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Compostaggio posidonia

I residui di posidonia spiaggiata possono essere compostati. La notizia è stata ufficializzata con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale del 16 aprile scorso e nella pressoché generale indifferenza registriamo oggi la soddisfazione dai ricercatori dell’Azienda sperimentale “La Noria” dell´istituto di Scienze delle produzioni alimentari (Ispa) del Cnr di Bari, che da anni lavoravano sulla compostabilità delle alghe.

«Il decreto (del 22 gennaio 2009), firmato dal ministro Zaia – si legge nella nota – contiene l’aggiornamento degli allegati al decreto legislativo 29 aprile 2006 n. 217 (la revisione della disciplina in materia di fertilizzanti) e fissa la quantità di posidonia che può essere aggiunta alle biomasse compostabili. D´ora in poi per la produzione di “ammendante compostato verde” (cioè il “prodotto ottenuto attraverso un processo controllato di trasformazione e stabilizzazione di rifiuti organici che possono essere costituiti da scarti di manutenzione del verde ornamentale, residui delle colture, altri rifiuti di origine vegetale”, ndr) “sono ammesse alghe e piante marine, come la posidonia spiaggiata, previa separazione della frazione organica dalla eventuale presenza di sabbia, tra le matrici che compongono gli scarti compostabili, in proporzioni non superiori al 20% (P:P) della miscela iniziale.” Lo stesso provvedimento prevede che negli “ammendanti con alghe” (non per la posidonia, quindi, che è una pianta marina superiore) la concentrazione del Tallio sia minore di 2 mg/kg sul secco».

Nella gestione dei rifiuti solidi urbani i residui di posidonia spiaggiata escono finalmente dal limbo e diventano dunque una matrice compostabile, anche grazie al lavoro di ricerca condotto nell´Azienda Sperimentale barese.

«Già a partire dal 2000, ma ancora di più negli ultimi due anni – continua il comunicato – i ricercatori dell´Ispa e della Facoltà di Agraria dell´Università di Bari hanno presentato alla comunità scientifica, anche internazionale, e agli organi di informazione i positivi risultati emersi dalle ricerche condotte a Mola di Bari sul recupero della posidonia spiaggiata.

Finalmente si aprono nuove prospettive per l’impiego in agricoltura di queste biomasse spiaggiate altrimenti destinate alla discarica. In agricoltura la posidonia compostata potrà essere utilizzata come ammendante e sostituire in parte la torba nelle coltivazioni in contenitore».

Dopo aver prelevato i residui di foglie e rizomi di posidonia da Mola di Bari, l’istituto di Scienze delle produzioni alimentari del Cnr di Bari e i dipartimenti di Biologia e chimica agro-forestale e ambientale e di Scienze delle produzioni vegetali dell’Università di Bari hanno caratterizzato il materiale e lo hanno compostato, unendolo a materiale legnoso proveniente dalla potatura di vite o olivo e a scarti mercatali. Il compost ottenuto è risultato di ottima qualità e compatibile per l’impiego in agricoltura, anche come substrato di coltivazione.

Con queste ricerche i ricercatori baresi hanno proposto di impiegare la posidonia nella produzione di compost e di sottrarla così allo smaltimento in discarica che provoca produzione di percolato, inquinamento delle falde acquifere ed aumento dei gas serra.

Ci rimane solo di sperare che i nostri illuminati amministratori ne siano al corrente e decidano di intraprendere questa strada piuttosto che, cosa che aimé ritengo più probabile, continuare a sprecare i nostri soldi e le nostre risorse.

Categories:   Ecologia/Ambiente