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Senza fondo

Siamo in un paese dove ormai non ci si meraviglia e non ci si scandalizza più di niente. Come siamo arrivati a questa situazione? Tramite l’assuefazione, come le droghe: una somministrazione costante, quotidiana che ogni giorno sopporta dosi sempre maggiori. E così succede di tutto e nessuno reagisce. Evidenzi certi fatti e le risposte che ottieni sono sempre le stesse: e che ci voi fare, tanto sono tutti uguali, al loro posto faremo uguale.

Io NO, e che cazzo (scusate ma quando ci vuole ci vuole), io non sono uguale a loro, io al loro posto non mi comporterei così, io penso di dover far qualcosa contro queste vergogne: innanzitutto indignarmi. Io non direi mai ad un altra persona lei è più bella che intelligente; io non partecipo a festini a base di coca e mignotte (ci sono pure quelle a buon mercato); io non sguinzaglio nessuno dietro ad un privato cittadino per vedere cosa fa durante il suo tempo libero.

Io m’incazzo quando sento il Presidente del Consiglio del MIO paese dire ad una persona per bene: lei è più bella che intelligente; e m’incazzo anche se lo dice ad una politica che personalmente non apprezzo. E ancor più rimango allibito quando tutto ciò passa quasi inosservato, quasi normale, addirittura condivisibile.

Io non m’incazzo quando sò dei festini a base di coca e mignotte a palazzo Grazioli, ma mi prende un senso di pena verso queste persone e penso che invece che al governo dovrebbero stare in una comunità di recupero. Però rimango interdetto quando vedo che questi comportamenti vengono difesi ed esaltati.

Rimango senza parole quando vedo che la “libera” tv commerciale pedina un privato cittadino mentre svolge normali attività della sua privata vita. Quella stessa tv commerciale e quelle stesse testate giornalistiche che sostenevano essere un fatto privato le abitudini sessuali del premier e che oggi pedinano e videoregistrano la vita di un privato cittadino. Un privato cittadino che nello svolgimento del suo dovere ha cozzato con gli interessi del miglior presidente del consiglio che l’Italia abbia mai avuto. Un pedinamento che è un messaggio ai giudici che si occuperanno del processo d’appello: state molto attenti alla sentenza che emetterete perchè questo è quello che vi aspetta!!! E nessuno si indigna, nessuno reagisce. E così ogni giorno ci troviamo in situazioni più assurde e inconcepibili di quelle viste il giorno prima. Ogni giorno ci diciamo: hanno toccato il fondo. E il giorno dopo ci rendiamo conto che hanno scavato un altro metro.

Tutto ciò accade nell’assuefazione di un popolo che ha rinunciato a riflettere, a pensare; un popolo che ormai a posto del cervello ha un tubo catodico.

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