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L’11° assessore

La politica da anni non esiste più almeno nella suo nobile significato. Tutte le istituzioni sono abusivamente occupate da comitati d’affari che pensano esclusivamente ai propri interessi e a quelli dei propri amici ed affiliati. Utilizzano le tornate elettorali per poter occupare quei posti, campagne elettorali dai costi esorbitanti, fatte esclusivamente di slogan pubblicitari per convincere la gente ormai rincitrullita dai reality e da una informazione a servizio della propaganda. I media (Tv e giornali) al servizio di questo vergognoso spettacolo. Non esistono più i giornalisti, nessuno fa domande, nessuno fa inchieste, nessuno scava in cerca della notizia. I giornalisti stanno comodi nei loro studi ed aspettano che il politico di turno gli invii il comunicato, la televisione concede spazi alle loro libere dichiarazioni. Come potrebbe essere diverso se campano grazie ai sussidi pubblici, come  i giornali godono di finanziamenti pubblici allo stesso modo reti locali sono ben pagate dalle amministrazioni pubbliche per servizi resi. In questo modo nessuno può parlare o scrivere di argomenti considerati scomodi ai potenti di turno.

Il Comune di Ostuni ha una Giunta composta da ben 10 assessori (tanti quanti il comune di Firenze che ha 10 volte la nostra popolazione), ogni assessore percepisce uno stipendio, se vi fossero meno assessori ci sarebbero più risorse economiche per servizi più utili ai cittadini. Ma questo non basta al nostro comitato d’affari che staziona a palazzo città, loro devono sfruttare tutte le possibilità che la legge gli offre, devono spolpare tutto, lasciare solamente l’osso. E basandosi su questi propositi definiscono la nomina del Difensore Civico.

A che cosa serve il difensore civico? A difendere il cittadino. Ma da chi? Dall’amministrazione pubblica. Ma l’amministrazione pubblica non dovrebbe essere al servizio dei cittadini, tutelarli. Evidentemente se c’è bisogno di qualcuno che ci difende è perchè l’amministrazione pubblica non fa gli interessi dei cittadini. L’amministrazione pubblica è fatta da persone (amministratori) ed è gestita dalla classe politica, quindi perchè mai dovrei farmi difendere da un amico, anzi un compare  di chi gestisce l’amministrazione pubblica. Se ho un contenzioso con un altro cittadino e decido di rivogermi ad un avvocato per tutelare i miei interessi evito di rivolgermi al fraterno amico di quello con cui intendo aprire il contenzioso, anche se fosse il miglior avvocato del mondo. E’ logica questa. Ma come ben sapete la logica è antagonosta della politica, che invece persegue interessi personali, interessi di casta.

Quindi la funzione di difensore civico viene assegnata come se fosse un assessorato, come se fosse una specie di appendice della giunta comunale o della maggioranza consiliare. Il problema non riguarda il difensore civico in carica, ma le regole con cui viene individuato, in particolare le regole di compatibilità ed eleggibilità. Queste dovrebbe impedire a chi ha ricoperto cariche politiche sia elettive che di nomina di svogere tale funzione. Il difensore civico deve essere dalla parte dei cittadini, mentre oggi è sempre più dalla parte della casta. Se non fosse così avrebbe la forza e la determinazione di richiamare l’amministrazione comunale quando questa viola la legge o i diritti dei cittadini e dovrebbe farlo su propria iniziativa. Invece si limita a sbrigare o sollecitare qualche pratica quando sollecitato dai cittadini, mentre potrebbe evidenziare la costante e reiterata violazione della legge sulla trasparenza (L.R.  15/2008) che impone la pubblicazione on line di tutti gli atti amministrativi. La violazione di questa semplice norma di fatto nega un diritto fondamentale ai cittadini: l’accesso all’informazione. Ma il difensore civico in questo ambito non può intervenire perchè andrebbe contro gli interessi degli amici che gli hanno dato l’incarico per cui, vale la pena ricordarlo, si percepisce pure un compenso. Allo stesso modo non può dire nulla sulla gestione dei rifiuti, sulla violazione delle norme nazionali e regionali che impongono un minimo di differenziazione del 35% ben lontano dallo scarso 9% del nostro comune. Pessime performance che da un lato contribuiscono all’inquinamento del nostro territorio a tutto “benefit” delle future generazioni di diritti, ma che contestualmente comporta anche maggiori oneri per la comunità e quindi minori risorse per altri servizi più importanti, compresi quelli essenziali (servizi sociali, scuola, etc) rientranti a pieno titolo nei diritti da tutelare.

Il precedente difensore civico si è candidato nelle liste del PSI (partito del Sindaco) alle passate elezioni provinciali e  l’attuale é stato assessore all’urbanistica sempre con lo stesso sindaco, l’urbanistica è il settore in cui in questi anni si è fatto un vero e proprio scempio,  ciò evidentemente è considerata dalla classe politca un ottima credenziale. Forse è venuto il momento di rivedere le regole del gioco, evitare di lasciare l’ennesima poltrona in mano alla casta, individuare e pretendere delle regole che consentano la nomina di un Difensore Civico non colluso con la parte politica e che diano a questo i poteri per poter agire realmente in difesa dei diritti dei cittadini. Utopistico pensare che la casta politica faccia il suo dovere: gli interessi della popolazione.

Categories:   Politica