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Protestare non basta

Nell’ultimo periodo, i progetti per la realizzazione dei pozzi petroliferi nonché l’ipotesi di una centrale nucleare, hanno allarmato l’intera popolazione preoccupata per i drammatici risvolti che si potrebbero verificare. L’altra sera al dibattito organizzato dal Forum Ambiente e Sviluppo molti hanno potuto vedere coi propri occhi (come se non lo sapevano) quello che certe scelte e politiche energetiche hanno causato in numerose parti d’Italia e del mondo. Chissà se qualcuno si sia sentito in colpa per quelle drammatiche distruzioni visto che sono state le inevitabili e silenziosamente  accettate conseguenze di uno stile di vita che tutt’oggi persiste anche in quelli che l’altra sera guardavano sbigottiti quelle immagini? Chissà se i possessori di SUV (e ce n’erano) si sono resi conto di cosa vuol dire mantenere quei lussi?

Limitarsi a dire No al petrolio e No al nucleare nel proprio territorio è un concetto assurdo ed egoistico e persino abberrante. Per dire NO al petrolio e al nucleare ne qui ne altrove bisogna anche assumersi l’onere di modificare i propri stili di vita e farsi promotori di un vero e concreto concetto di sviluppo sostenibile contrastando con forza tutto quello che va contro questo principio anche  se accade lontano dal nostro territorio; quali ad esempio la TAV in Val di Susa, l’ampliamento della base Dal Molin a Vicenza, il ponte sullo stretto, gli inceneritori e le discariche.

Ma che vuol dire cambiare stili di vita? Vuol dire rinunciare a qualcosa? Vuol dire perdere posti di lavoro? Assolutamente no, anzi esattamente il contrario. Pensate alle nostre case, quelle costruite negli ultimi 60 anni, consumano mediamente 200 Kwh/mq anno tra riscaldamento e illuminazione. Oggi è possibile costruire edifici che consumano 70 Kwh/mq anno, ma anche 50 – 30 – 15 Kwh/mq anno. Se facessimo case con queste caratteristiche dovremmo rinunciare a qualcosa? No, anzi avremmo case più calde e meglio illuminate a minori costi di gestione e manutenzione. E se si stimolasse e incentivasse la ristrutturazione di tutti gli edifici realizzati negli ultimi 60 anni non pensate che si sitimolerebbe l’economia creando posti di lavoro (edilizia, fabbri, falegnami, vetrai, idraulici, elettricisti ed altri)?

Se si convertisse l’illuminazione pubblica alla tecnologia a LED che, oltre ad avere bassisimi costi di gestione (meno punti luce, maggiore durata lampade) è in grado di abbattere i consumi elettrici dell’85% dovremmo rinunciare a qualche cosa? Assolutamente no, anzi questo tipo di tecnologia rende le nostre strade più illuminate e libera risorse economiche che invece di andare all’ENEL potranno essere utilizzate dal comune per servizi al cittadino.

Se mettessimo sui nostri tetti pannelli fotovoltaici dovremmo rinunciare a qualcosa? E se questi pannelli potessimo installarli senza pagare nulla? SI, dovreste rinunciare alla bolletta elettrica. A gratis non esiste nulla, mi direte ed io condivido in toto. Bisogna solo trovare il modo di far uscire i soldi a qualcun’altro. Qualche esempio. Provaglio d’Iseo un paese del Bresciano, il comune avvia un progetto per la realizzazione di 100 impianti fotovoltaici su altrettanti edifici privati. Trova una ditta che fa un buon prezzo, una banca che finanzia l’intero progetto e 100 edifici da utilizzare. Risultato: 100 impianti realizzati, gli incentivi statali del conto energia pagano l’intera rata del prestito compresa una polizza assicurativa in caso di non produzione, i cittadini coinvolti non pagano più la bolletta elettrica e dopo 15 anni, a prestito estinto, potranno incassare per altri 5 anni l’incentivo statale. Colorno un paese in provincia di Parma sta per realizzare un grande progetto: affitterà a prezzo simbolico i tetti degli edifici pubblici per l’installazione di impianti fotovoltaici. Chi realizzerà l’impianto incasserà l’intero contributo statale mentre il comune azzererà i costi energetitici degli edifici. Migliaia di euro che si renderanno disponibili per altro.

A che cosa dovremmo rinuciare se facessimo tutto questo e molto altro ancora? Ai pozzi petroliferi, alle centrali nucleari, a quelle a carbone? Pensa che sfiga!!!

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