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Di la tua: rifiuti zero

Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama, è necessario partire da questi concetti:

a) Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento discariche è di 15 a 1, vale a dire che ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea 1 solo per discariche ed inceneritori;

b) L’incenerimento, privato dei sussidi pubblici Cip6 ricavati dalle tasse dei cittadini, non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo più costoso di smaltimento;

c) I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita .

Di seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:

  • Tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni. Prevedere quindi la creazione di un apposito Centro Studi in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di ecodesign) per studiare quanto non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutilizzabili, riciclabili o compostabili;
  • Affidarsi alla raccolta porta a porta, poichè determina una riduzione dei rifiuti e rispetto a quella stradale con cassonetti permette il raggiungimento di maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità ed un maggior risparmio e recupero energetico dei materiali. Le bollette, per famiglie ed imprese, si devono basare su di una tariffa puntuale (al kg e non al metro quadro) tramite microchip, vale a dire che più ricicli e meno paghi;
  • Pianificare la riduzione dei rifiuti  con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto, compostaggio domestico eccetera. Prendere accordi con le imprese e la grande distribuzione al fine di creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio e triplo imballaggio;
  • Realizzare “Negozi del riciclo”, dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica, vetro, lattine e carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato;
  • Raccolta differenziata in tutte le scuole e luoghi pubblici (università, centri sportivi, cinema, luoghi di lavoro). Questo permetterà di educare il cittadino al riciclo in ogni momento della vita quotidiana. Attuare progressivamente una digitalizzazione delle lettere all’interno dei luoghi pubblici per ridurre la quantità di carta circolante e di traffico per le strade;
  • Realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali facilmente accessibili ai cittadini;
  • Costruzione di impianti di digestione anaerobica e compostaggio (che lavorano “a freddo” come il Tmb, Trattamento Meccanico Biologico) con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi possono contribuire al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale;
  • Costruzione di moderni centri riciclo modello Vedelago (a maggiore partecipazione pubblica), dove anche gli scarti residui non riciclabili come quelli plastici-cartacei appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando nuove cave). Tale impianto costa molto meno di un inceneritore e migliora il ciclo riguardante la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati “a freddo”, prendere in considerazione le tecniche di “Oxy-Combustione senza fiamma”. Impegnarsi a recuperare plastica, vetro, alluminio e tutto quanto può essere riutilizzato dalle vecchie discariche;
  • Promuovere l’adozione, tramite incentivi, dei pannolini riusabili negli asili nido. Promuovere l’uso delle borse riutilizzabili vietando la produzione di quelle in plastica. Ogni evento patrocinato oppure organizzato dal Comune deve avere la minore impronta ecologica possibile.

Categories:   Ecologia/Ambiente