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Non c’è due senza tre

Per la terza volta il Partito Democratico ha svolto le sue primarie chiamando al voto milioni di cittadini. Per la terza volta l’esito ha confermato i pronostici sempre coincidenti col personaggio più gradito al partito. Prodi fu il primo, poi venne il turno di Veltroni, entrambi favoriti e confermati dal voto di milioni di cittadini, entrambi rovinosamente caduti nell’esercizio delle loro funzioni. Adesso tocca a Bersani  anche lui era il favorito dai baroni del partito, anche lui era il favorito nei pronostici, anche lui è stato confermato dal voto di milioni di cittadini. Non riamane che da chiedersi quando anche lui cadrà rovinosamente.

D’altronde le primarie possono essere anche un rischio e lo sa bene Dalema che proprio in Puglia si vide scippare dal voto dei cittadini la candidatura a Governatore di un suo sodale in favore di Vendola. Di certo impararono tutti la lezione e capirono che anche alle primarie bisogna mettere in moto tutte le manovre necessarie affinché vinca “il migliore”. Mica si può lasciare alla gente comune la facoltà di decidere chi sarà il segretario di un partito o un candidato alle elezioni. E i baroni che ci stanno a fare allora?

Bersani in una sua prima dichiarazione ha detto che bisogna ringraziare chi in questi anni ha lavorato per il PD ed ha consentito di arrivare a questo punto. Forse Bersani nel frattempo non si è  accorto che il PD ha perso notevole consenso elettorale, che l’assenza di un opposizione  ha fatto si che il PDL con Berlusconi approvasse una serie di norme vergognose le cui conseguenze ci tormenteranno per numerosi anni. Intanto già il PD traballa, alcuni hanno già annunciato la loro uscita se ne andranno da Casini, l’amico di Cuffaro, per poi probabilmente allearsi proprio col PD in occasione di numerose competizioni elettorali. Insomma sembra proprio di avere assistito ad un film di cui già si conosceva trama, attori, regista e finale.

Categories:   Politica

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