzione di diversi organi della partecipazione: le consulte di settore, le consulte di quartiere ed il forum della società civile e prevede altresì che in fase di predisposizione del bilancio di previsione appositi stanziamenti siano dedicati al funzionamento di questi organi. Di tutto ciò non vi è alcuna traccia nell’attività amminitrativa. Le consulte non esistono nonostante un apposito regolamento comunale (lo trovate nella sezione documeti) prevede nei dettagli competenze ed obbiettivi. Il forum della società civile di fatto è un contenitore svuotato di qualsiasi significato e viene ormai convocato una volta ogni sei anni per l’elezione della terna tra cui scegliere il difensore civico. Eppure sono tutti organi previsti dallo statuto, dalla carta fondamentale, quelle regole che tutti dovremmo difendere con le unghie e con i denti, invece tutti tacciono. Tace l’opposizione, sia quella di destra sia quella di sinistra,  a cui evidentemete la partecipazione dei cittadini alle scelte di governo della città non interessa così come tace il difensore civico che dovrebbe avere la primaria funzione di difendere la società civile dai sopprusi di chi detiene il potere.

Tutti tacciono e per gli stessi motivi tacciono sulla violazione delle regole sulla trasparenza. Voglio ricordare la legge regionale 15/2008 che obbliga la pubbicazione on line di tutti gli atti amministrativi dei comuni e il regolamento sull’albo pretorio informatico approvato dal consiglio comunale a metà dicembre che ancora non trovano applicazione ad Ostuni. Regole che renderebbe informato il comune cittadino e questo non è “opportuno” per i politici locali.

Categories:   Politica