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12 mila sono i beni confiscati alle mafie, ma quali siano, in che condizioni versano o a cosa sono stati destinati, nella maggior parte dei casi è ignoto. Perchè?

Per quale motivo su questi beni non c’è  la massima trasparenza, e perchè non vengono destinati, come prevede la legge, ad un riutilizzo in favore della colettivitá?

Ad Ostuni da mesi chiediamo la pubblicazione dell’elenco dei beni affidati in gestione al Comune, ma nonostante sia obbligatorio per legge, non riceviamo alcun tipo di risposta ne tanto meno questo elenco viene reso, in un qualche modo, noto. Una opacità gestionale che dovrebbe preoccupare ma che invece continua nel silenzio di tutti.

È ora che si cominci a fare chiarezza su questi beni e sulla loro destinazione ed utilizzo. E tutto ciò non può che iniziare da un preciso e puntuale censimento di questi beni.

Per questo vi invito a sottoscrivere questa importante petizione con cui, appunto, si chiede l’istituzione di un database aggiornato di questi beni. -> Firma qui

Categorie : Giustizia, Politica
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Al mercato del pesce

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Nuove defezioni tra i 5 stelle. La notizia terrà banco nei prossimi giorni, proprio mentre si avvviano i lavori parlamentari per la elezione del nuovo capo dello stato. Un tempismo perfetto non solo da un punto di vista mediatico.

Il nuovo Presidente della Repubblica risulterà eletto per una manciata di voti e nella partita tra Renzi e Berlusconi anche le gocce d’acqua hanno un’importanza fondamentale. Ed eccoci quindi alla conquista di quanti più pigiatasti possibile, come nei migliori mercati del pesce all’interno dei palazzi del potere domanda e offerta riescono sempre ad incontrarsi. Un mercato  che non conosce ne crisi, ne stagnazione.

Un mercato florido che oggi acquista ancor più valore considerati gli scalpitii di una parte del PD. Scalpitii molto rumorosi che si assopiranno presto allineandosi alle scelte sancite da tempo nel patto del nazzareno. Un dietro front che descriveranno con la solita formula del senso di responsabilità, mentre i 5 stelle saranno presentati come un’armata brancaleone in via di dissolvimento.

Mantenere gli impegni assunti con gli elettori, sulla base dei quali si è stati votati, non è considerato un valore. Puoi tranquillamente passare in altri schieramenti, votare contro proposte su cui ci si è battuti per anni, come ad esempio il vincolo dei due mandati e poi a casa su cui molti ex 5 stelle hanno votato contro o si sono astenuti pochi giorni fa, ed essere considerato persona saggia e responsabile. L’onestà può riempire una piazza, ma affinchè invada tutte le strade ci vorra tempo. Ancora molto tempo.

Categorie : Politica
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Chi vince…. ti frega

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Il cambiamento è iniziato. E un intero paese ci è cascato senza battere ciglio, nonostante il bluff fosse sotto gli occhi di tutti.

Una compagine incapace di fare opposizione si propone come alternativa ad un sistema con cui, in realtà, ha condiviso le scelte più importanti e strategiche degli ultimi 10 anni.

Un accozzaglia disomogenea con soggetti non solo incapaci di elaborare proposte ma in molti casi con idee e ideologie contrastanti tra loro.

Un esercito di candidati, persino una lista no euro creata per regalare un mese di ferie a sbafo ai propri compari, per cercare di ottenere più voti possibile.

Una campagna elettorale fondata su vuoti slogan, ma soprattutto su una infinita serie di promesse impossibili da mantenere.

Sarebbe bastato un pò di interesse da parte della cittadinanza e un minimo di informazione decente per avere piena consapevolezza di tutto questo, invece il bluff continua ancora oggi nel totale disinteresse della città, fatta eccezione per qualcuno che cominicia a porsi delle domande, in particolare dove diavolo sia quel cambiamento tanto sbandierato.

Il cambiamento è avariato, avvertiva qualcuno subito taciuto di volgarità e linguaggio offensivo. Ed eccolo li oggi quel cambiamento, attaccato alla poltrona coma una cozza pelosa supplica e si appella alla responsabilità chi, in campagna elettorale,  descriveva come un mostro a tre teste responsabile della distruzione sociale, culturale ed economica della città. Tutto pur di mantenere la tanto sperata carica di sindaco, per la quale si sono investiti pure un bel pò di soldini di provenienza ignota, pure allearsi con quelle lobby del mattone contro cui si sono spese fiumi di parole ma mai un azione concreta.

Nel frattempo la compagine del cambiamento si sta squagliando come neve al sole, gruppi consiliari che si disintegrano, generando, in violazione dei regolamenti, altri gruppi formati da un singolo consigliere. Ed ora arrivano le prime dimissioni, anche se occorre attendere qualche giorno per vedere se saranno definitive.

Una persona seria prenderebbe atto della incapacità ed impossibilità a proseguire e dovrebbe avere il coraggio,  nonché l’onestà intellettuale, di dichiararlo ai propri cittadini, invece assistiamo giorno dopo giorno ad un melodramma che assume sempre più i contorni di una ridicola commedia.

Categorie : Politica
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Cosca sanitaria

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Sono passati un pò di anni e, come noto, la memoria degli Italiani è corta, ma vale la pena ricordare che Vendola divenne Presidente della Regione Puglia cavalcando la protesta contro i disastri di Raffaele Fitto nel settore sanitario.

Lo smemorato di Terlizzi improntò la sua campagna elettorale su questo tema con una infinita serie di promesse ed impegni, in particolare contro la chiusura di ospedali, reparti e servizi nonchè sulla riduzione dei ticket.

Dopo 10 anni i risultati di quella operazione di marketing che illuse i pugliesi è sotto gli occhi di tutti. Una sanità regionale allo sfascio totale, incapace di fornire risposte alle esigenze sanitarie della popolazione. Un sistema inefficiente e inefficace ma che risucchia una valanga di denaro pubblico. Ospedali e servizi chiusi sull’altare di una efficienza e di inesistenti risparmi economici.

E intanto la magistratura mette nero su bianco intercettazioni telefoniche che confermano quanto è ben evidente a tutti da sempre: una gestione della sanità clientelare con l’unico obbiettivo di piazzare nei posti chiave i propri uomini di riferimento. Pedine fondamentali nello scacchiere politico ai fini del mantenimento del potere e nella gestione di fiumi di denaro.

Intanto gli ospedali chiudono, ciò che rimane aperto è al collasso per carenze di personale che non si può assumere per vincoli di bilancio, la spesa sanitaria e farmaceutica è fuori controllo e via dicendo verso il default.

Facile ora prendersela con la politica piuttosto che con le nostre mani. Si le nostre mani quelle con cui ad ogni tornata elettorale continuiamo a votare questi personaggi e queste forze politiche.

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Stamane siamo andati al tribunale di Brindisi a depositare un esposto nei confronti del Presidente  Vendola e dei funzionari di Acquedotto pugliese responsabili, come ammesso dal vice ministro all’ambiente,  di aver rilasciato l’autorizzazione allo scarico di reflui fognari nella zona A (massima protezione) della riserva marina di Torre Guaceto.

Guai in arrivo per Niki Vendola e AQP. Abuso d’atti d’ufficio  e abuso di potere, questi i reati ipotizzati dai 5 stelle della provincia di Brindisi che, sabato 17 Gennaio, si sono recati presso la Procura della Repubblica  per depositare un esposto nei confronti del Presidente della Regione Puglia e alcuni funzionari dell’acquedotto  pugliese.

Al centro dellla questione lo scarico, all’interno della area marina protetta di Torre Guaceto,  delle acque provenienti dal depuratore consortile di Carovigno, autorizzato senza l’obbligatoria “Valutazione di Incidenza Ambientale “.

A confermare la mancanza di questo fondamentale atto, il sottosegretario  all’ambiente  On. Silvia Velo in risposta ad una specifica interrogazione parlamentare del Deputato 5 stelle Diego de Lorenzis.

Una problematica, quella di Torre Guaceto, che i pentastellati stanno seguendo sin dall’inizio con attenzione e forte preoccupazione e sulla quale hanno costituito una apposita task force con parlamentari e attivisti locali in stretto contatto con il Comitato Nazionale di salvaguardia di Torre Guaceto e il suo Presidente  Dr Elio Lanzillotti a cui va il merito di questa iniziativa che i 5 stelle, condividendola, hanno deciso di sottoscrivere e sostenere con forza.

A depositare l’esposto numerosi attivisti locali della provincia di Brindisi, la Senatrice Barbara Lezzi, il Deputato  Giuseppe D’Ambrosio  e l’eurodeputata Rosa D’Amato.

“Siamo tutti impegnati in questa vera e propria emergenza territoriale – chiosano i 5 stelle – per salvaguardare una tra le riserve marine più importanti del mondo. Un gioiello del nostro territorio  nonchè tassello importante dell’economia locale. Un tesoro da custodire e valorizzare non certo da distruggere sversandoci dentro scarichi fognari”.

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