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Predicare e razzolare

La Chiesa predica bene invitando gli imprenditori a salvaguradare i lavoratori e le loro famiglie ma razzola male licenziando 20 dipendenti“.

Questo il testo del volantino che i dipendenti del centro per anziani Solari di Ostuni che da alcuni giorni stazionano con alcuni striscioni davanti al comune stanno distribuendo e che stamani hanno consegnato anche al Vescovo di Brindisi occasionalmente ad Ostuni. Il tutto nasce dalla decisione assunta dall’istituto religioso “Suore Maestre di Santa Dorotea figlie dei Sacri cuori” di Vicenza di chiudere il centro che da  alcuni decenni gestiscono. Oggi sono andato ad esprimere la mia solidarietà ai dipendenti che stazionano davanti al comune, nel video le loro considerazioni.

Il caso Solari però non è solo una questione di licenziamenti ed ha delle particolarità che vanno evidenziate, non essendo una comune fabbrica gestita da un “padrone”, ma bensì una casa di riposo per anziani gestita da un ordine religioso e la sua chiusura non può che avere notevoli effetti sulla sfera emotiva degli ospiti. Sono infatti innegabili tali tipi di risvolti negli anziani qualora costretti ad abbandonare la loro abituale dimora nonché le persone con cui condividono le loro giornate, siano essi altri ospiti oppure il personale di assistenza. Chi opera in questi settori sa bene che problematiche del genere si verificano pesantemente anche nei casi in cui un anziano viene sballottolato dalla casa di un figlio a quella di un altro. Figuratevi il trauma che si può generare in questo caso dove gli anziani ospiti sono costretti ad andare in strutture sconosciute assistiti da persone nuove e quindi completamente estranee.

Un altro aspetto che vale la pena di approfondire è quello riguardante le motivazioni che sono alla base della chiusura del centro e per poterle analizzare come si deve è necessario tornare indietro nel tempo. Era il 1967 quando il Cav. Solari, un cittadino Ostunese evidentemente benestante, magari uno di quelli di una volta, di quelli che oggi non sò se ne esistono ancora, uno di quelli che pensa: ho una sacco di soldi e di proprietà, molti di più di quelli che posso consumare nel giro di tre vite, se ne dono una parte non mi cambia la vita, e decise appunto di DONARE un immobile situato in una magnifica zona a chi potesse utilizzarlo a fini cairtatevoli per assistere le persone anziane e trovò per questa missione la disponibilità di un istituto religioso. E chi meglio dei religiosi potrà mai incarnare al meglio lo spirito caritatevole? Avrà pensato il fu cavaliere.

Negli anni però questo istituto religioso ha assistito ad un considerevole calo delle vocazioni così le anziane suore che se ne andavano non potevano essere sostituite con nuove leve, sino ad arrivare ai nostri tempi in cui l’esiguo numero di suore rimaste di fatto impedisce loro di continuare la gestione del centro e di poter proseguire l’opera caritatevole. Quale l’immediata decisione delle suore? CHIUDERE!!! Ed è qui che la missione caritatevole delle suore raggiunge il suo culmine. Si perchè a notizia ufficiale il comune di Ostuni si propone quale gestore del centro assumendosi altresì gli oneri per la ristrutturazione ed ammodernamento della struttura eventualmente necessaria. La risposta dell’ordine religioso non è negativa, ma fanno sapere all’Ente locale che il centro potrà essere ceduto dopo il pagamento di un adeguata somma in denaro: 4 MILIONI DI EURO!!!.

Capite, chiedono al comune 4 milioni di euro, una cifra da far arricciare le ciglia pure ad un ricco imprenditore, figurarsi ad un ente locale sempre alle prese col reperimento di risorse. Avessero risposto: non dite cazzate! sarebbero state poco educate ma sicuramente più schiette. Va da se che con una richiesta del genere le volonta e lo spirito del cav. Solari, è proprio il caso di dirlo, va a farsi benedire. Sempre ammesso che si riuscisse a trovare un compratore, un qualcuno disposto ad investirci una cifra simile difficilmente la utilizzerebbe per opere caritatevoli.

La mia personale opinione è che l’esosa richiesta serva solo a far passare del tempo. Infatti è difficile al momento che qualcuno si proponga per l’acquisto, considerando anche che la struttura presenta dei vincoli d’uso ancora per alcuni anni. Ma una volta calmate le acque, quando la vicenda sarà finita nel dimenticatoio non mi meraviglierei se l’opera caritatevole si trasformasse in un residence o un bel centro benessere. Vorrei anche ricordare i miliardi di euro, tra benefici e 8X1000, che la Chiesa incassa annualmente dallo stato Italiano (dalle nostre tasse) per completare il giudizio morale e religioso su questa situazione.

Vi invito a copiare il testo qui sotto ed inviarlo via mail all’arcivesvo di Ostuni – Brindisi a questa mail arcivescovo@diocesibrindisiostuni.it

Caro Arcivescovo le chiedo di operare affinché il Centro Residenziale per Anziani Solari di Ostuni non cessi la propria attività e di adoperarsi affinché venga accettata la proposta del Comune di Ostuni che si è offerto per proseguire l’attività. Questo allo scopo di preservare le volontà del fu Cav Solari che tant’anni fa ha donato la struttura perchè venisse adoperata a fini caritatevoli nonchè tutelare il posto di lavoro dei dipendenti del centro e continuare a garantire agli anziani del territorio un  servizio di grande utilità e prestigio.

Distinti saluti, [il vostro nome]

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