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	<title>Commenti a: Le chiacchere e i fatti</title>
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	<description>Il blog di Paolo Mariani</description>
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		<title>Di: Paolo Mariani</title>
		<link>http://iapraliuecchie.it/2009/12/16/le-chiacchere-e-i-fatti/comment-page-1/#comment-6</link>
		<dc:creator>Paolo Mariani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:49:15 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido in toto quello che dici, il mio non era uno sfogo di rabbia ma semplicemente una presa della situazione. Cosa ottima a mio avviso per un duraturo rapporto, perchè se so esattamente cosa posso aspettarmi da un individuo non rischio di spravvalutare il suo ruolo ed evito di conseguenza dei conflitti. Faccio un paragone: un coltivatore lavora tutta la settimana per portare i suoi frutti al mercato del sabato, conta di trasportare la sua merce con il suo furgone che, però, puntualmente non si mette in moto. Risultato: ha lavorato bene, ha degli ottimi prodotti ma non riesce a PROVARE a venderli. Prima cosa da fare? Prendere atto che deve trovare un altro mezzo di trasporto oppure, se possibile, fare in modo che il mezzo funzioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido in toto quello che dici, il mio non era uno sfogo di rabbia ma semplicemente una presa della situazione. Cosa ottima a mio avviso per un duraturo rapporto, perchè se so esattamente cosa posso aspettarmi da un individuo non rischio di spravvalutare il suo ruolo ed evito di conseguenza dei conflitti. Faccio un paragone: un coltivatore lavora tutta la settimana per portare i suoi frutti al mercato del sabato, conta di trasportare la sua merce con il suo furgone che, però, puntualmente non si mette in moto. Risultato: ha lavorato bene, ha degli ottimi prodotti ma non riesce a PROVARE a venderli. Prima cosa da fare? Prendere atto che deve trovare un altro mezzo di trasporto oppure, se possibile, fare in modo che il mezzo funzioni.</p>
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		<title>Di: Leonardo Nicoletti</title>
		<link>http://iapraliuecchie.it/2009/12/16/le-chiacchere-e-i-fatti/comment-page-1/#comment-5</link>
		<dc:creator>Leonardo Nicoletti</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 15:41:05 +0000</pubDate>
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		<description>Io punterei l&#039;accento sulla eccezionalità di aver trovato tante persone disposte a costruire, insieme, un vero progetto di comunità nuova: il cuore del gruppo è formato da più di una ventina di persone e attorno vi è un intera assemblea che attende il momento di partenza per scattare con noi. La visione di città, di comunità, che stiamo cominciando a condividere, sta crescendo man amano che ci incontra. E sta crescendo soprattutto in noi stessi, chi in un modo chi in un altro, chi prima, chi dopo. Ognuno di noi sta impiegando il proprio tempo per far crescere questa idea in se stesso, e ognuno ha il diritto di farlo con i suoi tempi. Ognuno di noi ha una sua storia, una sua propria sensibilità, un suo proprio mondo, un suo proprio atteggiamento verso se stesso prima che verso gli altri. Non dobbiamo dimenticarlo. Per quanto anch&#039;io ho visto, al momento, le stesse cose che tu hai notato, non posso dimenticare quello che conosco. Poche persone ho visto sudare, come il nostro comune amico, per cercare di prima capire e poi farsi coinvolgere in quella visione di città che con le sue parole ti ha raggiunto e coinvolto. Non è un ipocrita, come ti viene da temere, sta solo vivendo una condizione comune per chi è costretto ad affronatre da solo quel sottomondo che è proprio della politica di questa città. Quel sottomondo che ti porta a sentirti così solo da farti sembrare inutile, vano ogni sforzo, ogni tentativo di poter aprire intorno a te nuovi orizzonti con il solo uso della parola. E tu stesso hai notato, proprio nell&#039;ultimo consiglio comunale, quanto sia difficile e deprimente relazionarsi con un ceto politico che non ha alcuna voglia di discutere argomenti positivi, che non ti permette, per la forza dei numeri, di maggioranza, neppure di provare ad aprire bocca, tanto, e te lo dicono chiaramente, alla fine voteranno come qualcuno per loro ha già deciso. Capisco te, e mi piace la schiettezza dei tuoi pensieri: nei panni di Salvatore sarei stato felice che qualcuno mi parlasse con tanta schiettezza, sarebbe una riprova, per me, di avere attorno amici con dentro il mio stesso ardore e la misa stessa voglia di realizzare quella città positiva e armoniosa che è nella nostra comune visione. Però, e concludo, non lasciamoci prendere dalle rabbiosereazioni che sentiamo provenire dal nostro stomaco, insistiamo, invece, nell&#039;opera di costruzione di idee e progetti che ci uniscano e ci migliorino. Non perdiamo di vista gli obiettivi, primo fra tutti, o comunque strumento base dei quali, è la aggregazione, il coinvolgimento, la comprensione e la convergenza delle diversità di modi di essere. Questa è la nostra ricchezza.Dove vediamo qualcuno cedere lì dobbiamo essere più forti nel sostenere, nello stare accanto. Ognuno di noi è una risorsa del nostro progetto, e dobbiamo proteggerci l&#039;un l&#039;altro. Scusas la predica. ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io punterei l&#8217;accento sulla eccezionalità di aver trovato tante persone disposte a costruire, insieme, un vero progetto di comunità nuova: il cuore del gruppo è formato da più di una ventina di persone e attorno vi è un intera assemblea che attende il momento di partenza per scattare con noi. La visione di città, di comunità, che stiamo cominciando a condividere, sta crescendo man amano che ci incontra. E sta crescendo soprattutto in noi stessi, chi in un modo chi in un altro, chi prima, chi dopo. Ognuno di noi sta impiegando il proprio tempo per far crescere questa idea in se stesso, e ognuno ha il diritto di farlo con i suoi tempi. Ognuno di noi ha una sua storia, una sua propria sensibilità, un suo proprio mondo, un suo proprio atteggiamento verso se stesso prima che verso gli altri. Non dobbiamo dimenticarlo. Per quanto anch&#8217;io ho visto, al momento, le stesse cose che tu hai notato, non posso dimenticare quello che conosco. Poche persone ho visto sudare, come il nostro comune amico, per cercare di prima capire e poi farsi coinvolgere in quella visione di città che con le sue parole ti ha raggiunto e coinvolto. Non è un ipocrita, come ti viene da temere, sta solo vivendo una condizione comune per chi è costretto ad affronatre da solo quel sottomondo che è proprio della politica di questa città. Quel sottomondo che ti porta a sentirti così solo da farti sembrare inutile, vano ogni sforzo, ogni tentativo di poter aprire intorno a te nuovi orizzonti con il solo uso della parola. E tu stesso hai notato, proprio nell&#8217;ultimo consiglio comunale, quanto sia difficile e deprimente relazionarsi con un ceto politico che non ha alcuna voglia di discutere argomenti positivi, che non ti permette, per la forza dei numeri, di maggioranza, neppure di provare ad aprire bocca, tanto, e te lo dicono chiaramente, alla fine voteranno come qualcuno per loro ha già deciso. Capisco te, e mi piace la schiettezza dei tuoi pensieri: nei panni di Salvatore sarei stato felice che qualcuno mi parlasse con tanta schiettezza, sarebbe una riprova, per me, di avere attorno amici con dentro il mio stesso ardore e la misa stessa voglia di realizzare quella città positiva e armoniosa che è nella nostra comune visione. Però, e concludo, non lasciamoci prendere dalle rabbiosereazioni che sentiamo provenire dal nostro stomaco, insistiamo, invece, nell&#8217;opera di costruzione di idee e progetti che ci uniscano e ci migliorino. Non perdiamo di vista gli obiettivi, primo fra tutti, o comunque strumento base dei quali, è la aggregazione, il coinvolgimento, la comprensione e la convergenza delle diversità di modi di essere. Questa è la nostra ricchezza.Dove vediamo qualcuno cedere lì dobbiamo essere più forti nel sostenere, nello stare accanto. Ognuno di noi è una risorsa del nostro progetto, e dobbiamo proteggerci l&#8217;un l&#8217;altro. Scusas la predica. ciao</p>
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