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Dissenso da menti libere

Facebook e’ piu’ pericoloso dei gruppi degli anni 70. Il Presidente del Senato, Renato Schifani, non ha dubbi sul contenuto di alcuni messaggi che si leggono sul network americano. “Si leggono dei veri e propri inni all’istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c’erano questi momenti aggregativi che ci sono su questi siti. Cosi’ si rischia di auto alimentare l’odio che alligna in alcune frange”.
Chissà dov’era Schifani negli anni 70. Forse a fare la pupazza di sabbia sulle spiagge di Mondello insieme a qualche altro basilisco amico suo.
Solo così si giustifica un’affermazione superficiale e irrispettosa come la precedente. Superficiale perché dimostra l’evidente ignoranza di chi l’ha pronunciata su argomenti come il web 2.0. Con quello che prendono come diaria, perché non pagano un tredicenne per farsi spiegare certe cose e farsi scrivere le dichiarazioni da fare su Internet?
Irrispettosa per chi negli anni 70 ci ha lasciato la pelle, per chi è rimasto a ricordare e per chi è ancora dietro le sbarre e non può dimenticare.


Nella sagra paesana del Silvio Redentore che con il suo sangue ha lavato i peccati del mondo, fra le tante cazzate messe insieme da lecchini e servi, questa è sicuramente la più grossa.
Che vuole Schifani? Vuole che invece di manifestare pacificamente, civilmente e pubblicamente la nostra indignazione per il modo con cui maltrattano la nostra intelligenza, ci si rifugi in clandestinità in qualche sottoscala a organizzare la sedizione?
Se è questo quello che vuole, è sulla buona strada per ottenerlo, ma non da me, non da quelli che credono che più della violenza può l’informazione, la consapevolezza e la conoscenza.

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