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apr
23

Figli di

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eredità

Alle imminenti elezioni amministrative di Ostuni molti volti noti della politica locale lasceranno il posto in lista ai propri figli.  Lo chiamano rinnovamento, ricambio generazionale. Sia chiaro non voglio esprimere giudizi su questi “nuovi” volti, ma le domande sorgono spontanee: quanto, il peso di papà, ha influito sulla loro candidatura? Quanto il consenso che otterranno dipenderà dalle loro competenze e capacità piuttosto che per eredità ricevuta?

La questione, a sottolineare ancora una volta l’enorme differenza tra forze politche, interessa sia la coalizione di centrosinstra quanto quella di centrodestra. Adesso, ne sono certo, inzieranno gli infiniti bla bla bla per sostenere che la libertà di candidatura riguarda tutti, che chi ha un padre con un passato politico non può essere per questo penalizzato, che gli elettori li valuteranno per le loro capacità e non per altro, che attaccarsi a queste “banalità” non è utile al confronto e a trovare soluzioni per i tanti problemi che attanagliano la città, ecc, ecc, ecc.

Il fatto è che la casta locale cerca stratagemmi per non perdere quel potere che detiene da decenni col tentativo di “passarlo” alla propria prole. Un passaggio di testimone  che comunque consentirà loro di mantenere gli affari in famiglia.

Categorie : Politica
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TRASPARENZACHI

Da diversi giorni abbiamo invitato tutte le forze politiche a rendere noto le spese già sostenute per la campagna elettorale e, sopratutto, chi la sta finanziando e con che cifre.

Ad essere sincero ero abbastanza convinto che chi ha scelto di mettere la parola TRASPARENZA al fianco del proprio faccione sorridente sulle gigantografie, avrebbe accolto con favore ed immediatezza tale proposta, ma niente, nessuno ha risposto positivamente.

Eppure i soldi investiti dovrebbero essere già un bel gruzzoletto. Le gigantografie fisse e quelle mobili (che spesso contro legge sostano giorni in punti ad alta visibilità) hanno un considerevole costo. Hanno un costo anche le sale di hotel e i locali dei comitati. Ma di tutto ciò non è dato a sapersi nulla, ne è dato a sapersi chi sta mettendo i denari necessari. I candidati? Qualche esterno? E che cifre stanno mettendo?

Continuo a ritenere importante saperlo. Importante sapere se qualche candidato sta investendo somme considerevoli, importante sapere se queste somme considerevoli magari le sta mettendo qualche esterno. Se qualcuno investe evidentemente ci sarà un motivo.

Nel vuoto è caduta anche la proposta che tutti i candidati pubblichino la propria fedina penale e rendano noti eventuali processi penali a proprio carico. A parte i consiglieri Molentino e Camassa (candidati col centro destra) non mi risultano altre adesioni e comunque neanche loro al momento hanno provveduto.

Che dire di più? Trasparenza? Un bello slogan, null’altro. In un post di qualche tempo fa ipotizzai che tale bella parola sarebbe finità nel cesso il giorno dopo il voto, evidentemente ero ottimista.

Categorie : Politica
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apr
19

Fuori la mafia dallo stato

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fuorilamafiadallostato

Lo scambio di voto politico mafioso è una delle peggiori piaghe che da decenni attanaglia questo paese. Inutile commemorare i tanti morti ammazzati dalle mafie se poi consentiamo non solo che i mafiosi circolino liberamente intorno a noi, ma che addirittura siedano nelle istituzioni. L’intreccio politico mafioso, diffuso a tutti i livelli istituzionali, va combattuto con tutte le forze possibili non certo diminuendo le pene per i reati commessi in questo ambito.

Il governo Renzi, invece, sta facendo proprio questo: dimuire le pene per il reato di scambio di voto politico mafioso. I parlamentari 5 stelle ne stanno facendo un aspra battaglia al Senato, una battaglia che ha bisogno del sotegno di noi tutti. Contro un sistema di informazione marcio sino al midollo è di fondamentale importanza diffondere la verità ottimamente illustrata da Buccarella e Gianrusso nel video qua sopra.

Su questo argomento non ci possono essere fazioni e tifoserie, il coro deve essere unanime: FUORI LA MAFIA DALLO STATO. Lo stesso e, aimè, inascoltato coro che si levò tra la gente ai funerali del giudice Borsellino e della sua scorta.

http://www.fuorilamafiadallostato.org/

Categorie : Giustizia, Politica
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apr
18

Ad un “attento” osservatore

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spia

Senza voler minimamente nascondere le nostre lacune comunicative non posso non rispondere all’attento, rigorosamente anonimo, osservatore che stamane ha scritto una lettera pubblicata da Ostuni news (link) con lo pseudonimo Barbabianca.

“I 5 stelle hanno già presentato la loro lista ma, al netto della comunicazione sul loro blog del casellario giudiziario dei candidati, non hanno ancora lanciato molte proposte specifiche sulla città affidandosi alle proposte amministrative nazionali.”

Beh innanzitutto mi lasci sottolineare l’importanza della pubblicazione del casellario giudiziario dei candidati in una competizione elettorale che vede impegnati personaggi addirittura coinvolti in inchieste sulla Sacra Corona Unita. Dovrebbe semmai chiedere che lo facessero tutti e non certo banalizzare in questo modo tale importante aspetto.

Detto ciò passiamo alla questione proposte, perchè le sarebbe bastato sfogliare www.ostuni5stelle.it, il mio blog personale o quello di altri nostri candidati per trovare le numerose proposte specificatamente locali già fatte, presentate ed anche depositate. Ma se ciò, lo riconosco, può richiedere tempo sarebbero potute bastare un paio di ore per venirci ad ascoltare in Piazza della Libertà il 5 Aprile quando abbiamo presentato la lista ed annunciato non poche proposte che rappresenteranno i pilastri del nostro programma politico per Ostuni. Nessun giornale ne ha parlato, guarda caso, ma un “attento” osservatore preoccupato per le  sorti della città non avrebbe dovuto farsi scappare l’occasione.

Forse oggi saprebbe che abbiamo parlato di fiscalità locale ( ad es. passaggio da TARSU a tariffa dove si paga sulla quantità di rifiuti prodotti e non sulle dimensioni dell’immobile, zero tasse comunali per 5 anni alle nuove imprese che apriranno nel nostro territorio, de-equitalizzare Ostuni); che abbiamo parlato di investimenti, oggi pari allo zero, in agricoltura per la produzione e valorizzazione delle eccellenze locali, operazioni di marketing strategico e marchi di qualità locale; che abbiamo parlato di turismo, cultura, arte ed artigianato, di come valorizzarle e coordinarle per dare concretezza all’abusata parola destagionalizzazione; che abbiamo parlato anche di strutture ricettive, dell’immenso patrimonio rappresentato dalle numerosissime masserie presenti nel nostro comune e dell’albergo diffuso che si sta dimostrando, in numerose realtà turistiche, una scelta vincente; che abbiamo parlato di zona industriale e della necessità di uscire da quel baraccone burocratico noto come consorzio che in decenni ha preso soldi sia dalle aziende che dal comune senza dare in cambio nulla se non qualche poltrona ai soliti noti nel consiglio di amministrazione. E abbiamo parlato anche di innovazione tecnologica, sburocratizzazione, ripubblicizzazione dei servizi, gestione dei rifiuti, opere pubbliche, decoro urbano, spazi per bambini, aree verdi, gesione del denaro pubblico, ecc, ecc, ecc.

Certo avremmo potuto dire molto di più, ogni punto avrebbe meritato ore di trattazione, ma ad un “attento” osservatore non sarebbero dovute sfuggire quelle proposte e magari avrebbe potuto incalzarci nel merito invece di liquidarci come contenitori vuoti penalmente puliti. Ma la cosa, sarò sincero, non mi dispiace più di tanto. Significa che quelle proposte non solo non sono criticabili ma che è meglio non farle sapere, meglio dire che non abbiamo proposte. Non sia mai che i cittadini comincino pure ad essere informati e a capire. Non sia mai che, informati, comincino pure a scegliere e a decidere liberamente e non imboccati da vuoti slogan sulle gigantografie, da giornalai sempre pronti a riempire carta con belle balle elettorali e “attenti” osservatori lesti a banalizzare la fedina penale pulita dei candidati e contestualmente silenti su personaggi in odore di mafia.

Chiudo, “attento” osservatore, ponendole delle domande: ma lei davvero crede che le differenze tra le forze in campo siano nei programmi elettorali che saranno diffusi? Non crede che saranno tutti sostanzialmente condivisibili? Non crede che forse è arrivato il momento di saggiare la credibilità di chi propone, cercando di differenziare tra chi le proprie proposte le realizzerà veramente e chi, per l’ennesima volta, vi sta prendendo in giro? E su questo evito di addentrarmi perchè ritengo tutto chiaro come il sole, persino ad uno “attento” come lei e magari un giorno, quando avrà pure la libertà di metterci la faccia, lo ammetterà pubblicamente.

Saluti.

 

Categorie : Politica
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apr
17

Utopia culturale

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Utopia

Ogni volta che si propone un qualcosa che va contro i classici schemi a cui siamo abituati, come lo scegliere una squadra di assessori tramite bando aperto a tutti i cittadini, ecco comparire la parola utopia come si parlasse di qualcosa di assolutamente auspicabile ma impossibile da realizzare.

Ma perchè? Cosa lo impedisce se non la semplice volontà di farlo? Una utopia che deriva dalla cultura politica a cui ci hanno e ci siamo abituati e ci siamo ormai convinti che nulla potrà essere sostanzialmente diverso da ciò che è.

Eppure basterebbe volgere lo sguardo verso altri paesi e ci si renderebbe facilmente conto che ciò che qui si definisce utopia e normalità. Allo stesso modo ciò che quà è diventato normalità, come i condannati nelle istutuzioni, in altri paesi sarebbe uno scandalo di immani proporzioni.

Abbiamo bisogno di cambiare. Tutti chiedono un cambiamento, ma ben pochi lo vogliono davvero perchè per farlo ognuno di noi deve essere il primo a cambiare. Per cambiare abbiamo bisogno di cambiare le menti, le nostre per prime.

Categorie : Politica
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