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D’Alema Boccia(to)

Mi sono sbagliato e ne sono profondamente felice. Ero convinto che i vari capibastone del PD e i loro alleati sparsi nei vari comuni e provincie pugliesi sarebbero riusciti a determinare il voto delle primarie. La posta in gioco era alta basti pensare all’acquedotto, al nucleare o al rigassificatore e loro ce l’hanno messa tutta, anche ad Ostuni il PD locale coadiuvato dall’intera maggioranza consiliare ha scatenato tutti i suoi “affiliati” per sostenere Boccia. Ma stavolta il popolo ha reagito dimostrando che quando vuole e quando il gioco ne vale la candela è capace di andare contro chi, in un modo o nell’altro, li tiene sotto scacco. Una vera e propria lezione di democrazia da cui anche i partiti e movimenti di minoranza dovrebbero trarre le relative conclusioni.

Questa non è solo la vittoria di Vendola, ma di tutto il popolo pugliese e non, stanco delle decisioni calate dall’alto, stanco dei vari D’alema che vogliono imporre le loro strategie contro tutti. 200.000 persone al voto, il 70% per Vendola significano circa 150.000 persone che hanno votato contro D’Alema, il vero concorrente, che a questo punto dovrebbe prendere atto della situazione e sparire definitivamente dalla scena considerando anche che tutto questa diatriba scatenata nei confronti di Vendola non ha fatto altro che danneggiare il centro sinistra. Cinque anni fa i votanti alle primarie furono circa la metà e Nichi sorprendentemente vinse contro ogni pronostico, oggi ha vinto oltre ogni aspettativa.

Adesso inizia il secondo tempo, il PDL ha indicato il proprio candidato Rocco Palese una protuberanza di Fitto e di Berlusconi. La vittoria non è scontata ma possibile, c’è bisogno di mantenere vivo il sentimento che ieri ha portato tante persone ad esprimersi e serve l’aiuto di tutti in particolare della società civile con i suoi movimenti e le sue associazioni, della cosidetta antipolitica, che antipolitica non è perchè se in Italia c’è qualcuno che si merita questo appellativo sono tutti quei personaggi, definiti invece leader, che hanno distrutto la politica trasformando i partiti in comitati d’affari.

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