iapra li  uecchie

Menu

Intenti e null’altro

Che la vicenda Solari, con i motivi che hanno portato alla sua chiusura ed il probabile futuro utilizzo non caritatevole della struttura, abbia caratteristiche morali e religiose indegne l’ho già affermato in un precedente post. Adesso, invece, vorrei concentrarmi sulla risposta che la società civile, almeno a mio avviso, avrebbe dovuto avere di fronte ad una situazione del genere.

Partirei da alcune considerazioni sul corteo organizzato dai lavoratori (sottolineo dai lavoratori) lo scorso 30 Settembre che purtroppo non ha visto una massiccia partecipazione. Pochi i cittadini che hanno sentito il bisogno di dire ad alta voce ad un istituto religioso che ha sacrificato sull’altare del DIO DENARO anziani bisognosi di assistenza ed il posto di lavoro di 20 persone: VERGOGNA !!! Assenti i rappresentanti delle forze politche, dell’associazionismo, dei movimenti culturali e di cittadinanza attiva che avrebbero dovuto stare al fianco di quei lavoratori che con coraggio hanno deciso di lottare, di protestare, di farsi sentire. Facile criticare quei lavoratori (vedi Telcom) che hanno subito gli eventi senza reagire, più difficile appoggiare ed aiutare dei lavoratori che con coraggio protestano. Lavoratori a cui va il mio elogio per la determinazione con cui stanno portando avanti la loro battaglia (il fatto che in maggioranza siano donne ha contribuito a questa determinazione?). Per dovere di cronaca va riferita la presenza del consigliere regionale Mita e del senatore Specchia.

Altre considerazioni vanno espresse in merito alla risposta istituzionale  a questa vergognosa situazione. Risposta che l’altra sera in occasione del consiglio comunale è stata ufficializzata: NULLA!!! A parte una dichiarazione di intenti a non modificare la destinazione d’uso dell’immobile e la volontà ad intraprendere una causa giudiziaria dai tempi ed esiti incerti (provvedimenti che non forniscono alcuna risposta al problema anziani e lavoratori) non c’è stato altro.

Se è vero che il comune non ha armi a disposizione per affrontare casi di licenziamenti e perdita occupazionale è altrettanto vero che ha sia i mezzi sia il dovere di affrontare l’altro problema di questa vicenda: l’assistenza agli anziani. Come sostenuto da molti, la chiusura di questo centro  è un danno per tutta la citta, venendo a mancare l’erogazione di un servizio importantissimo sempre più richiesto. E chi, se non il comune, dovrebbe impegnarsi per garantire questo essenziale servizio? Ed ecco allora che ieri il consiglio comunale ha perso l’occasione (forse l’ennesima) per svolgere il proprio dovere e quindi fornire adeguate risposte alla cittadinanza.

Mi domanderete: e che poteva fare? Rispondo. Ogni problema va analizzato nelle sue caratteristiche ed in questo caso noi abbiamo da una parte una città con persone anziane che necessitano di assistenza e dall’altra delle persone con le capacità e le professionalità in grado di assolvere a questo bisogno. Quindi perchè non far incontrare richiesta ed offerta? Perchè non organizzare un efficiente servizio di assistenza domiciliare integrata in considerazione del fatto che tale tipo di attività, come risulta da numerosi studi ed esempi, + più efficace ed efficiente di quella svolta presso strutture protette? I benefici derivanti da questo tipo di assistenza sono di assoluto valore: permanenza nella propria abitazione e nel proprio ambiente familiare e sociale della persona conservando la propria autonomia di vita, miglioramento e mantenimento di relazioni significative e produttive tra la persona e l’ambiente che lo circonda (familiare, comunicativo, culturale, educativo, ecc.), rafforzamento dell’autostima della persona in stato di disagio, superamento delle condizioni di emarginazione del singolo e della famiglia in stato di bisogno, continuità di cura e riabilitazione, diminuzione dei ricoveri impropri in ospedale, in R.S.A. o in cliniche a lunga degenza (con conseguenti risparmi economici a carico della collettività), miglioramento della qualità della vita del malato cronico e terminale, sostegno psicologico e assistenza al bisognoso e alla sua famiglia.

Mi si dirà: bravo, ma le risorse economiche necessarie dove le troviamo? Rispondo. Qui andrebbe analizzato a fondo come i soldi pubblici vengono utilizzati. Io penso che il buon senso imporrebbe un utilizzo mirato prioritariamente a servizi al cittadino ed in particolare ai servizi essenziali ai più bisognosi. Come giudichereste un padre che non fornisce ai propri figli il necessario per proteggersi dal freddo e poi spende e spande in attività ludiche (partite di calcio e spettacoli)? Allo stesso modo dovreste giudicare un amministrazione comunale che spende migliaia di euro in concerti a pagamento, trasferte della squadra di calcio, etc, e poi non ha risorse per offrire un essenziale ed efficiente servizio di assistenza agli anziani.

Categories:   Politica