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Fumo per nascondere l’arrosto

Domani li vedrete tutti in piazza a Monopoli per protestare contro la concessione data alla Northern Petroleum per la ricerca di idrocarburi in un vasto tratto di mare che va da Monopoli a Brindisi,  il comune di Ostuni ha anche presentato ricorso al TAR contro questo provvedimento. Ma tutti tacciono su una domanda fondamentale:

CHI SI E’ VENDUTO IL NOSTRO MARE?

Se si continua ad evitare di fornire questa risposta, la partecipazione degli attuali amministratori locali e regionali alle manifestazioni nonché questi ricorsi al TAR coi soldi dei cittadini sanno molto di fumo creato per non far vedere l’arrosto.

Ieri sera il sindaco Tanzarella, tanto elogiato in questi giorni per la prontezza e la fermezza con cui ha deliberato il ricorso, non ha dato risposta ad una semplice domanda: da quanto tempo il Comune di Ostuni è a conoscenza del progetto della Northern Petroleum? Si lo so che il Sindaco è solito non rispondere a domande imbarazzanti l’ha fatto anche con me quando gli chiedevo come mai Legambiente che assegna alla città bianca le 5 vele la definisce contestualmente “pietra dello scandalo” per la situazione della costa. Solo che qui la situazione è francamente diversa, non per il tema della domanda, ma per il contesto in cui è stata formulata. Infatti il tutto è successo in Consiglio Comunale, dove il consigliere Carparelli che aveva presentato una formale interrogazione in merito si aspettava, come tutti noi che assistevamo, una semplie e chiara risposta. Ma tutto ciò non è avvenuto e non è avvenuto nonostante lo stesso consigliere lo ha sollecitato con determinazione. Il Consigliere Carparelli, che alle passate elezioni era il candidato sindaco per il centrodestra ed ha avuto migliaia di voti, rappresenta una discreta fetta della popolazione, quale consigliere comunale ha il diritto e dovere di inoltrare interrogazioni e porre domande all’amministrazione su questioni di rilevenza pubblica mentre l’amministrazione ha il DOVERE di rispondere alle domande dei consiglieri. Questa è una semplice e basilare regola della democrazia e non può esistere alcun motivo che ne impedisca o limiti il rispetto. Per questo quanto successo ieri ha dell’incredibile, ed è ancora più incredibile  che il tutto sia successo nel totale silenzio degli altri consiglieri presenti che per giustificarsi di questo sono sicuro che dichiareranno che il regolamento durante le interrogazioni consente al solo consigliere proponente di intervenire. Ma qui non si trattava di intervenire sul tema dell’interrogazione, semmai su una fondamentale regola della democrazia, sull’obbligo dell’amministrazione di rispondere ai quesiti posti nelle interrogazioni.

Che dire infine del Presidente del Consiglio Comunale Melpignano. Neanche lui è intervenuto, eppure dovrebbe essere il garante del regolare svolgimento delle sedute e, almeno a casa mia, per regolare si intende NEL RISPETTO DELLE REGOLE. E che regole si sono rispettate se l’amministrazione ed in particolare il Sindaco di fronte ad una interrogazione su un importante tema omette di rispondere. Il Presidente, ancor più degli altri consiglieri, avrebbe dovuto intervenire e obbligare il Sindaco a dare risposta al quesito posto.

DA QUANTO TEMPO L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI OSTUNI E’ A CONOSCENZA DEL PROGETTO SUI POZZI PETROLIFERI DI FRONTE ALLE COSTE OSTUNESI?

PERCHE’, PUR AVENDONE TUTTO IL DIRITTO, NON HA PRESENTATO LE PROPRIE OSSERVAZIONI IN MERITO NEI TEMPI E MODI PREVISTI DALLE LEGGI?

PERCHE’, PUR AVENDONE TUTTO IL DIRITTO ED IL DOVERE, NON HA INFORMATO IMMEDIATAMENTE LA POPOLAZIONE?

Il Sindaco ha detto, sempre ieri sera in Consiglio Comunale, che al comune di Ostuni nessuno ha chiesto un parere sulla questione, anche perchè non compete al comune esprimere pareri del genere. E questo è vero, solo che è solo una parte della storia. In realtà io sò con assoluta certezza che presso il Comune sono stati depositati e protocollati tutti i proggetti della Northern Petroleum a Gennaio 2009 e sò anche che sia il comune sia qualsiasi cittadino che ne aveva conoscenza e competenza avrebbe potuto formulare le proprie osservazioni in merito. Certo osservazioni assolutamente non vincolanti, ma che però si potevano fare. E vi dirò di più, il Ministero aveva tutto il diritto di non tenere conto delle osservazioni presentate ma motivandolo. Invece ha trovato la strada spianata, nessuno ha presentato nulla, né i Comuni interessati né la Regione, tant’è che nel decreto ministeriale è indicato specificatamente l’assenza di queste osservazioni. La possibilità di esprimere considerazioni è un diritto di qualsiasi cittadino interessato quando vi è l’intenzione di realizzare un opera o rilasciare una concessione in un determinato territorio, succede anche quando il comune intende realizzare una nuova strada oppure come nell’esempio del porto di Villanova. Ma servono due condizioni indispensabili: avere conoscenza dell’opera che si vuole realizzare e avere la volontà di esprimersi. Nel caso dei pozzi di petrolio il Comune sapeva…

Da più parti si chiede l’istituzione di una apposita commissione di inchiesta per verificare eventuali responsabilità (dolose o colpose che siano) da parte di funzionari, dirigenti, assessori, sindaci e quant’altro. Forse anche ad Ostuni qualcuno si potrebbe far promotore di un iniziativa del genere per far piena luce sulla vicenda. Solo chi non ha nulla da nascondere è trasparente come l’acqua.

Categories:   Ecologia/Ambiente, Politica