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ago
25

Sempre colpa di altri

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cestinirifiuti

Spopolano sul web foto di strabordandi cestini portarifiuti, monnezza abandonata ovunque e degrado diffuso che danno di Ostuni l’immagine di ciò che è: una splendida cittadina con mare e paesaggi mozzafiato ma sporca per non dire lurida.

Alle foto si accompagnano quasi sempre lunghe e tediose discussioni dove sempre più spesso si leggono cose che voi umani non potete neanche immaginare. Dal dare la colpa a chi butta i rifiuti negli appositi contenitori (cestini stradali) che per questo motivo si riempiono, alla più diffusa abitudine ad addossare le colpe alla inciviltà degli ostunesi o dei turisti(il colpevole varia a seconda che a dichiararlo sia un ostunese o un turista). Nessuno naturalmente si addossa la responsabilità della situazione, tutti hanno sempre un qualcun’altro da incolpare. Chi gestisce è sempre, e sottolineo sempre, colui che ha fatto l’impossibile per un servizio di qualità, ha dato il massimo, fatto salti mortali e triplisalti mortali, ma l’inciviltà, la non collaborazione di cittadini e turisti e bla bla bla ha causato quel “raro” caso fotografato e diffuso sul web.

Tutto questo condito dai numerosi commenti di “esperti” nella gestione dei rifiuti. In Italia, si sà, tutti sono esperti di tutto, dal calcio, alle automobili e, perchè no, alla gestione dei rifiuti. Tutti “esperti” che sull’argomento, come chi gestisce il settore ad Ostuni,  non ha la benché minima competenza. Ignoranti sapientoni sempre pronti a distribuire il proprio sapere.

Inefficienti gestioni dei rifiuti dipendono sempre da inefficienti organizzazioni. Questa non è un opinione ma un fatto obbiettivo ed ampiamente dimostrato. Se non si parte da questo fondamentale aspetto per poi analizzare l’attuale sistema e attuare gli oppurtuni correttivi la problematica non potrà che peggiorare. La “nuova” amministrazione nonostante i tanti impegni e proclami annunciati durante la campagna elettorale non ha emesso un solo atto amministrativo sulla gestione dei rifiuti o sul mantenimento del decoro urbano. Quando documentato sul web non deve meravigliare ne, tanto meno, trovare assurde giustificazioni, semmai un assunzione di responsabilità quella responsabilità tanto decantata ma che poi nei fatti nessuno si assume.

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ago
19

Fortemente inquinato

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fortementeinquinato

Per il secondo anno consecutivo, Goletta Verde di Legambiente verifica un forte inquinamento in prossimità dello sbocco del depuratore di Ostuni in località Villanova. Le analisi rrilevano una forte presenza di batteri intestinali, di molto superiori ai valori di sicurezza previsti dalla normativa vigente. Nessuna analisi e quindi nessuna notizia su eventuali altri agenti inquinanti: sostanze chimiche, saponi, ecc.

La cosa non deve sorprendere visto che, come noto, il depuratore di Ostuni non è in grado di sopportare il carico di lavoro a cui è sottoposto, ne in situazione normale quando deve soddisfare solamente le esigenze della popolazione residente ne, tanto meno, durante la stagione estiva quando le presenze sul territorio arrivano persino a quintuplicarsi.

Non a caso è previsto un potenziamento dell’impianto. Progetto già in elenco tra i tanti previsti dall’acquedotto pugliese, gestore dell’impianto, ma che attende di essere realizzato come i tanti interventi previsti sui depuratori di tutta Puglia la cui situazione è, a dir poco, disastrosa.

Ma se l’acquedotto pugliese latita, la politica locale dorme e così di fronte alle rilevazioni di Goletta Verde, lo scorso anno il sindaco Tanzarella e quest’anno – a conferma del cambiamento avviato – il sindaco Coppola, la risposta è sempre la stessa. Invece di pretendere dall’acquedotto la risoluzione del noto problema fonte di inquinamento, forti rischi sanitari per la popolazione nonché un considerevole danno di immagine si limitano a minimizzare la problematica e a criticare la diffusione di questi dati.

Un paradosso per la “nuova” amministrazione giustamente preoccupata per il rischio sversamenti in mare che potrebbero nascere da una vasca di decantazione prevista a ridosso della spiaggia del Pilone, ma totalmente indifferente a reali fiumi di merda che concretamente si riversano in mare ogni anno.

Categorie : Ecologia/Ambiente
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rumore

Di sera e sino a notte fonda la musica nei locali del centro storico è alta e decisamente superiore ai limiti imposti dalla normativa. I villeggianti si lamentano, spesso chiamano i vigili urbani per pretendere almeno il rispetto delle regole. Della questione se ne occupa la stampa con titoloni e lunghi articoli dando spazio alla voce dei villeggianti. I titolari dei locali, invece, si rivolgono al sindaco il quale, a parole e con prolissi comunicati stampa, sostiene la tesi del conciliare le esigenze di tutti.

In realtà, come ormai prassi, le differenze tra quanto si dice e quanto si fa è abissale e per rendersene conto è sufficiente leggere l’ordinaza del sindaco (qui) con la quale non solo si allarga la fascia oraria in cui dare fiato alla trombe della movida, ma addiruttura si autorizza il superamento dei limiti alla emissioni in decebel imposti dalla normativa. E se tutto ciò non bastasse va sottolineato che a questo superamento non si pone un limite, ovvero non si definisce un nuovo limite, ma semplicemente si autorizza il superamento di quelli previsti. Una deroga consentita dalla legge che però, a dimostrazione che oltre alle varie esigenze bisognerebbe tenere conto anche degli effetti sulla salute, prescrive anche un parere della ASL competente che non risulta agli atti.

Una strana concezione di “conciliare le varie esigenze” quella del sindaco ma che non deve assolutamente meravigliare. Tutto gira sempre e comunque intorno alla ricerca del consenso, dei voti e tra l’accontentare i villeggianti, residenti e quindi votanti in altre città e i titolari dei locali e relativi dipendenti, in maggioranza residenti e votanti ad Ostuni, la scelta non poteva che essere quella fatta. E così, il centro storico, gioiello medioevale che andrebbe conservato come una bomboniera tende ad essere sempre più somigliante ad un bordello dove degrado, sporcizia e rumori hanno sempre più il sopravvento.

Categorie : Politica
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ago
09

La colata

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cementoostuni

E’ di questi giorni il dossier sviluppato dal WWF (qui) sulla cementificazione delle coste Italiane. Un rapporto che evidenzia la drammaticità delle conseguenze di scellerate scelte urbanistiche e del diffuso abusivismo edilizio incentivato dai numerosi condoni approvati nei passati decenni.

Un rapporto in cui non poteva passare inosservata la città di Ostuni la cui economia locale è da sempre basata sul cemento. In particolare nel rapporto si evidenzia una area, quella di Diana Marina, mostrando  la differenza tra la situazione rilevata nel 2009 e quella attuale.

In realtà il peso edlizio sopportato dalla costa ostunese è molto più imponente e devastante di quanto descritto nel dossier e, aimè, la situazione è destinata solo a peggiorare sia per le edificazioni già approvate ed in attesa solo di essere realizzate, sia per le continue dichiarazioni della “nuova” amministrazione circa la volontà di far realizzare nuove strutture ricettive proprio sulla costa.

Come possibile osservare dalla foto qui sopra le aree ancora scevre dal cemento sono ormai dei rimasugli in un trato di costa di ben 22 Km. Le aree nere rappresentano le edificazioni già presenti mentre le rosa quelle di prossima realizzazione. Un solo tratto, a sud, ha resistito in questi anni all’invasione del cemento e della speculazione edilizia, un area di particolare bellezza denominata Torre Pozzella con calette e fondali mozzafiato circondate da una rigogliosa macchia mediterranea. Un area che dovrebbe essere sottoposta a vincoli decretandola aree di interesse naturalistico prima che un qualche speculatore, col favore di una amministrazione favorevole a nuove edificazioni sulla costa, dia il via alla cementificazione anche di questo angolo di paradiso.

Per comprendere al meglio quale la situazione e i pericoli che incombono va ricordato quanto successo pochi mesi fa quando in consiglio comunale la lottizzazione Mogale, il riquadro rosa più grande, è stata approvata con un solo voto contrario su 31.

CEMENTOSpA

ago
06

Fin che la barca va…

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finchelabarcava

La nave Ostuni è nel pieno di una  tempesta e colui che dovrebbe comandare l’imbarcazione  è alla prese con l’ammutinamento di  buona parte dell’equipaggio.

Una situazione che, solo apparentemente, si è manifestata all’improvviso ma che in realtà è la conseguenza di precise scelte fatte consapevolmente dei rischi, ma calcolando che il gioco ne valeva la candela. E adesso giocano, solo che a rischio di perdita non sono loro ma gli abitanti della nave.

Non che questi ultimi non abbiano responsabilità. Loro gli hanno affidato il comando della nave, gli hanno creduto anche se con un pò, neanche tantissimo, di senso critico l’esito era prevedibile anche da loro. Unica giustificazione la mancanza totale di informazioni e una strana abitudine a sostenere parenti, amici ed affini anche quando ben si sa che è solo uno sporco giochetto per far governare la nave ai soliti noti.

Comunque sia la nave ora è nel pieno della tempesta e il comandante, da sempre abituato a comandare, adesso si ritrova a dover sottostare ai capricci di alcune matricole. Un gioco perverso che nei prossimi giorni comincerà ad essere più chiaro e forse per un pò di tempo porterà la nave in acque più calme, ma infestate dagli squali. Impavidi cacciatori della loro preda preferita: la poltrona.

 

Categorie : Politica
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