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Due pesi e due misure

Vi giuro che ho delle serie difficoltà a comprendere il casino che si è scatenato intorno al caso Binetti. Franceschini definisce incompatibile la sua permanenza nel PD, su facebook una miriade di persone la vuole fuori e non si contano i gruppi appositamente creati. Non voglio entrare nel merito del provvedimento sull’omofobia che sostanzialmente condivido, ma mi sorgono un paio di quesiti.

Un parlamentare è libero di votare secondo coscienza oppure è sempre dovuto al rispetto delle decisioni di partito? Vi sono casi in cui la coscienza di una persona lo spinga a giudicare negativamente un provvedimento ed in tal caso deve avere non solo il diritto, ma il dovere di opporsi. Credo che se molti parlamentari avessero rivendicato più spesso questo aspetto molte porcate che abbiamo subito in questi anni non sarebbero passate.

In secondo luogo perchè il PD adotta due pesi e due misure? Già, perchè va evidedenziato che il voto della Binetti non è stato determinante ai fini del risultato e che la stessa ha avuto il coraggio di votare in modo contrario alle indicazioni del partito consapevole delle possibili conseguenze; avrebbe potuto anche non votare o assentarsi anche solo durante le operazioni di voto. Invece no, ha voluto esprimere la sua opinione, ha osato andare contro i vertici. Chissa! Magari non è l’unica del PD a pensarla così, ma sicuramente è stata l’unica ed esprimere pubblicamente questa posizione. E adesso giù botte.

Peccato che pochi giorni fa è successa più o meno la stessa cosa, solo che la reazione è stata diversa, anche perchè ne erano coinvolti proprio i vertici. Sto parlando dello scudo fiscale. In ben due occasioni  numerosi parlamentari del PD si sono dati latitanti permettendo così l’approvazione di questa legge definita su tutti i media e da tutti i piddini una vergogna. Se quei parlamentari avessero fatto il loro dovere e fossero andati a votare contro quella vergogna la legge non sarebbe passata e si sarebbe evitata l’ennesima porcata ai danni degli Italiani.

Distrazione? Impegni iderogabili? Problemi di salute? Balle!!! Hanno calcolato tutto a tavolino, magari insieme a quelli del PDL; si fa in modo che alcuni non votino così il provvedimento passa, poi qualche polemica e qualche critica che ben valgono i benefici dello scudo.

E allora se si chiede di uscire dal PD alla Binetti che ha votato secondo coscienza ma in contrasto coi vertici di partito, lo si chieda anche a chi non ha votato per interesse ed in combutta coi vertici del partito, compresa la Binetti assente alla votazione per lo scudo. Ecco tutti i nomi: Argentin, Binetti, Bucchino, Capodicasa, Carra, Codurelli, D’Antoni, Esposito, Farina, Fioroni, Gaione, Ginefra, Giovanelli, Grassi, La Forgia, Lanzillotta, Madia, Mastromauro, Melandri, Misiani, Pistelli, Pompili, Porta, Portas.

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