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Non commemorata a norma di legge

Anna Politkovskaja era una giornalista russa. Già, dico era perchè Anna è stata vigliaccamente uccisa a fucilate il 7 Ottobre del 2006. Unico difetto di Anna voler fare la giornalista in modo serio raccontando ciò che vedeva e sapeva incurante delle intimidazioni, delle ore passate in procura a spiegare il perchè dei propri articoli.

Ieri era il terzo anniversario della sua morte e volevamo ricordarla, commemorare questa tenace giornalista paladina della libertà di stampa e di espressione. Così i Grilli Attivi – Ostuni, Italia dei Valori, Ostuni Democratica, Rifondazione Comunista e Sinistra Popolare avevano pensato di organizzare dalle 16 alle 21 in P.za Libertà un banchetto informativo sulla vita e le opere della giornalista russa. Queste le intenzioni, ma veniamo ai fatti.

Per la realizzazione dell’evento abbiamo seguito la procedura già adottata in altre occasioni e che nessun problema aveva rilevato, cioé la presentazione di apposita comunicazione al comune con tre giorni di anticipo.

Verso le 15.30 di ieri eravamo in p.za Libertà e ci stavamo preparando per l’iniziativa: banchetto, maxifoto di Anna, etc. quando d’improvviso ecco sopraggiungere una volante della polizia che ci chiede documenti, motivo della nostra presenza li e autorizzazione per l’iniziativa. Dopo i dovuti rilevamenti la volante si è allontanata trattenendosi la richiesta di autorizzazione ed invitandoci a recarci più tardi in commissariato per ritirarla. Dopo circa 15 minuti la volante si ripresentava invitando il firmatario della richiesta trattenuta a recarsi immediatamente presso il vicino commissariato. Alla nostra richiesta di saperne il motivo nessuna risposta ci veniva fornita. Non capendo bene cosa stesse succedendo abbiamo chiesto il supporto di un avvocato che quindi si è recato in commisariato con l’invitato. Entrambi sono tornati da noi circa 45 minuti dopo informandoci che la questura aveva rilevato il non rispetto delle procedure da adottare prima di effettuare questo tipo di iniziative. In particolare era necessario inviare una apposita comunicazione alla questura con tre giorni di anticipo oltre ad avere regolare autorizzazione da parte del comune. Comunque chiariti i termini del problema l’invito era quello di proseguire pure a patto di rimuovere bandiere e striscioni, sempre ammesso che nessun altro sollevava obiezioni. Non essendo questi ausili indispensabili per i nostri abbiettivi provvedavamo immediatamente a rimuoverli ed ecco altrettanto immediatamente avvicinarsi i Vigili Urbani che ci invitavano a togliere baracca e burattini. In caso contrario avrebbero provveduto a identificazione e verbalizzazione. A questo punto non sicuri di essere in regola da un punto di vista formale, pur avendo adottato identica procedura altre volte, abbiamo deciso di non declinare l’invito delle forze dell’ordine , limitandoci poco dopo a distribuire i volantini predisposti per le vie della città.

Non eravamo li a protestare o a manifestare un qualche dissenso, volevamo solo commemorare un MORTO AMMAZZATO. Si sono appellati al non rispetto dell’artico X, comma Y della legge tal dei tali, non si può che chiedere scusa per queste violazioni, cercheremo di informarci meglio per le prossime volte. Certo è che con questi scrupolosi tutori dell’ordine i cittadini Ostunesi possono dormire sonni tranquilli.

Così parlava Anna(1959-2006):

Io non scrivo mai commenti, ne pareri, ne opinioni, ho sempre creduto e continuo a credere che non stia a noi dare giudizi: sono una giornalista, non un giudice e nemmeno un magistrato, io mi limito a narrare i fatti, i fatti come stanno, come sono, sembra la cosa più facile e invece qui è la più difficile. E’ un  prezzo altissimo, quale prezzo? Che non fai più un mestiere, tu combatti una guerra, ti senti in lotta, e a 47 anni sono stanca, non impaurita, non scoraggiata, solo stanca, stanca di leggere ogni giorno sui giornali politici  che sono una pazza, Politvscaja la schizzofrenica, Politkvscaja la paranoica, stanca di spiegare ai miei figli perchè chi dice la verità è un pazzo, e chi dice la menzogna fa carriera; stanca di ricevere dalle 10 alle 15 minacce di morte a settimana, compaiono sul mio computer, a volte anche al telefono, stanca di sentirmi una criminale. Ogni 6 giorni quando esce un articolo, vengo convocata in procura, tra i ladri, i delinquenti, chi sta li per rapina, chi per furto chi per stupro, io per giornalismo. Conosco i corridoi, le sale d’aspetto, la scrivania degli uffici, entro e mi siedo; la domanda è sempre la stessa, perchè ha scritto cose false e chi le ha passato queste informazioni, segue interrogatorio 2, 3 ore 4, a volte mi hanno trattenuta a volte mi hanno lasciata. Sono stanca di spiegare ai miei figli perchè passo la notte in galera, stanca di pensare che l’informazione libera qui non esiste; il 90% dei giornalisti in Russia ha una tessera politica, se hai una tessera politica non sei un giornalista, sei un portavoce. Funziona così, la stampa si divide in chi è per la Russia e chi non è per la Russia; se sei per la Russia dopo 5-6 anni ti fanno deputato, se non sei per la Russia non devi fare il giornalista, punto. La tua è propaganda contro lo  stato, punto. La propaganda contro lo stato si punisce con la morte, prima o poi, punto.

Categories:   Giustizia

  • leo

    mi viene da pensare (e da ridere) che zelo, scrupolo e pedanteria non sono mai troppe, soprattutto in una cittadina come Ostuni dove tutto sembra in ordine, ma dove chi l’ordine lo deve gestire lo fa in modi poco chiari.
    ciao da un ostunese incazzato con gli ostunesi