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Mensa biologica e sostenibile

Un concetto teoricamente ben presente nella nostra cultura è l’importanza, fin dalla prima infanzia, di una sana ed equilibrata alimentazione. Ma, come spesso avviene per numerosi altri aspetti della nostra vita, a caratterizzarci è la lentezza con cui siamo in grado di trasferire la teoria nella pratica quotidiana; i prodotti da agricoltura biologica, pur diffusi su tutto il territorio nazionale, rimangono comunque un prodotto di nicchia, cosa a cui consegue un prezzo di vendita più elevato rispetto ai prodotti realizzati con tecniche tradizionali.

Il tipo di alimentazione ha ripercussioni sullo stato di salute dei soggetti. L’insorgenza di malattie cardiovascolari, dismetaboliche e neoplastiche è legata anche alle abitudini di vita ed alimentari degli individui e, come ben si sa, la maggior parte della spesa sanitaria è indirizzata proprio alla cura di queste patologie. Quindi destinare risorse nell’incentivare l’utilizzo di alimenti biologici deve essere considerato un investimento in quanto questo mi farà risparmiare in futuro sulla spesa sanitaria.

Lo stimolo a questi comportamenti virtuosi non può che partire dagli Enti Locali sia favorendo la produzione e il commercio di prodotti biologici sia stimolandone il consumo. Le mense biologiche sono un ottimo strumento in tal senso in quanto, oltre a fornire agli utenti alimenti sani, sono in grado di sensibilizzare la cittadinanza alla tematica, far conoscere ai cittadini questi prodotti, stimolare il commercio, fornire risorse ai produttori.  Da agiungere anche che l’agricoltura biologica necessita di più manodopera e quindi far crescere questo settore permette la creazione di posti di lavoro, per non parlare infine dei benefici ambientali, in particolare contro la desertificazione.

Le mense biologiche, vale la pena ricordarlo, sono anche un diritto legalmente riconosciuto. La normativa vigente, infatti, impone che gli alimenti destinati all’infanzia siano esenti da residui di fitofarmaci. Da uno studio effettuato nel 2001 è risultato che un terzo dei prodotti presente nelle mense non era idoneo all’alimentazione per l’infanzia; il suo utilizzo ha leso il diritto alla salute degli utenti ed ha costituito un infrazione alla legge. La normativa prevede in oltre l’obbligo di utilizzare quotidianamente nelle mense scolastiche prodotti ottenuti da agricoltura biologica.

Valutati tutti questi aspetti non si può che arrivare alla conclusione che l’istituzione delle mense biologiche dovrebbe essere scelta ormai non più rimandabile. D’altronde la sola introduzione di cibi biologici nei menu non può essere l’unico aspetto da prendere in considerazione. Le mense sono anche grandi produttrici di rifiuti in particolare plastica e organico. Il divieto ad utilizzare stoviglie di plastica usa e getta dovrebbe essere uno dei primi provvedimenti da prendere da parte di un amministrazione lungimirante in quanto porterebbe immediati vantaggi ambientali ed economici. Tale abitudine propinataci sbandierando la maggior sicurezza igenica è in realtà utilizzata per esternalizzare i costi. L’utilizzo di stoviglie tradizionali non comporta alcun rischio, basta provvedere al loro regolare e corretto lavaggio, ma ciò comporta un costo in strumentazioni e manodopera, molto meglio l’usa e getta tanto i costi per il loro smaltimento se li accolla la comunità.

L’istituzione di mense biologiche e sostenibili con l’introduzione di prodotti biologici certificati, con il divieto ad utilizzare stoviglie di plastica, con l’obbligo ad utilizzare la più sicura e genuina acqua dell’acquedotto, l’utilizzo di prodotti freschi, di stagione provenienti dal territorio circostante e non dall’altra parte del globo comporta benefici ambientali, migliora le condizioni di vita e di salute della poplazione e, dulcis in fundus, consente di risparmiare denaro; di che cos’altro hanno bisogno i nostri amministratori pubblici per darsi una mossa?

Categories:   Ecologia/Ambiente, Istruzione/Scuola