iapra li  uecchie

Menu

Continue emergenze lauti guadagni

ATTENZIONE, ATTENZIONE, NOTIZIA STRAORDINARIA: in inverno piove e in alcune aree del pese nevica, mentre in estate fa caldo.

In Italia questa è una notizia da prima pagina, riempe la maggior parte dei telegiornali. Bertolaso è il personaggio più presente in televisione, continuamente operativo, sempre impeccabile nella sua perfetta e pulita divisa sempre pronto a rassicuare tutti sulla pronta ed efficiente risposta governativa. Sarebbe il caso che il polo cambi il suo inno in “meno male che Guido c’è”. E in effetti anche il modus operandi del grande protettore civile è simile a quello del Premier più amato dagli Italiani, è per questo che passa tutto quel tempo davanti alle telecamere a dispensare la frase magica: abbiamo dichiarato lo stato di emergenza. Ma che vuol dire abbiamo dichiarato lo stato di emergenza? A che serve? I telegiornali ed i giornali non lo dicono, a parte qualche articolo su L’Espresso, tutti focalizzano l’attenzione sui soldati che mettono sacchi di sabbia agli argini dei fiumi e sul gran ciambellano Bertolaso che distribuisce dichiarazioni predisposte dagli addetti stampa. E mentre mezza Italia è costantemente in stato di emergenza c’è una parte d’Italia che gioisce. Sono imprenditori ed aziende che riescono a stipulare contratti con la protezione civile. Perchè l’unico effetto della dichiarazione dello stato di emergenza è che la protezione civile diventa l’unico ed incontestabile gestore di tutti le opere di riparazione e risostruzione.

Gestione che svolge in piena autonomia, senza dover rispettare le norme sull’affidamento degli appalti, affidando lavori e forniture secondo la propria ed assoluta discrezione, non è previsto alcun controllo, neanche a posteriori da parte della Corte dei Conti. Sulla rete se ne trovano di notizie di questo genere e tutti risaltano la stessa cosa: i beneficiari di queste commesse sono sempre gli stessi, amici e amici degli amici. Capite perchè in Italia non si fanno politiche di tutela del territorio? Se si facessero, la pioggia e la neve sarebbero un fenomeno normale, un evento ordinario. Non causerebbero continuamente calamità e non ci sarebbero le commesse con le relative mazzette. Muoiono persone? Ingenti danni alle case e agli insediamenti produttivi? Agritcoltura in ginocchio? Perfetto! Il PIL aumenta e lo stesso fanno i profitti delle aziende amiche. Questo probabilmente è l’ottimismo che vuole il nostro governo, siamo noi, comunisti coglioni che non siamo in grado di percepirlo ed accoglierlo con amore.

E ora veniamo ad Ostuni, perchè temo che sia solo una questione di tempo, ma anche qui prima o poi si dovrà constatare un qualche disastro naturale. Perchè? Semplice, questo è un territorio da anni violentato dal’idiozia dell’uomo, hanno costruito ovunque e continuano.  Se è sicuramente vero che non siamo a rischio esondazione (non avendo traccia di fiumi) che il rischio di frane è basso (basso non inesistente)  è altrettanto vero che le precipitazioni, spesso cade in una notte l’acqua che generalmente cade in un anno, creano dei veri fiumi di acqua e terra che si riprendono i loro naturali corsi, quei corsi che i nostri avi hanno sempre mantenuto e conservato e che invece negli ultimi anni sono scomparsi in nome di strade e palazzi. Strade e palazzi che prima o poi, è inutile far finta di niente, saranno invasi da fango e detriti. Una delle zone sicuramente più a rischio sotto questo punto di vista è la zona industriale, dove vi sono anche numerosi insediamenti civili oltre a diverse attività produttive. Che succede se si dovesse allagare, se dovesse essere sommersa da uno strato di fango. Sfollati, ditte in fallimento, operai licenziati e le solite rassicurazioni mediatiche con la dichiarazione dello stato di emergenza. Responsabilità? Nessuna, attribuirebbero la colpa alla pioggia abbondante, alla calamità naturale. Nessuno, almeno sui media tradizionali, denuncierebbe le responsabilità degli amministratori locali che hanno devastato il territorio, nessuno li accuserebbe di essersi concentrati sui vessilli da mostrare piuttosto che su opere concrete. Non lo farebbe nessuno, come nessuno vi sta dicendo che la bretella stradale che a breve realizzeranno proprio di fronte alla zona industriale interrompe uno di quei famosi canali che i nostri avi hanno mantenuto e conservato per secoli.  Una bretella inutile, una bretella che andrà ad aumentare il rischio idreogeologico a cui è già sottoposta la zona industriale, una bretella da 2 milioni di euro, denaro che poteva essere speso per ripristinare quei famosi canali che i nostri avi hanno mantenuto e conservato per secoli. Invece no, così poi a disastro avvenuto ne spenderemo molti di più per far aumentare i profitti degli amici del grande protettore civile.

Pare quanto mai azzeccato il detto: “piove, governo ladro”

Categories:   Ecologia/Ambiente