iapra li  uecchie

Menu

Le chiacchere e i fatti

Alle passate amministrative per il Comune di Ostuni mi sono apertamente schierato con una coalizione che vedeva al suo interno Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Ostuni Democratica. Devo essere sincero, all’inizio ero un pò scettico, se non altro per il fatto che vi erano dei partiti, ma forte oppositore dei pregiudizi, prima di decidere cosa fare ho voluto conoscere le persone che stavano dietro quei simboli e le idee che volevano portare avanti. Spesso i nostri giudizi sui partiti sono dettati dal comportamento dei big a livello nazionale e regionale, mentre nelle realtà locali è possibile trovare persone eccezzionali con grandi idee e progetti anche in partiti o movimenti che ti verrebbe naturale collocare lontano mille miglia dalle tue posizioni. E così è stato, ho condiviso in pieno il programma proposto e l’ho sostenuto con entusiasmo ed allo stesso modo ho sostenuto il candidato sindaco Salvatore De Stradis che parlava di manifesto dei comuni virtuosi, trasparenza, partecipazione, regole chare e uguali per tutti, abolizione dei privilegi della casta, stop al consumo di territorio ed altro. Poche le speranze di un riscontro elettorale, ma forte la volontà di seminare un progetto con la speranza di creare un movimento che da quel momento in avanti si sarebbe occupato con costanza ed impegno su quei temi.

Oggi più che mai sono convinto della scelta fatta, tant’è che la semina fatta allora ha fatto germogliare un gruppo di persone che gia da diversi mesi si incontra settimanalmente per approfondire ed elaborare concretamente le idee che stavano alla base del programma elettorale. A breve si inzieranno anche una serie di iniziative per coinvolgere anche altri soggetti in questo progetto e per diffondere le proposte nella popolazione. Unica nota stonata l’allora candidato sindaco che aimé si sta dimostrando il classico politico: molte chiacchere e niente fatti.

Il movimento infatti è nato e in questi mesi si è dato degli obbiettivi prioritari e un minimo di organizzazione per portare avanti i vari temi ed iniziative. Si incontra settimanalmente e rimane costantemente in contatto grazie ai mezzi informatici; diversi i temi che si stanno affrontando e per cui si stanno elaborando delle proposte concrete e realizzabili, ma questo gruppo sta facendo un errore: considerare Salvatore De Stradis il proprio referente presso il Consiglio Comunale, il proprio punto di riferimento per portare a livello istituzionale i problemi, le idee e i progetti elaborati. Dico che questo è un errore dopo aver osservato in questi mesi il comportamento del consigliere De Stradis nei confronti delle proposte uscite da questo gruppo a cui lui stesso dice di aderire.

Fin dai primi incontri, infatti, De Stradis si è dichiarato disponibile a portare all’attenzione del Consiglio Comunale eventuali interrogazioni, istanze, proposte, idee e quant’altro questo gruppo avrebbe elaborato. Lo ha dichiarato, ma puntualmente si è sottratto a questo compito. Gli è stato chiesto di presentare un interrogazione per il problema dell’elettrosmog con particolare riferimento alla situazione di C.da Campanile e gli è stata fornita una bozza che evidentemente è rimasta nei suoi cassetti visto che non l’ha mai presentata. Gli è stato chiesto di proporre un ordine del giorno sul problema della crisi e del supporto alle persone ed alle famiglie di coloro che dovessero perdere il posto di lavoro, anche in questo caso gli è stata fornita una bozza che anche in questo caso deve essersi persa nei suoi cassetti. Per giungere a quanto era in discussione in Consiglio Comunale ieri: il regolamento dell’albo pretorio informatico e la mozione di sfiducia al difensore civico. Ma andiamo con ordine. Abbiamo saputo del regolamento sull’albo pretorio informatico quando è stata pubblicata on line la convocazione del Consiglio Comunale, il “nostro” consigliere non ci aveva informato prima di questo argomento quando questo era al vaglio dell’apposita commissione consiliare, se così fosse stato avremmo portato li le nostre proposte come giusto che sia. Comunque, nel giro di pochi giorni abbiamo studiato il regolamento predisposto da Comune (questo), altre norme nazionali e regionali in materia ed abbiamo elborato una serie di proposte migliorative (queste) pur convinti che l’intero regolamento andava rifatto dall’inizio alla fine. Abbiamo dato queste proposte al “nostro” consigliere chiedendogli di presentarle in fase di approvazione del regolamento in Consiglio Comunale. Purtroppo De Stradis non ha partecipato in alcun modo alla predisposizione delle nostre proposte ed ha manifestato immediatamente la sua difficicoltà a motivarle e sostenerle, tant’è che appena gli altri consiglieri gli hanno proposto di approvare il testo così come predisposto dal comune per poi, in un secondo momento, presentare eventuali modifiche De Stradis ha colto subito la palla al balzo ed accettato l’offerta col risultato  finale che ha votato favorevolmente al pessimo regolamento proposto ed ha messo le nostre proposte nel solito cassetto.

Arriviamo così alla mozione di sfiducia nei confronti dell’attuale difensore civico perchè non ritenuto imparziale sulla qual cosa personalmente ho già scritto (qui). Il problema in questo caso non riguardava la persona ma semmai le regole con cui veniva individuato. La richiesta era quella di portare all’attenzione del Consiglio Comunale la neccessità di rivedere le regole della partecipazione dando concretamente cittadinanza a quei diritti elencati nello statuto comunale. In particolare le regole per il funzionamento e le funzioni del Forum della società civile, che con le attuali regole serve solo ad indicare la terna tra cui scegliere il difensore civico con la metodologia delle associazioni fantasma, ovvero quelle associazioni che esistono solo ed esclusivamente per questa incombenza. Ma anche questo caso è finito come gli altri. De Stradis all’inizio di questa discussione ha deciso di abbandonare l’aula, perche l’attuale difensore civico è il padre di una persona a lui affettivamente vicina, ha sacrificato un interesse generale (le regole della partecipazione – parte fondamentale del suo programma elettorale) ad un interesse personale.

Vabbé, direte voi, non avrà presentato le vostre istanze ma ne avrà presentate altre di sua inizativa. Assolutamente no. Nessuna interrogazione, nessuna istanza, niente di niente, quindi se invito il gruppo a rendersi conto che De Stradis non può essere considerato un proprio referente all’interno del Consiglio Comunale altresì invito lo stesso a chiedersi che ci sta a fare all’interno del consesso cittadino.

Categories:   Politica

  • Paolo Mariani

    Condivido in toto quello che dici, il mio non era uno sfogo di rabbia ma semplicemente una presa della situazione. Cosa ottima a mio avviso per un duraturo rapporto, perchè se so esattamente cosa posso aspettarmi da un individuo non rischio di spravvalutare il suo ruolo ed evito di conseguenza dei conflitti. Faccio un paragone: un coltivatore lavora tutta la settimana per portare i suoi frutti al mercato del sabato, conta di trasportare la sua merce con il suo furgone che, però, puntualmente non si mette in moto. Risultato: ha lavorato bene, ha degli ottimi prodotti ma non riesce a PROVARE a venderli. Prima cosa da fare? Prendere atto che deve trovare un altro mezzo di trasporto oppure, se possibile, fare in modo che il mezzo funzioni.

  • Leonardo Nicoletti

    Io punterei l’accento sulla eccezionalità di aver trovato tante persone disposte a costruire, insieme, un vero progetto di comunità nuova: il cuore del gruppo è formato da più di una ventina di persone e attorno vi è un intera assemblea che attende il momento di partenza per scattare con noi. La visione di città, di comunità, che stiamo cominciando a condividere, sta crescendo man amano che ci incontra. E sta crescendo soprattutto in noi stessi, chi in un modo chi in un altro, chi prima, chi dopo. Ognuno di noi sta impiegando il proprio tempo per far crescere questa idea in se stesso, e ognuno ha il diritto di farlo con i suoi tempi. Ognuno di noi ha una sua storia, una sua propria sensibilità, un suo proprio mondo, un suo proprio atteggiamento verso se stesso prima che verso gli altri. Non dobbiamo dimenticarlo. Per quanto anch’io ho visto, al momento, le stesse cose che tu hai notato, non posso dimenticare quello che conosco. Poche persone ho visto sudare, come il nostro comune amico, per cercare di prima capire e poi farsi coinvolgere in quella visione di città che con le sue parole ti ha raggiunto e coinvolto. Non è un ipocrita, come ti viene da temere, sta solo vivendo una condizione comune per chi è costretto ad affronatre da solo quel sottomondo che è proprio della politica di questa città. Quel sottomondo che ti porta a sentirti così solo da farti sembrare inutile, vano ogni sforzo, ogni tentativo di poter aprire intorno a te nuovi orizzonti con il solo uso della parola. E tu stesso hai notato, proprio nell’ultimo consiglio comunale, quanto sia difficile e deprimente relazionarsi con un ceto politico che non ha alcuna voglia di discutere argomenti positivi, che non ti permette, per la forza dei numeri, di maggioranza, neppure di provare ad aprire bocca, tanto, e te lo dicono chiaramente, alla fine voteranno come qualcuno per loro ha già deciso. Capisco te, e mi piace la schiettezza dei tuoi pensieri: nei panni di Salvatore sarei stato felice che qualcuno mi parlasse con tanta schiettezza, sarebbe una riprova, per me, di avere attorno amici con dentro il mio stesso ardore e la misa stessa voglia di realizzare quella città positiva e armoniosa che è nella nostra comune visione. Però, e concludo, non lasciamoci prendere dalle rabbiosereazioni che sentiamo provenire dal nostro stomaco, insistiamo, invece, nell’opera di costruzione di idee e progetti che ci uniscano e ci migliorino. Non perdiamo di vista gli obiettivi, primo fra tutti, o comunque strumento base dei quali, è la aggregazione, il coinvolgimento, la comprensione e la convergenza delle diversità di modi di essere. Questa è la nostra ricchezza.Dove vediamo qualcuno cedere lì dobbiamo essere più forti nel sostenere, nello stare accanto. Ognuno di noi è una risorsa del nostro progetto, e dobbiamo proteggerci l’un l’altro. Scusas la predica. ciao