Il capo non arriva mai in ritardo; il capo semmai modifca l’orario. Quando si parla di regole bisogna tenere sempre in considerazione due soggetti ben distinti: chi le stabilsce e chi le deve rispettare. Chi detta le regole è sempre il primo a non rispettarle perchè non è per se stesso che le scrive ma per i sottoposti e se qualcuno gli ricorda che in teoria anche lui è tenuto a rispettarle ecco che allora o le modifica o le interpreta. Chi detiene il potere è colui che ha il potere di scrivere le regole e quindi di non rispettarle, modificarle o interpretarle a suo piacimento, è l’eccezione che conferma le regole, è colui che può dire “io sono io e voi non siete un cazzo”.
La questione delle liste è solo uno dei tanti esempi. Regole fatte per impedire o quantomeno limitare le candidature della gente comune. Regole assurde con una burocrazia disarmante capaci di disincentivare chiunque abbia anche solo il pensiero di potersi candidare al di fuori di schemi e partiti tradizionali. Alle passate amministrative molte liste civiche 5 stelle di Beppe Grillo hanno denunciato queste difficoltà nonchè l’ostruzionismo messo in atto dai potentati locali per impedire la regolare presentazione delle liste, ostacoli che in alcuni casi hanno avuto il sopravvento costringendo questi cittadini a ritirarsi dalla competizione elettorale. Oggi, anche giustamente, tutti si scagliano contro il decreto interpretativo perchè le regole vanno rispettate e vanno rispettate da tutti però mi domando quale sia il principio: sono queste specifiche regole che vanno rispettate da tutti o sono tutte le regole che vanno rispettate da tutti. Perchè in quest’ultimo caso la lista delle regole costantemente violate è davvero lunga.
Prendiamo ad esempio un comune a caso (Ostuni). Come ben sapete tutti i comuni hanno un proprio statuto in cui sono indicate le regole fondamentali della comunità, regole che non solo devono essere rispettate da tutti ma che determinano ed influenzno anche tutte le altre regole che negli anni si intendono introdurre, è come la Costituzione tanto richiamata in questi ultimi periodi . Bene, allora la domanda è: in questo ipotetico comune lo statuto viene rispettato, viene applicato? La risposta è: solo in parte. In particolare vengono ignorate tutte quelle regole che non piacciono al capo di turno, regole che evidentemente non interessano neanche all’opposizione che mai abbiamo sentito protestare su questo tema. Vi sono poi le regole emesse da organi gerarchicamente superiori a cui il comune dovrebbe sottostare, ma che vengono interpretate a seconda dei casi, ma soprattutto delle convenienze.
Lo statuto comunale di Ostuni prevede l’istituzione di diversi organi della partecipazione: le consulte di settore, le consulte di quartiere ed il forum della società civile e prevede altresì che in fase di predisposizione del bilancio di previsione appositi stanziamenti siano dedicati al funzionamento di questi organi. Di tutto ciò non vi è alcuna traccia nell’attività amminitrativa. Le consulte non esistono nonostante un apposito regolamento comunale (lo trovate nella sezione documeti) prevede nei dettagli competenze ed obbiettivi. Il forum della società civile di fatto è un contenitore svuotato di qualsiasi significato e viene ormai convocato una volta ogni sei anni per l’elezione della terna tra cui scegliere il difensore civico. Eppure sono tutti organi previsti dallo statuto, dalla carta fondamentale, quelle regole che tutti dovremmo difendere con le unghie e con i denti, invece tutti tacciono. Tace l’opposizione, sia quella di destra sia quella di sinistra, a cui evidentemete la partecipazione dei cittadini alle scelte di governo della città non interessa così come tace il difensore civico che dovrebbe avere la primaria funzione di difendere la società civile dai sopprusi di chi detiene il potere.
Tutti tacciono e per gli stessi motivi tacciono sulla violazione delle regole sulla trasparenza. Voglio ricordare la legge regionale 15/2008 che obbliga la pubbicazione on line di tutti gli atti amministrativi dei comuni e il regolamento sull’albo pretorio informatico approvato dal consiglio comunale a metà dicembre che ancora non trovano applicazione ad Ostuni. Regole che renderebbe informato il comune cittadino e questo non è “opportuno” per i politici locali.
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A come ASCOLTARE
Perché c’è sempre un recipiente di esperienza più grande di quello che ci contiene… Ascoltare le parole della gente, i rumori e la musica della città. Ascoltare tutte quelle persone che si alzano ogni mattina per tirare il carretto della speranza lungo una strada in salita, senza sbraitare certezze o false profezie… Ascoltare quei matti che gremiscono il mondo del volontariato e dell’associazionismo: gente che crede nella forza delle idee e fa progetti anche senza soldi, senza sponsor, senza padrini.
B come BANCA ETICA
Perché é il momento di coltivare l’orto dei colpi di genio, per raccogliere alternative concrete, migliori, a questa economia del dolore.
C come CORAGGIO
Perché ad un certo punto bisognerà pure rialzarla la testa. Per guardare oltre il pianerottolo delle nostre stramaledette certezze. E gettarci anima e corpo nella mischia. Delimitare il confine delle nostre idee per la pace, o per i diritti dei più deboli, per un’economia solidale.
D come DIRITTI
Perché il diritto ai propri diritti è quasi un dovere. Dovuto.
E come EMERGENCY
Perché ogni guerra è sbagliata. E perché c’è qualcuno che prova a dirlo con la coerenza delle idee, la libertà del coraggio.
F come FARE contrapposto al DIRE
Perché di promesse, parole bugie ce n’è un’intera dispensa ammucchiata.
Perché lo spot dei congressi lo lasciamo volentieri agli altri. A noi ci importa di andare, trasformare con l’ostinazione le intuizioni in prospettive, le parole in mattoni di cose.
G come GIOVANI
Per non abusare più di questa parola. Perché è un vecchio trucchetto quello di dire “vogliamo dar spazio ai giovani”. Perché il loro spazio, eventualmente, se lo conquistano da sé, ammesso che già non lo posseggano. Basta dar loro un microfono per parlare più forte. Senza voler mettere il becco in quello che hanno da dire.
H come HERMANO cioè FRATELLO
Bisogna ricreare condizioni minime di convivenza civile fra le diverse etnie, riconoscendo agli stranieri non solo doveri, ma anche diritti: alla casa, al lavoro, al rispetto delle loro tradizioni, della loro cultura.
Diritti intesi come opportunità di crescita per tutti.
I come INSIEME
Perché insieme è più logico, sensato, giusto.
L come LAVORO ovvero DIGNITA’
La dignità di un lavoro che risponda alle giuste aspettative di ognuno di noi. Dei diritti conquistati a fatica in decenni di lotte, per un lavoro sicuro, una paga dignitosa, un avvenire certo.
M come MUNICIPIO
Che deve tornare ad essere il centro di quella rete che è il paese, la città: una piazza dove si incontrano il mondo dell’associazionismo e del volontariato, l’università e le scuole, gli enti e le istituzioni, la società civile e le realtà produttive.
Per parlare del futuro, nel presente, mettendo in circolo le competenze e gli strumenti che un Comune può darsi.
N come NO
Come rifiuto deciso e ostinato a ogni compromesso volgare, ad ogni spartizione, ad ogni arroganza, ad ogni bugia, ad ogni no sciocco, detto per non decidere, per bloccare, rimandare, boicottare.
P come PANNELLI SOLARI
Perché esiste una alternativa concreta e immediata alla schiavitù del petrolio, che ci condanna all’inquinamento, a spese inutili e dannose. Perché c’è un sole da sfruttare, lassù.
Perché ci sono tutti gli strumenti per utilizzare a dovere l’energia, quaggiù.
E fare così qualcosa per l’ambiente, risparmiando un sacco di soldi. Come il risparmio del’acqua e dei consumi in casa, la bioedilizia e tutte quelle fonti alternative che rispondo ai criteri di sostenibilità.
R come RESISTENZA
Perché a 60 anni di distanza è opportuno rimetterli in circolazione, certi valori. Dargli un bel permesso di soggiorno permanente.
Perché bisogna darci un taglio, col taglio al passato.
Perché con la memoria si colora un presente a spruzzi di futuro e perché bisogna resistere ancora, oggi come ieri.
S come SCUOLA
Perché da qualche tempo la scuola pubblica è sotto il fuoco incrociato di un’idea malsana che la vorrebbe trasformata in tante piccole aziende a servizio dello sponsor di turno.
T come TERRITORIO
Perché si deve poter programmare una politica complessiva di sostenibilità ambientale, di rispetto delle tradizioni culturali e storiche.
Di amore e cura per i bambini e gli anziani…
U come UN ALTRO MONDOE’ IN COSTRUZIONE
Lo slogan del manifesto di Porto Alegre, dove si sono incontrati centinaia di mondi possibili da tutti i posti del mondo.
E in un posto ben preciso, dove da anni si sta sperimentando il bilancio partecipativo, esperienza straordinaria di democrazia dal basso.
V come VIAGGIARE
Per rimettersi in gioco, cercare di conoscere il mondo e quello che succede.
Viaggiare come una valigia vuota, che ad ogni stazione si riempie di esperienza.
Z come ZITTI ADESSO
Che tocca a voi parlare. Rovesciare l’alfabeto appena letto e metterci i vostri coriandoli di sogni.
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La Giunta Comunale del comune di Ostuni ha approvato in data 1 marzo il piano triennale 2010-2012 dei lavori pubblici. Potete trovare il testo integrale nella sezione documenti di questo blog nonchè per qualche giorno anche sul sito istituzionale del comune di Ostuni, nei prossimi 60 giorni chiunque potrà inoltrare le proprie considerazioni in merito, osservazioni che in fase di approvazione finale dovranno essere prese in esame.
Difficile dare da subito un giudizio definitivo visto che nella delibera compare un mero elenco delle opere senza specificare nei dettagli le caratteristiche dell’opera, ma qualche parola possiamo cominciare a spenderla precisando che nei prossimi giorni cercherò di recuperare maggiori informazioni e documetazione sui vari progetti.
Inizierei dagli aspetti positivi del piano quali ad esempio il parco fotovoltaico comunale e la realizzazione di una pensilina fotovoltaica per un investimento di € 1.665.000 che, seppur previsti per il 2012, fanno intravedere la reale intenzione di voler investire nelle energie rinnovabili. Sulla stessa onda troviamo anche interventi sull’efficienza energetica, in particolare su edifici scolastici comunali e impianti di illuminazione pubblica nel centro storico.
Altresì apprezzabili gli interventi di recupero e ristrutturazione di edifici pubblici esistenti, anche se non si evince se in tali interventi sono previste opere per il risparmio energetico. Verranno sottoposti ad interventi l’edificio scolastico Pessina (€ 1.360.000), altri edifici scolastici per l’abbattimento delle barriere architettoniche (€ 350.000), palazzo Tanzarella nel centro storico (€ 930.000), asilo comunale ed edificio scolastico A. Moro (€ 700.000), casa di riposo Pinto (€ 1.200.000), torre Aragonese di Villanova (€ 1.000.000) ed altre strutture sparse nel territorio urbano e rurale.
Naturalmente insieme a queste ed altre buone intenzioni non potevano mancare le solite opere della nostra lungimirante amministrazione, alcune delle quali mi preoccupano alquanto perchè previste in aree non solo delicate ma che rappresentano un vero e proprio patrimonio per la città e quindi potrebbero arrecare un grave danno all’intera collettività.
Innazitutto parliaamo dei rondò, perchè evidentemente non bastano tutti quelli realizzati in questi ultimi anni e quindi ne hanno messi in cantiere altri quattro. Uno è previsto sulla provinciale per Villanova all’altezza della concessionaria Opel da cui partirà anche una bretella stradale che passando tra olivi secolari (alcuni verranno appositamente espiantati) con andamento curvilineo andrà a terminare sulla stessa provinciale poco prima del ponte ferroviario. Nonostante questa rotatoria, la provinciale per Villanova risulta probabilmente troppo rettilinea e quindi un altro rondò verrà realizzato all’altezza di C.da Malandrino dove da alcuni anni è stata realizzata una strada che collega con il parcheggio di via tenente Specchia. Strada realizzata per favorire il deflusso del traffico estivo, ma che proprio in estate è utilizzata per parcheggiare auto su entrambi i lati rendendo praticamente impossibile il passaggio di mezzi soprattutto autobus e camper. Altro rondò sulla via per Carovigno (2 non erano sufficienti) dove questa si interseca con la circonvallazione (dove c’è la Securitas per intenderci) ed infine ancora un altro sulla via per torre Pozzelle all’altezza di contrada Rosara-Tamburroni. Ogni rondò ha un costo medio di € 300.000 e se contate anche tutti quelli già realizzati negli ultimi anni vi renderete conto di quante altre opere più utili si potevano realizzare con quei soldi.
Ma gli aspetti che mi più mi preoccupano sono gli interventi previsti a Torre Pozzelle e a valle del centro storico, due zone particolarmente suggestive e di grande pregio.
Torre Pozzelle è l’unico tratto di costa che ha resistito nel tempo alla cementificazione e alla realizzazione di residence e villette, un tratto di costa magnifico con calette spettacolari circondate da una folta macchia mediterranea. Nel piano triennale potete leggere che in quell’area vogliono realizzare delle strade di accesso alle calette. Cosa intendono per strade non è specificato ma presumo non sia nulla di ecologico visto che dei percorsi per raggiungere le varie calette sono già presenti e non mi meraviglierò se per queste opere il comune si aggiudicherà le 5 vele con lode.
Numerosi gli interventi invece nella zona sottostante il centro storico, altra area suggestiva e di grande valore, già abbondantemente devastata da scelte scellerate. Sono previsti infatti la realizzazione di parcheggi nonchè di una scalinata che li collega con viale O. Quaranta, ma la cosa più preoccupante è la realizzazione di una bretella di collegamento tra la zona industriale e la zona artigianale, quindi una strada che attraverserà l’intera piana degli ulivi sottostante il centro storico per mettere in collegamento la provinciale per Villanova con la provinciale per Torre Pozzelle. Ribadisco che va visto nei dettagli il progetto per poter valutarne gli effetti, ma ad un primo approccio visto anche il costo dell’opera (€ 6.000.000) c’è sicuramente da preoccuparsi e prepararsi alla lotta.
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Riporto questo articolo che parla di quanto riscontrato a Chiaiano, centro cittadino alle porte di Napoli dove i cittadini (camorristi per i media nazionali) hanno cercato in tutti i modi di difendere il proprio territorio e il proprio futuro dalle scelte scellerate di una politica becera e collusa. Mentre leggerte potreste trovare nomi di società noti anche dalle nostre parti, non ponetevi dubbi sono proprio loro.
Chiaiano, discarica nel centro cittadino, una discarica ancora presidiata dal comitato civico sorto per combattere questo ecomostro. I cittadini non la vogliono questa discarica, troppo vicina alle loro case, una discarica fuori da ogni legge e buon senso. I cittadini hanno paura ed hanno ragione ad avercela.
Rifiuti radioattivi dagli ospedali napoletani direttamente nella discarica tanto discussa.
Due autocompattatori sequestrati dalla polizia all´ingresso della discarica di Chiaiano. Le apparecchiature in dotazione all´esercito, e poi quelle dei vigili del fuoco del Nucleo Nbcr (Nucleare, biologico, chimico, radiologico), hanno confermato la presenza di Iodio 131, sostanza radioattiva usata per la cura delle neoplasie della tiroide. I due autisti degli Iveco bloccati, di proprietà della ditta di smaltimento Enerambiente spa, azienda di recentissima costituzione (2007), derivata per scissione societaria da SLIA S.p.A. che le ha conferito le attività di servizi ecologico – ambientali, raccolta rifiuti, pulizia delle città, progettazione, realizzazione e gestione impiantistica del trattamento, lavorazione, recupero e trasformazione dei rifiuti. Il company profile che segue è descrittivo delle attività e del know how di SLIA S.p.A., che ha travasato in ENERAMBIENTE S.p.A. sostanzialmente tutta la sua struttura operativa. SLIA S.p.A. venne costituita con lo scopo di gestire appalti pubblici ed in particolare appalti di servizi di igiene urbana e di gestione dei rifiuti, operando in questo campo sin dal 1951. Nello smaltimento dei rifiuti solidi, a mezzo della tecnologia del processo DANO (più di 200 impianti in tutto il mondo), la SLIA è impegnata da oltre 50 anni. L’azienda, fondata a Roma da un gruppo di imprenditori locali (l’acronimo SLIA sta per Società Laziale Imprese ed Appalti) è stata poi rilevata da un gruppo industriale veneto. Il 3 novembre 2008, il giudice monocratico di Roma, Francesco Patrone, condannava Francesco Rando , braccio destro di Cerroni e responsabile della Giovi s.r.l ma detentore anche di una larga quota nell’allora SLIA S.p.a, per la gestione della discarica di Malagrotta, un anno di reclusione, 15 mila euro di ammenda nonché al risarcimento dei danni morali e patrimoniali da liquidarsi in sede civile a favore di alcune delle parti lese costituitesi al processo. Si trattava in particolare del gruppo Verdi ambiente e società, di due comitati cittadini di Malagrotta e del Wwf.
Motivo della condanna, lo smaltimento «senza alcuna autorizzazione” di “rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato e dei fanghi conferiti dall´Acea nell´ottobre 2004», in violazione dei decreti legislativi 22/97 e 36/2003. Inoltre Rando è accusato di aver violato, nel maggio 2005, le procedure di ammissione in discarica «di rifiuti speciali senza che vi fosse la documentazione e senza alcuna verifica degli stessi rifiuti, di cui lo stesso sarebbe anche stato produttore». Oggi, la ditta Enerambiente Spa, autorizzava lo smaltimento di rifiuti radioattivi, di origine ospedaliera, nella discarica di Chiaiano
IODIO 131. Scatta l’allarme, per la tanto discussa discarica di Chiaiano, che proprio oggi festeggia il suo primo anniversario dall´apertura. Sembra, però, che a distanza di dodici mesi dal via libera per gli autocompattatori a cupa dei Cani, c´è chi cerca di far entrare rifiuti proibiti a tutto danno dei residenti. Gli autisti hanno accennato a qualcuno che di fatto ha autorizzato il carico nella “zona ospedaliera” della città. È bene dire a chi sta indagando che l’ospedale di Frattamaggiore, il San. Giovanni di Dio ha, per mezzo di una circola interna, autorizzato il personale infermieristico a smaltire i rifiuti organici dei malati nelle acque reflue.
Intanto sono in crescita nel casertano leucemie, soprattutto a livello infantile, e forme tumorali accertate. L’allarme viene dai medici di base e viene riportato dall’assessore regionale all’ambiente Walter Ganapini, che afferma: “La priorità è la bonifica dell’intera area (di 22 ettari), il primo di cinque siti campani su cui intervenire”. Indagherà l’Arpac della Campania, indagherà mentre qualcuno sta indagando su di essa attraverso alcuni esponenti politici di spicco candidati alle prossime elezioni regionali, una fra tutte, lady Mastella.
Inoltre ricordiamo che di fiumi di soldi, per bonificare le terre campane, nel corso degli anni ne son passati tanti, ma gli appalti, per la bonifica sempre agli amici andavano.
Giorgio Nugnes, ex assessore del Pd alla Protezione Civile e ai Cimiteri del Comune di Napoli si suicidava, impiccandosi in un sottoscala, aveva 48 anni. Era coinvolto nell’inchiesta della procura partenopea sugli scontri avvenuti nel quartiere di Pianura, durante le manifestazioni anti discarica. Nugnes venne istigato al suicidio, si parla di servizi segreti, si profila l’eventualità, da parte degli acquirenti, che Nugnes fosse venuto a conoscenza della tratta dei rifiuti che aveva in mente al governo per la sua Pianura e avesse detto no.
Abbiamo impiegato decenni per convincerci che nella nostra penisola viveva e prolificava un virus chiamato mafia.
Abbiamo dovuto assistere a morti su morti, a bombe su bombe per riuscire a varare leggi sulla criminalità organizzata. Interi decenni e nel mentre si polemizzava sulla realtà mafiosa la mafia, cresceva nel nostro seno come una serpe velenosa. Poi ci siamo convinti, la mafia esiste.
Roberto Saviano ci ha parlato attraverso Gomorra, ci ha detto che la mafia in Campania si chiama camorra, ci ha detto che tra mafia e camorra non c’è differenza, entrambe, fanno patti con la politica. Abbiamo forse capito che la mafia e la camorra e l’n'drangheta non sono solo quelle che lasciano morti sull’asfalto, ma che sono soprattutto ombre dentro gli appalti, e gli appalti si aggiudicano sui tavoli istituzionali. Sono i politici a firmare la concessione degli appalti: edilizia, rifiuti, gestione delle acque, gli appalti per rifornire gli ospedali, le mense delle scuole, che gestiscono i cimiteri, che riforniscono i supermercati o le campagne con i loro fertilizzanti.
L’imprenditoria è quindi la vera mafia, la vera camorra, la vera n’drangheta. L’imprenditoria ha bisogno di soldi, fondi, finanziamenti, ed è qui, che la mano criminale si stringe con la mano politica. Roberto Saviano ci ha convinti, con prove e dati di fatto che non esistono confini regionali, nei grandi affari nazionali esistono regioni comandate da diversi padrini ma con gli stessi compiti. Pilotare, indurre, controllare, monopolizzare. Sappiamo che sotto le cliniche di Milano, progettate e appaltate attraverso il tavolo istituzionale della regione e sotto lo schiaffo del consiglio dei ministri italiano si nascondevano rifiuti tossici. I pm stanno ancora indagando, tra un anatema e l’altro, tra continui tentativi di sabotaggio. Sappiamo che l’Italia spedisce rifiuti tossici in Germania, in Africa, in Cina, spesso li riceviamo da altri stati. Questo è possibile solo attraverso la politica che firma le concessioni alle ditte dei loro amici.
Quel che sta accadendo in Campania, sta accadendo in tutta Italia.
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La città che vorrei dovrebbe avere meno macchine, asfalto e cemento e più spazi per ridere, vivere e incontrarsi. Ma mi dicono che non si può. Che non si può tornare indietro, non si può fermare l’economia, non si può contrastare il progresso. Se osservo attentamente un attimo però, mi accorgo che questo tipo di progresso economico arricchisce solo quattro speculatori che stanno davanti un bar a movimentare case e terreni edificabili e impoverisce tutti gli altri.
La città che vorrei dovrebbe essere più rispettosa dei bambini, dei disabili e degli anziani e non metterli davanti a limiti invalicabili e barriere insuperabili.
La città che vorrei non dovrebbe essere ostaggio del tempo che non c’è, perso alla ricerca di un parcheggio che non può esserci. Le piazze e le vie vanno restituite alla gente.
La città che vorrei dovrebbe essere piena di alberi e di prati che danno ossigeno e felicità e non di rotatorie e nuove strade che regalano solo tristezza e aria malata.
La città che vorrei è una città partecipata, dove ogni singolo cittadino è attore della sua vita e non una città dove un esiguo gruppo di persone decide il destino di tutti sulla base degli interessi personali suoi e della sua cerchia.
La città che vorrei è una città che salvaguarda i terreni agricoli dall’avanzare dei palazzoni e delle villette a schiera, perchè quei terreni sono il nostro passato, ci hanno sfamato per secoli e, fate attenzione, in un mondo dove tutto può succedere potrebbero essere il nostro futuro.
La città che vorrei è quella che mantiene intatto il suo entroterra e la sua collina, una delle più belle del mondo, da un ignobile speculazione edilizia che presto si arrampicherà anche li.
La città che vorrei è quella che guarda avanti, ma che si volta pure indietro, a guardare la sua storia millenaria.
La città che vorrei non è quella di alienanti centri commerciali che distruggono ogni altra attività di piccola impresa e si riempono di mamme urlanti che sembrano Mennea nella finale dei duecento alle Olimpiadi.
La città che vorrei è quella che non avrà un nuovo insediamento sul mare progettato con un unico triste scopo: infilarvi dentro quanti più micro appartamenti possibili.
La città che vorrei è quella dell’integrazione con chi viene qui da molto lontano sperando in un futuro migliore e vive in abitazioni dignitose e pulite rispettando le nostre regole e le nostre leggi e non conducendo una vita da sfruttati alloggiando in venti in una squallida stanza.
La città che vorrei è una città pulita dove tutti fanno il loro dovere per evitare un giorno di essere sommersi dai rifiuti o di dover ricorrere a inceneritori e nuove discariche.
La città che vorrei è la città dei cittadini. Cittadini che non devono più voltarsi dall’altra parte quando sentono parlare di politica, ma anzi dire la loro, partecipare, combattere e se necessario protestare. Al giorno d’oggi è diventato un vanto dire ” Non mi occupo di politica”. Non occuparsi di politica dovrebbe essere una mancanza, una lacuna, un neo.
La città che vorrei è quella in cui i cittadini riprendono l’amore per la politica, dove politica significa avere cura della città al fine di progettarla, riprendersela e viverla.
Non possiamo più delegare. Dobbiamo partecipare.
Questa è la città che vorrei e chiedo a tutti di voi di mettervi in movimento per realizzarla anche sapendo bene che assomiglia molto alla Città Ideale o a Utopia.
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L’associazione PAEA, grazie al contributo finanziario della Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus ha reso disponibile gratuitamente sul proprio sito il software ECHOES.
ECHOES consente all’utente, partendo dalla valorizzazione dei propri consumi energetici (spesa annuale in Euro), di simulare contemporaneamente più interventi di riqualificazione energetica sugli impianti di produzione dell’energia elettrica, termica e frigorifera, fino all’ottenimento della soluzione che restituisca il miglior risultato, sia come benefici economici che ambientali.
ECHOES, ossia echi, corrispondenze: quelle fra le parti di un edificio che interagiscono fra di loro, con noi e con l’ambiente che ci circonda.
L’Associazione Paea (Progetti Alternativi per l’Energia e per l’Ambiente) da oltre dieci anni si occupa di energie rinnovabili, risparmio energetico, bioedilizia, educazione ambientale. Offre servizi di consulenza, formazione, didattica e progettazione. Promuove la tutela ambientale e si impegna per la diffusione di nuovi stili di vita sostenibili.? Con la mostra itinerante “La Casa Ecologica” si è presentata nelle piazze di ben 140 città italiane. Nel 1996 ha affiancato la Tournée di Beppe Grillo (1996). Nel 1998 ha girato la Penisola con Greenpeace e nel 2002 con il Ministero dell’Ambiente.
Ha offerto servizi di consulenza ad oltre 50 progetti innovativi in tutta Italia, collaborando con architetti di fama internazionale, tra cui Renzo Piano per la riqualificazione dell’Area Industriale Ex Michelin di Trento (2006). Realizza interventi didattica ambientale nelle scuole e campagne di risparmio energetico con enti e associazioni. Ha all’attivo 180 corsi tecnici, incontri e conferenze. Si occupa dello sportello energia per il comune di Reggio Emilia.
Area Progetto è l’ala tecnica dell’Associazione PAEA che si occupa di edilizia ad alta efficienza energetica e di utilizzo di materiali naturali.?Si rivolge, oltre che a privati, a progettisti, imprese e amministrazioni pubbliche. ?Su effettuando consulenze (link su consulenza) e progettazioni di edifici ad alta efficienza energetica. I concetti di casa a basso consumo energetico e di casa passiva vengono elaborati al fine di coniugare le tradizionali tecniche costruttive e il linguaggio architettonico locale con l’efficienza e l’innovazione tecnologica
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In questo ultimo periodo abbiamo parlato dei pozzi petroliferi, di come questi distruggerebbero irrimediabilmente il nostro territorio, ma c’è un sistema più silenzioso per avvelenare la nostra terra, la nostra aria, il nostro mare e le nostre riserve idriche, un sistema di cui non si parla, una vergogna nascosta dietro le bandiere blu e le 5 vele: i rifiuti.
Il 2010 è iniziato in piena tradizione, dopo aver finito l’anno con una media di differenziata al 9%, Gennaio registra un calo delle performance che si fermano all’8%, a dimostrazione dell’assoluta inefficacia di quelle cazzo di raccolte punti organizzate all’isola ecologica. Raccolte punti realizzate coi soldi che dovrebbero essere destinati alle campagne di educazione ambientale e che invece servono a regalare gadget ai soliti utenti. Iniziative che si ripetono ogni anno e come ogni anno non danno alcun risultato, anzi distolgono risorse ed impegnano personale che potrebbe essere utilizzato per ben altro, come ad esempio rispettare il capitolato d’appalto in vigore e scaricabile dalla sezione documenti. Se errare è umano, continuare a perseverare su queste strade può essere definito diabolico anche se personalmente preferisco il termine demenziale.
Vale la pena ricordare che da anni l’assessorato all’ambiente, fautore di queste grandi imprese e di questi vergognosi risultati, è in mano a rappresentanti del Partito Socialista, quello del Sindaco che piazza sempre in questo ambito suoi fedellisimi. Non sia mai che ci capiti qualcuno che all’ambiente veramente ci tiene. Quindi questi pezzi da novanta che nei discorsi si presentano come i Don Chishotte dell’ambiente, che in taluni casi si scagliano addirittura contro la cementificazione del territorio (quella permessa e favorita proprio dal loro sindaco), non riescono neanche lontanamente ad ipotizzare che le loro inziative sulla raccolta differenziata non servono a un cazzo, che sono solo una perdita di tempo e di risorse pubbliche.
Se l’installazione di pozzi petroliferi di fronte alle nostre coste ci spaventa, di una bella discarica nelle nostre campagne che ne dite? E si cari miei, se qui non si da una svolta decisiva questo sarà il risultato. Le discariche attualmente in uso hanno superato da tempo i loro limiti di capacità. In barba al termine Ecologia che impera nel dibattito politico e nei siboli dei partiti continuano a rilasciare proroghe su proroghe, ma arriverà il giorno che nonostante l’ennesima proroga in quelle discariche non ci caccerà manco più uno spillo. E allora ecco che i cassonetti stradali non potranno essere svuotati e montagne di rifiuti si formeranno nelle nostre vie. La puzza, gli incendi, i ratti costringeranno i nostri illuminati amministratori a trovare soluzioni immediate e dato che siamo amministrati da grandi geni pieni di idee possiamo già immaginare cosa faranno: destinare a discariche le vecchie cave in disuso.
E adesso domandatevi: quante cave in disuso abbiamo nel nostro territorio?
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Stamane alle ore 8.30 ricevo una telefonata di un amica: “c’è una piattaforma enorme con una gru in mezzo al mare”. A dire il vero stavo ancora dormendo quindi c’ho messo un pò a capire di cosa stava parlando. Poi ho pensato: ieri avrebbero dovuto discutere il ricorso presentato dalla contro le autorizzazioni date alla Northen Petroleum, vuoi vedere che è stato rigettato e sono partiti coi lavori. Ho immediatamente chiamato un amico di Ostuni comunicandogli la cosa e chiedendogli di appurare che cosa diavolo era che stava in mezzo a mare. Giancarlo si è precipitato insieme ad un fotografo riuscendo a fare degli scatti quando questo mostro passava davanti a Villanova. L’immagine è d’impatto: a pochi Km dalla costa una enorme piattaforma con una gru ancora più grande viene trainata in direzione nord. Nel frattempo mi reco sulla costa con la videocamera per cercare di filmare quella strana cosa da più vicino (la foto è stata fatta da ostuni). Mentre percorro la strada provinciale per Villanova mia figlia di 9 anni, vedendo quello strano oggetto in mare mi dice:
“sembra un’oca gigante”, “Se è quello che temo, qui le oche finiamo che le facciamo noi”.
Ma che diavolo è, non siamo esperti di imbarcazioni e non possiamo dire con certezza di che cosa si tratta. Nel frattempo ci confermano che il ricorso della regione è stato rigettato e quindi cominciamo ad ipotizzare la presenza di questa oca una strana coincidenza. Cerchiamo inutilmente un’imbarcazione che ci porti vicino per verificare esattamenete di che cosa si tratta. Intanto inizia il tam tam, l’oca viene avvistata da Monopoli e Polignano, ma ancora nessuno sa dire con esattezza che cosa sia. Finalmente nel pomeriggio troviamo la disponibilità di una natante, ma nel frattempo l’oca dalle nostre coste non si avvista più. Cerchiamo di scoprire dove si trova. Ci dicono che neanche da Monopoli si vede più, infine scopriamo che è all’altezza di Mola di Bari. E’ troppo lontana per andarci partendo dal porto di Villanova. Rinunciamo anche perchè pare che abbia superato le aree concesse alla Northen Petroleum e ci viene il dubbio che con questa cosa non c’entri nulla.
Allora ci rivolgiamo alla rete: per favore se c’è qualcuno che sà dirci che diavolo è questa specie di oca ce lo faccia sapere.
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Quando una impresa ha un buon cliente lo deve trattare bene, altrimenti rischia di perderlo e con esso perdere i relativi guadagni. TRCB (teleradiocittàbianca) emittente televisiva di Ostuni è un’impresa e il Comune di Ostuni un suo cliente, anzi sarebbe più giusto dire che l’amministrazione comunale è un suo buon cliente. Gia, perchè è questa che decide come utilizzare il denaro pubblico e, di conseguenza, decide di chi essere cliente. L’attuale amministrazione ha deciso di essere un buon cliente di TRCB, un buon cliente perchè garantisce sia un introito fisso di circa 20 mila euro all’anno solo per il servizio di “informazione amministrativa” sia introiti aggiuntivi, quelli “una tantum” tipo i mille euro per trasmettere la partita di calcio Ostuni-Acireale ma anche alcune iniziative estive organizzate dall’assessorato al turismo in collaborazione con TRCB, collaborazione che di certo non è stata erogata a titolo gratuito.
Quindi che può fare TRCB se non tenersi buono questo caro cliente; e non perde occasione. Se avete avuto modo di vedere il servizio che questa emittente ha fatto sulla manifestazione di Sabato scorso potreste avere idea di quello che sto dicendo. Il Forum Ambiente e Sviluppo, organizzatore dell’evento non è stato minimamente citato, degli interventi di Protopapa del WWF di Brindisi, dell’Ing. Deleonibus del comitato No petrolio di Monopoli, del sottoscritto, di Walter Ex Trento del comitato No alla strada dei colli e di Benedetta Farina nessuna traccia. Non è stato neanche riportato il fatto che a fine corteo vi sono stati degli interventi delle associazioni ambientaliste del territorio.
E allora che cosa hanno detto? Che la cittadinanza è scesa in piazza al fianco dell’amministrazione, qualche breve dichiarazione di partecipanti e poi un fiume di interventi delle personalità presenti: sindaci, senatori, consiglieri provinciali. Ed ecco allora che uno ieri mi ha detto: “tu che ti lamenti sempre, hai visto che bella manifestazione ha organizzato il comune?”. Naturalmente io ho provato a spiegargli come sono andate realmente le cose, ma lui (non avevo dubbi) mi ha risposto: “No, ti sbagli, l’ha organizzata il comune l’hanno detto pure in tv”.
In questo caso il servizio reso all’amministrazione è stato doppio, perchè non hanno solo messo il cappello dei politici su un’iniziativa promossa ed organizzata da altri, ma hanno ofuscato l’esistenza del forum permanente Ambiente e Sviluppo: cittadini che si incontrano per occuparsi dei problemi ambientali del proprio territorio ed hanno deciso di farlo con determinazione creando una rete con altri movimenti ed associazioni sparsi in provincia ed oltre. E questo fa paura, perchè produce informazione, produce consapevolezza, produce senso civico, produce cittadinanza attiva. E questo non è buono per chi detiene e vuole continuare a detenere il potere. Loro lo sanno che se la gente si riunisce per tutelare il proprio territorio, i propri diritti, il proprio futuro, lo fa perchè sa che la politica ha altri interessi. E se il messaggio si diffonde e questo gruppo cresce, il dominio potrebbe cominciare a cedere.
Quindi, spegnete le Tv e accendete i PC, accendete la mente.
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Sabato a Ostuni grande manifestazione per uno sviluppo sostenibile, i soliti politici hanno sfruttato l’occasione per i loro soliti tornaconto, ma comunque è stata una bellissima ed importante iniziativa di cui vanno ringraziati gli studenti dell’UdS e Francesco Sabatelli per l’impegno che ci hanno messo nell’organizzazione. A seguire il testo del mio intervento, a breve pubblicherò su Youtube il resto della manifestazione.
Investire sul nucleare, con l’irrisolto problema delle scorie e cercare petrolio dove questo è scarso e di pessima qualità è semplicemente ridicolo.
Farlo contro la volontà popolare è pura violenza, è dittatura.
Farlo in un territorio agonizzante per le devastazioni causate dalle centrali a carbone, dalle acciaierie, dai poli petrolchimici, dalla cementificazione selvaggia, dagli inceneritori (o termovalorizzatori come li chiama qualcuno) e dalle discariche è criminale.
Mi viene quanto meno da sorridere a vedere qui oggi alcuni di quelli che hanno contribuito a queste devastazioni. Ma non voglio polemizzare sul passato, oggi dobbiamo guardare al futuro, c’è bisogno di un grande sforzo comune, non solo per tutelare ciò che è rimasto, ma anche per recuperare ciò che si è distrutto, rimediare ai numerosi errori fatti. E dobbiamo iniziare da domani.
STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO. Neanche un solo centimetro quadrato deve essere più destinato a speculazioni edilizie o a inutili strade. Questo territorio è ormai una mela di cui ci stiamo rosicchiando il torsolo, se ci freghiamo anche i semi è finita.
RISPARMIO ENERGETICO a partire dall’illuminazione pubblica, ma soprattutto dalla ristrutturazione energetica degli edifici. Negli ultimi 60 anni abbiamo costruito case che consumano mediamente 200 Kwh/mq all’anno. E’ possibile ristrutturarle affinché me consumino 70 – 50 – 30 – 15 di Kwh/mq anno. Agendo sugli sprechi e sulla dispersione termica avremmo case più calde e confortevoli consumando un terzo di energia. Da anni questo è realtà in luoghi come la Germania e la Provincia di Trento dove il clima è leggermente più rigido che qua.
ENERGIA RINNOVABILE. Installare su ogni tetto, ad eccezione per ovvi motivi del centro storico, pannelli fotovoltaici per la produzione di energia e pannelli solari per l’acqua calda. E’ possibile farlo senza svuotarci il portafoglio. Alcuni esempi:
Provaglio d’Iseo un paese del Bresciano ha realizzato 100 impianti fotovoltaici a costo zero. Ha trovato una ditta che fatto un buon prezzo,una banca locale che ha finanziato l’intera opera e 100 edifici disponibili. Risultato: 100 impianti realizzati quindi economia che si muove, gli incentivi statali del conto energia coprono l’intera rata del prestito compresa una polizza assicurativa in caso di mancata produzione, i cittadini coinvolti non pagano più la bolletta elettrica e fra 15 anni a debito estinto potranno godere per ancora 5 anni degli incentivi statali. Forse nel Bresciano hanno più sole di noi? E allora di impianti ne faremo 200.
Colorno in provincia di Parma, il comune affitta ad un prezzo simbolico tutti i tetti degli edifici pubblici ad aziende ed imprenditori che vogliono realizzare impianti fotovoltaici. Ne abbiamo molti anche qui, quelli che vanno a fare gli impianti nei terreni agricoli dando un ulteriore mazzata ad un settore già morente. Risultato: verranno realizzati numerosi impianti, economia che si muove, azzeramento delle spese elettriche degli edifici interessati quindi migliaia di euro di risparmi che possono essere destinati ad altro.
STRATEGIA RIFIUTI ZERO senza inceneritori e discariche, dove tutto viene recuperato e riciclato, partendo dalla raccolta differenziata quella vera, quella porta a porta senza cassonetti stradali. Non è possibile nel 2010 avere ancora percentuali inferiori al 10%. Un comune che non fa la raccolta differenziata è una mamma che non cucina ai propri figli.
Non abbiamo più tempo, non possiamo più permetterci di temporeggiare. Da domani tutti insieme dobbiamo essere parte attiva di questo cambiamento . Spesso si dice che la politica, le istituzioni sono lontane dalla gente e invece è vero l’esatto opposto, è la gente che si è allontanata dalla politica e questo ha favorito le lobby ed una politica becera ed ottusa. Quindi non considerate la partita chiusa con questa splendida manifestazione. Continuate a far sentire la vostra voce, ma soprattutto la vostra presenza. E’ in gioco il futuro del territorio, è in gioco il futuro dei vostri figli, un diritto che non si può chiede, ma un diritto che si deve pretendere.
Grazie.






















