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Nulla di nuovo

Ci lamentiamo sempre della malainformazione, oggi invece è doveroso evidenziare che i media ed i politici, tutti in coro ad eccezzione del solito Di Pietro, sostengono una sacrosanta verità: le dichiarazioni che stanno fornendo alcuni pentiti all’interno del processo d’appello di Dell’Utri non dicono nulla di nuovo. E in effetti sono cose che si sanno da vent’anni. Tutti sappiamo che Berlusconi è diventato un grande imprenditore grazie alla corruzzione politica e alla collusione con organizzazioni mafiose. Tutti sappiamo che il PSI di Craxi ha spianato la strada all’ascesa della Finivest, ci vogliono far credere che allora l’obbiettivo era quello di regolamentare un settore dove c’era un vuoto legislativo, ma questa è solo una faccia della medaglia perchè le leggi emanate non sono andate verso un mercato plurale ed aperto a tutti i possibili attori del sistema, ma fu di fatto costituito un monopolio della televisione privata in mano ad un unico imprenditore.

La prima domanda da porsi è: se avessero adottato provvedimenti in grado di offrire la possibilita di inserirsi in questo mercato a qualunque soggetto avesse i mezzi tecnologici ed economici necessari, la Fininvest e quindi Berlusconi avrebbe potuto registrare un identico successo imprenditoriale?

La seconda domanda da porsi invece riguarda il come Berlusconi abbia potuto disporre delle ingenti somme necessarie ad avviare la sua impresa. Come giustamente sostenuto da Di Pietro ieri sera ad Annozero questo è il vero punto di partenza, la chiave di lettura di tutto e su cui ancora nessuno ha voluto far luce. Tutto ciò è ben noto, facciaberlusconi_domande_legamo finta di non ricordare, ci piace non ricordare, siamo un popolo dalla breve memoria. Persino gli attuali alleati del Cavaliere sapevano benissimo tutto questo. La lega Nord nel luglio 2008 tramite il suo quotidiano “La Padania” pose in primo piano queste ombre e rivolse al suo attuale alleato una serie di domande a cui non furono mai date risposte. Oggi la Lega difende ad oltranza il suo gran capo, sostiene il complotto delle toghe rosse, il processo “breve” ma non per i clandestini, il “legittimo” impedimento, l’ex lodo Alfano. Anche la Lega evidentemente deve aver capito che con la mafia bisogna saper convivere e si è adattata a tal punto a questo principio che, tramite il Cavaliere, con la mafia si è associata.

Tutti sapevamo che Berlusconi teneva a suo servizio Mangano pur sapendo benissimo chi era e che cosa avesse fatto. Tutti sapevamo che Mangano era il referente di Cosa Nostra al nord e quindi la terza domanda: se Mangano era il referente di Cosa Nostra al nord e Mangano era al servizio di Berlusconi chi era il vero referente di Cosa Nostra?

Tutte cose che sappiamo e sappiamo anche bene, ma vogliamo rimuovere dai nostri pensieri perchè in realtà la mafia non è solo un organizzazione criminale ma una cultura che tutto sommato gli Italiani sopportano anche volentieri, basta che non fanno stragi, che non utilizzino tritolo e lupara. Per il resto va bene: crea posti di lavoro, crea ricchezza.  Mi chiedo solo il perchè nessuno ha proposto la legalizzazione delle cosche mafiose, potrebbero inventarsi un apposito scudo in grado di amnistiare tutti i reati finora commessi o un lodo perpetuo che immunizzi tutti gli aderenti alle cosche. Si potrebbe pensare persino ad una manovra per far emergere il fatturato delle mafie, magari con una fiscalità di favore, una tassazione fissa del 5% per tutti i proventi da attività mafiose, si potrebbe persino passare a Cosa Nostra il servizio di controllo del territorio ora affidato alle forze dell’ordine con la sicurezza che sarebbe più efficace. Pensateci perchè non è un idea così assurda, se mettessimo nel PIL i proventi delle mafie saremmo la prima potenza economica a livello mondiale, persino gli USA ci farebbero un baffo, quel 5% di fiscalità agevolata basterebbe a coprire il debito pubblico, risolveremmo tutti i nostri problemi economici, ma soprattutto ci toglieremo dai coglioni Berlusconi che a questo punto non avrebbe più motivo di fare politica.

Categories:   Giustizia, Politica

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