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feb
28

Sanità allo sfascio

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Pronto Soccorso al collasso che reggono esclusivamente grazie all’eccezionale lavoro del personale. Abbandonati da politica e dirigenza ospedaliera, come in trincea, infermieri e medici sono, quotidianamente alle prese con i problemi di una sanità allo sfascio e con flussi di utenti sempre più pressanti. Un fondamentale lavoro che va ben oltre i loro doveri contrattuali e deontologici e grazie al quale i Pronto soccorso riescono ancora a fornire risposte ai problemi sanitari della popolazione.

Sono fondamentali immediati interventi prima che anche questo servizio, valvola di sfogo di molte esigenze sanitarie della popolazione, salti completamente lasciando i cittadini in balia di se stessi. Per quanto ancora il personale riuscirà a sopperire alle enormi carenze di un sistema in macerie dopo le politiche messe in campo dai governi Fitto e Vendola?

E’ indispensabile dotare i Pronto Soccorso di adeguate strutture e di contingenti di personale, compreso quello di supporto, idoneo a fronteggiare le innumerevoli quotidiane richieste. Ogni Pronto soccorso deve essere dotato di una area di accoglienza con personale dedicato che valuti la gravità del caso e indirizzi l’utenza verso il percorso diagnostico-terapeutico più indicato; di servizi di supporto, quali ad esempio laboratorio analisi e radiologia, dedicati esclusivamente alle urgenze/emergenze; di aree di osservazione, anche queste con personale dedicato, dove l’utenza possa stazionare presso il pronto soccorso in condizioni di assistenza degne di un sistema di qualità e rispettose della dignità dei cittadini che, in oltre, pagano fiumi di tasse per la sanità.

La situazione attuale non è più tollerabile ne dai cittadini, ne tanto meno dagli operatori sanitari. I drastici tagli adoperati in questi ultimi anni hanno avuto effetti devastanti. Ospedali e reparti chiusi senza fornire servizi alternativi seppur possibili ed anche annunciati. La spesa sanitaria, come certificato pure dalla Corte dei Conti, è fuori controllo e insopportabili i costi scaricati direttamente ai cittadini, tant’è che sono migliaia quelli che non si curano più proprio per questioni economiche. Numero in continua crescita come dimostra il recente rapporto sulla Sanità realizzato dell’università Tor Vergata di Roma.

Le ricette dell’attuale sistema politico hanno ridotto in macerie un sistema sanitario che pur dispone di alte professionalità in grado di erogare prestazioni e servizi di eccellenza ed è costretto a lavorare in condizioni disperate. Una situazione non più accettabile in una paese dove l’accesso alle cure è un diritto costituzionalmente garantito.

A breve organizzeremo una serie di incontri sul territorio dal titolo “Sanità Rubata – storia di un diritto scippato” dove dati alla mano mostreremo in quale situazione hanno ridotto la sanità pugliese, in particolare quella del Brindisino, e quali gli effetti sulla cittadinanza, senza tralasciare aspetti giudiziari che non lasciano dubbi sul come è stato gestito il settore negli ultimi decenni.

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feb
23

Coppola fotocopia di Tanzarella

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coppola

Cambiano, ma neanche tanto, facce e nomi ma la musica è sempre la stessa. Si autoelogiano, fanno lunghi discorsi per elencare ciò che hanno fatto, mentre i cittadini sono alla prese coi problemi di sempre.  Problemi che, proprio perché non affrontati e risolti , continuano a peggiorare e intanto il solco tra politica e vita reale si fa sempre più profondo.

Ostuni ha bisogno di una seria pianificazione, di una vision a lungo raggio non certo di interventi estemporanei o di una amministrazione azzoppata e sotto lo scacco degli equilibri tra partiti.

Emblematica la mancanza degli assessori al turismo e cultura. Dimostrazione dell’assenza di un progetto  chiaro e definito capace di ridare slancio alla città e di persone in grado di realizzarlo.  Temo ci dovremmo accontentare di assessori che, come nel passato, non andranno oltre la mera formulazione del calendario eventi.

Negli altri settori, poi, non sono da meno. Nulla hanno fatto per il commercio, nulla sul decoro urbano, nulla sulla gestione dei rifiuti, nulla su trasporti e viabilità e le strade continuano ad essere un colabrodo. In compenso hanno aumentato la tassazione locale.

Personalmente non mi meraviglio. Sapevo bene  che l’annunciato cambiamento era in realtà un bluff, c’erano tutti gli elementi per affermarlo. Da anni seguo il consiglio comunale in cui  Coppola e la sua compagine ha sonnecchiato per anni, incapaci di far opposizione e formulare proposte. Figurarsi a governare!

Bluff  che oggi assume i contorni di una vera e propria truffa ai danni dei cittadini/elettori mediante l’alleanza con coloro che, come scrisse lo stesso Coppola, “hanno distrutto il nostro territorio “.

 

Categorie : Politica
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feb
18

LAVORO LAVORO LAVORO

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Lavoro. Tutti lo cercano, tutti lo vogliono, tutti lo annunciano ma trovarne anche solo traccia è davvero impresa ardua. Tutte le politiche adottate sino ad ora per creare occupazione hanno solo prodotto precariato e null’altro.

Le aziende chiudono a ritmi vertiginosi, la disoccupazione, in particolare quella giovanile e al sud , ha raggiunto cifre record, le grandi imprese delocalizzano, il ricorso alla cassa integrazione è al massimo storico e in continua crescita. La drastica riduzione del reddito  e il conseguente calo delle entrate fiscali ha portato la tassazione a livelli non più sopportabili che, a sua volta, strangola il sistema economico e produttivo del paese.

Come usicre da tale circolo vizioso?

A fornirci un esempio concreto e fattibile è una regione della Francia: il nord pas de calais. Molto somigliante , sotto diversi aspetti, alla Puglia: 4 milioni di abitanti circa, per decenni importante bacino carbonifero e presenza di industria pesante (acciaio, chimica). Regione che scommette su un modello di sviluppo decisamente diverso da quello che la ha caratterizzata per decenni. Un modello di sviluppo basato sui principi della Terza Rivoluzione Industriale; una scommessa sul futuro che si dimostra vincente con la creazione di numerosissimi posti di lavoro grazie ad importanti investimenti in innovazione, efficienza e sostenibilità.

Un piano concreto che puntando su attività a bassa intensità di capitale ma ad alta intensità di lavoro ha saputo rigenerare l’economia di una regione profondamente in crisi. Ugual cosa accadrebbe in Puglia, regione che potrebbe contare altresì su importanti risorse in ambito turistico, culturale e agroalimentare.

#puglia5stelle #sipuòfare #avoilascelta #unodivoi

feb
16

Sanità rubata. Riprendiamocela

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Se Fitto, col suo piano di riordino, l’ha resa agonizzante, Vendola in dieci anni l’ha definitivamente distrutta. Una serie di scellerate scelte giustificate con la promessa di maggiore efficienza ed economicità e il cui unico risultato è aver ridotto in macerie il sistema ed una spesa totalmente fuori controllo, come certificato anche dalla Corte dei Conti.

E così,  mentre aumentano i bisogni sanitari della popolazione anche a causa della presenza di impianti industriali fortemente impattanti, cala drasticamente la possibilità di accesso alle cure sia per la mancanza di servizi, sia per il carico economico scaricato sui cittadini a cui, in molti, non riescono a far fronte.

Come rilevato nel X° rapporto sulla sanità elaborato dall’università  Tor Vergata, il numero di cittadini pugliesi che rinuncia a curarsi perchè impossibilitato a sostenerne i costi ha raggiunto valori drammatici e non più tollerabili in un paese che si definisce civile. Ancor più vergognosi se si considera la voragine di soldi pubblici che ogni anno si perdono nel sistema sanitario regionale e che pesano sul totale del bilancio per l’85%.

Un vero e proprio furto di un diritto, quello dell’accesso alle cure, costituzionalmente sancito. È ora di riprendersi quanto ci è stato tolto!

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feb
11

Senza vergogna

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vitalizi

Non ci sono soldi per la sanità e non ce ne sono per la scuola. Niente per assitere gli anziani, per gli asili nido, per sostenere gli indigenti o le aziende in difficoltà. Nulla, siamo in piena austerità e non ce n’è per nessuno. Il tempo per la bella vita è finita per tutti tranne per loro. Si sempre loro, i principali responsabili della distruzione socioeconomica del paese: i politici.

Per loro la crisi esiste solo nei giornali e nei forbiti discorsi, un qualcosa da far vivere e pagare ad altri, mai a loro.

Senza un minimo di vegogna sottraggono il pane ai propri figli per ingozzarsi come maiali. Noi siamo noi e voi non siete un cazzo ed ecco riapparire i vitalizi in Puglia che, solo un paio di anni fa, avevano abolito sull’onda delle pressioni popolari, tra cui sicuramente la nostra proposta Zero Privilegi Puglia su cui si erano raccolte 20 mila firme.

Gli cambiano il nome in trattamento previdenziale, ma la sostanza è sempre quella con tanto di reversibilità per moglie e figli e mentre per i comuni mortali l’età pensionabile si sposta sempre più in avanti così come gli anni di contribuzione minima, loro potranno beneficiarne a 60 o 65 anni a seconda se hanno svolto il faticoso lavoro di consigliere regionale per 10 o 5 anni.

Tutti concordi su queste porcate, mai uno contrario, manco un astenuto e ad oggi i vitalizi (13 milioni all’anno) costano di più degli “stipendi” dei consiglieri in carica. E continueranno sino a quando non li manderemo tutti, ma proprio tutti, a casa!

Testo delibera -> qui

Categorie : Politica
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