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Barriere architettoniche

Una società che non si preoccupa e si occupa degli individui in difficoltà non può in alcun modo definirsi civile ne tanto meno civilizzata. Per questo motivo credo che l’abbatimento totale delle barriere architettoniche dovrebbe essere una delle priorità nell’azione politica del nostro paese, un’azione che deve agire sia a livello infrastrutturale sia a livello culturale. Quando si parla di barriere architettoniche abitualmente si pensa alle persone in carrozzella, ma in realtà dovremmo pensare a tutti coloro che per un qualsiasi motivo hanno delle difficoltà  motorie o cognitive e quindi rivolgerci ad una multitudine di individui sia che essi abbiano degli handicap veri e propri oppure che siano in condizioni di difficoltà come ad esempio gli anziani, mamme con passeggino, etc.

Le nostre città, Ostuni in questo è un grande esempio, sono costruite tenendo fermi e ben presenti solo due aspetti: edifici e automobili. Tutto il resto è solo di contorno se non addirittura di fastidio: gli spazi verdi sempre pochi e sempre più piccoli sono spazi rubati a nuove costruzioni, i marciapiedi spazio sottratto ai parcheggi, i pedoni un ostacolo al traffico. E’ venuto il momento di riconcettualizzare tutto questo e tornare a considerare quale fulcro della città la persona piuttosto che gli oggetti che questo possiede.

Muoversi senza auto ad Ostuni è una vero e proprio percorso ad ostacoli, i marciapiedi dove esistono sono stretti e spesso invasi da oggetti di ogni genere (pali, cestini, vasi, etc), anche un normalmente abile spesso è costretto ad andare in mezzo alla strada. Questa situazione non riguarda solamente le zone vecchie della città ma soprattutto le zone nuove ed anche quelle di recente realizzazione. Per citare due esempi, abbiamo Via Pola che non è nel centro storico,  non è  stretta ed  ha due marciapiedi di sufficiente larghezza spesso occupati da pali, cestini ed espositori dei commercianti e in diversi tratti è sprovvista degli obbligatori scivoli; oppure via Villafranca, quella che costeggia l’ospedale, il cui marciapiede è stato da poco rifatto. Marciapiede su cui si incontrano diversi pali e che è stato realizzato molto stretto per non sacrificare una decina di posti auto; auto che nel parcheggiare invadono coi loro cofani proprio il marciapiede andandolo a stringere ulteriormente. L’altro giorno nei pressi di Via Pisanelli ho visto uno scivolo per disabili, ben segnalato ma che al suo termine prevedeva uno scalino di circa 10 cm, se a tutto ciò aggiungete l’inciviltà di chi occupa a a vario titolo scivoli, passaggi pedonali, etc vi rendete conto della situazione disastrosa in cui ci si trova. E’ vero in questi anni alcune cose sono state fatte, ma ben poco e se confrontato con ciò che si dovrebbe fare risulta il nulla.

Quindi cosa fare? Innanzitutto rivedere il regolamento che determina le caratteristiche dei marciapiedi in modo che tutto ciò che si fa da oggi in avanti sia a misura di tutte le persone (largezze adeguate, eliminazione scalini, scivoli in prossimità degli attraversamenti, divieto ad occupare i marciapiedi se lo spazio rimanente non dovesse risultare adeguato,etc), in secondo luogo stilare un piano per la ristrutturazione di tutti i marciapiedi esistenti per adeguarli al regolamento. Stesso discorso vale per tutti gli edifici e i locali pubblici. Per queste cose si devono reperire risorse e finanziamenti non per bretelle e strade che non servono a nessuno. Il tutto poi va monitorato continuamente per rilevare eventuali incongruenze o anomalie, interessante quello che ha fatto il comune di Ferrara che ha predisposto una pagina web ove qualunque cittadino può segnalare la presenza di barriere architettoniche che spesso non sono solo i marciapiedi, ma anche un cassonetto posto davanti ad uno scivolo (link).

Altro aspetto importante è l’assistenza a coloro che hanno necessità di abbatere le barriere architettoniche nella loro casa, assistenza non solo economica ma soprattutto logistica , magari con uno sportello (anche on line) ove reperire informazioni e supporto in tutte quelle pratiche necessarie e per poter usufruire delle realtive agevolazioni.

Infine occuparsi dell’aspetto culturale del problema, magari iniziando con le scuole con incontri ed iniziative sul tema. Perchè più che marciapiedi ed ostacoli vari quello che manca davvero è il rispetto verso i diversi.

Categories:   Politica