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mag
25

Ostuni, si torna ai cassonetti

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Un problema dopo l’altro, la raccolta differenziata ad Ostuni gestita e programmata da inetti, incapaci ed incompetenti è stata caratterizzata sin dall’inizio dalla totale disorganizzazione.

I primi a farne le spese i commercianti obbligati dal comune a trattenere all’interno dei propri locali i nuovi contenitori, pratica in netto contrasto con le norme igienico-sanitarie e che ha costretto la ASl ad intervenire erogando salate multe. Inutile aver sottoposto la questione al comune che, imperterrito, ha voluto mantenere la scelta presa costringendo i malcapitati a scegliere tra la multa della ASL e quella dei vigili urbani, optando per la seconda solo perchè di importo inferiore. Ufficialmente la questione non è ancora risolta anche se le guardie municipali pare stiano chiudendo un occhio sulle inevitabili violazioni.

Altri malcapitati nel tritacarne disorganizzativo i turisti grazie al colpo di genio di Sindaco ed Assessore di iniziare la raccolta differenziata proprio nelle località marine. Un minimo di buon senso avrebbe voluto che tali zone fossero lasciate per ultime, quando il nuovo sistema era già avviato e ben collaudato. Ma il buon senso non è certo caratteristica dei due pollitici nostrani e gli strali dei turisti in mezzo a rifiuti maleodoranti hanno carraterizzato la passata stagione turistica.

E’ stato poi il turno dell’area rurale in cui in questi mesi è stato più facile avvistare un airone che gli addetti al servizio di raccolta. Ma anche nel centro abitato le cose non vanno poi alla grande se alle ore 13 vi sono diverse aree dove nessuno ha provveduto a ritirare i rifiuti correttamente posizionati sui marciapiedi (mò che arriverà il caldo ci sarà da ridere).

I dati rilevabili sono emblematici: un terzo dei rifiuti prodotti ad Ostuni (circa 500 mila Kg al mese) non viene intercettato dal servizio di raccolta ed è facile ritrovarlo sparso nell’ambiente tanto nell’area rurale quanto nel centro abitato dove prima insistevano i vecchi cassonetti.

Di fronte a tutti questi problemi e disservizi oltre a non essersi assunti un briciolo di responsabilità i nostri pollitici hanno risposto o con l’inerzia oppure creando ulteriori problemi. Adesso nelle contrade ritorneranno i cassonetti, ma in compenso le ditte appaltatrici continueranno ad essere pagati per il ritiro porta a porta.

E io pago, sia queste ditte sia i due inetti pollitici.

 

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mag
24

LiVe – Amministrative 2013

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amministrative2013

Domenica e Lunedì si vota in numerosi Comuni. Molte le liste pugliesi coinvolte (l’elenco completo lo trovate qui).

Al termine delle operazioni di voto, dalle ore 18 in diretta streaming, in compagnia di numerosi attivisti 5 stelle di Puglia ivi compresi alcuni portavoce al parlamento vivremo insieme l’attesa dei risultati, commentando i dati che ci giungeranno dalle varie città.

Ci collegheremo con alcuni comitati elettorali di liste pugliesi, respireremo l’aria dell’attesa  e, ne sono certo, festeggeremo i primi consiglieri comunali a 5 stelle in Puglia.

Io e l’amico Piero Francioso di Ceglie Messapica coordineremo la diretta e i vari collegamenti. Potranno intervenire in diretta (anche via skype) attivisti 5 stelle sopratutto se impegnati in questa competizione elettorale. Per farlo è sufficiente contattarci.

Per seguire l’evento fate riferimento a questo blog, al mio canale youtube e a questa pagina facebook.

Categorie : 5 stelle
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mag
22

Signor Letta

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M5S

Mai in parlamento si sono udite parole così nette e chiare sulla gestione e la democraticità delle istituzioni europee. Ci voleva il moVimento 5 stelle e i suoi portavoce per far echeggiare nel palazzo ciò che la stragrande maggioranza degli Italiani pensa.

Presidente
colleghi

Il terzo punto di cui si andrà a discutere al consiglio europeo di domani sarà l’UEM Unione Economica e Monetaria che passa per i provvedimenti in materia di fiscalità a cui lei faceva riferimento.
Un argomento importante, importantissimo, peccato che nessun cittadino italiano e siamo pronti a scommettere, neanche europeo, sappia niente a riguardo.
Allora proviamo a spiegarlo noi cosa ha in mente sul serio il Consiglio Europeo con l’istituzione dell’UEM.
Gli obiettivi sono 1.spezzare il nesso tra banche e stati 2.promuovere un quadro finanziario integrato 3. attivare una politica di assorbimento degli shock economici a livello centrale, centralizzando i poteri di controllo attraverso il MES. questo quanto riportato nel documento di sintesi dell’incontro del 5 dicembre 2012.
ora non polemizziamo sul fatto che queste siano o meno le priorità dei cittadini europei. Però analizziamo il primo punto.
spezzare il nesso tra banche e stati? mi spiega qual è il nesso tra banche e stati oggi Sig letta ? mi spiega qual è questo nesso se la banca centrale europea è di fatto di proprietà delle banche centrali nazionali? Diremmo benissimo se le banche centrali nazionali fossero di proprietà dei cittadini, dello stato. peccato però che le banche centrali nazionali siano, di fatto, banche di proprietà di istituti di credito PRIVATI. l’esempio è la banca d’Italia che non è di proprietà dei cittadini italiani come il nome potrebbe lasciar pensare, ma bensì di proprietà di Intesa San Paolo, MPS, Unicredit, assicurazioni generali…tutte spa. Tutte trasparentemente elencate sul sito della Banca d’Italia. Quindi è come dire che dei soggetti privati siano proprietari della nostra moneta e ce la prestino richiedendola indietro con interesse. Ma se la moneta è dei cittadini, degli stati, allora perché ce la prestano? ha mai sentito parlare di signoraggio bancario sig. letta? ne parlate mai alle riunioni del club bilderberg? club di cui lei, il suo predecessore mario monti, emma bonino guarda caso suo ministro degli esteri e mario draghi guarda caso direttore della bce fate parte.
gli istituti privati stampano moneta cedendola in prestito e richiedendone restituzione con interesse per creare questa spirale di stritolamento che si chiama DEBITO. Il consiglio europeo è responsabile di un europa non fondata sui diritti, non fondata sulla solidarietà tra i popoli, ma di un europa fondata sul debito. Debito come strumento di schiavitù degli stati.
Dica questo al presidente Van Rompuy. E poi chi è questo van rompuy? chi lo ha eletto? io so che lei lo conosce sig. Letta perché anch’egli guarda caso è parte del club bilderberg. ma sappia che i cittadini italiani non sanno per nulla chi sia e da dove venga questo personaggio che non è mai stato eletto in nessuna elezione nazionale e presiede un organismo che condiziona gran parte delle scelte dei cittadini europei e di tutto il mondo. Si ricorda il tormentone “ce lo chiede l’europa”, bene allora dica a van rompuy che “glielo chiede l’Italia” , dica da parte nostra che l’Italia rifiuta il MeccanismoEuropeodiStabilità mostro giuridico e anticostituzionale!, dica da parte nostra che riteniamo questa politica di scatole cinesi, austerithy, fiscal compact, patto di stabilità: non essere la politica dell’Italia! Dica da parte nostra che l’Italia ha bisogno di visione politica e non di riforme imposte dall’europa come egli stesso auspicava, dica che, in merito all’evasione fiscale, ci prenderemo subito gli 80 miliardi evasi dal circuito delle slot machine, dica che sigleremo convenzioni in favore della trasparenza bancaria con i paradisi fiscali di tutta Europa che generano evasione per decine di miliardi di euro e con i quali siamo stati sempre fin troppo tolleranti se non protettivi, dica che ripristineremo il reato di falso in bilancio.

Sig. Letta lo sappiamo che lei non dirà mai nulla di tutto questo a Van Rompuy, non per una questione di coraggio quello forse, se è lì dov’è, non le manca, ma perché da oltre 15 anni l’Italia che avete costruito voi partiti PD e PDL, ormai modello Unico è diventata un servile scendiletto dei banchieri di tutta europa. ma sappia, sig Letta, che i cittadini italiani qui fuori vorrebbero che lei dicesse ciò le abbiamo suggerito noi. Adesso pensi a quello che ha in mente di dire Lei domani e ne tragga le sue conclusioni.

Cittadino Carlo Sibilia del M5S

 

Categorie : 5 stelle
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mag
21

Dagli hacker alla Gabanelli

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I primi a puntare il faro sui guadagni di Grillo e della Casaleggio sono stati, senz’ombra di dubbio, i cosidetti hacker del PD che, violate le mail personali di qualche parlamentare, hanno minacciato la loro integrale pubblicazione se i due principali ispiratori del MoVimento 5 Stelle non avessero pubblicato i loro bilanci e le loro dichiarazioni dei redditi. Una cosa interessante visto che la Casaleggio Associati li pubblica regolarmente, come previsto dalla legge, e che gli stessi sono facilmente reperibili presso la Camera di Commercio di Milano, città ove ha sede legale.

Perchè quindi chiedere la pubblicazione ci ciò che già e pubblico minacciando persino di pubblicare mail private violando non poche norme? Cosa ancor più interessante è che tale “minaccia” è stata quotidianamente riportata dai media facendo supporre che all’interno di tali mail vi fossero chissà quali segreti e persino foto di scene a luci rosse con protagonisti proprio i parlamentari 5 stelle.

Calmate le acque su questo “attacco” hacker ecco che come d’incanto la questione soldi e bilanci viene nuovamente risollevata, ma stavolta da un autorevole e stimatissima trasmissione di giornalismo d’inchiesta, condotta da Milena Gabanelli la più eletta alle votazioni per individuare il candidato alla presidenza della Repubblica per il moVimento 5 stelle, cosa che fa acquisire al tutto maggior credibilità.

Personalmente quando ho visto il servizio, pur riconoscendo alcuni aspetti sollevati tipo la non dettagliata rendicontazione dei soldi spesi per lo Tsunami tour, ho notato immediatamente una certa malizia nel montare il pezzo andando persino a spolverare alcune questioni su cui si sono già spesi fiumi di parole e che poco hanno a che fare con la questione soldi e loro gestione come ad esempio i casi Favia e Salsi e relativi dubbi sulla democrazia interna del moVimento 5 Stelle. Cosa c’entrava questo aspetto con quello trattato dal servizio?

Interessante anche il commento in chiusura del servizio della Gabanelli stessa, la quale invita il moVimento 5 stelle a smetterla di concentrarsi sugli scontrini, quindi sulla rendicontazione delle spese effettuate nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, e concentrarsi sulle proposte. Ma come, fai un servizio concentrato sulla questione soldi, presenti come fatto di non trasparenza e quindi censurabile la non dettagliata rendicontazione delle spese per la campagna elettorale e poi inviti a non soffermarsi troppo su questi aspetti? E allora perchè non si è dato notizia, nel servizio, dell’attività parlamentare dei 5 stelle? Delle numerose interpellanze, degli emendamenti e delle tante proposte già depositate? Va da se che se si incalza una forza politica sugli aspetti economici, sarà su questi che verranno concentrate le risposte.

Infine, ma questo non mi meraviglia affatto, i soliti media che in questi anni hanno sempre ignorato le inchieste di Report non si sono certo fatti sfuggire il servizio di domenica scorsa sul moVimento 5 stelle e non c’è telegiornale, giornale o programma di approfondimento che non stia cavalcando la “notizia”.

Categorie : Informazione
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mag
20

Non è solo un treno

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no-tav-torino

Il tentativo ostinato di ridurre la questione del tav ad un problema di ordine pubblico per mancanza di argomenti e dati a sostegno di quest’opera sta raggiungendo il suo culmine: una trentina di incappucciati non identificati dalla polizia fanno più notizia di oltre cinquantamila pacifici cittadini che insieme a decine di sindaci e parlamentari hanno pacificamente sfilato il 26 Marzo da Susa a Bussoleno. In quell’occasione nessun giornale ha dato spazio alla cittadinanza pacifica e maggioritaria della Valle di Susa che ha marciato con la solidarietà di tanti altri cittadini italiani e politici di rango di diversi partiti per ribadire la non priorità di questa folle ed inutile spesa in un momento di crisi gravissima dove ben altri sono gli investimenti da tutti attesi e le urgenze da tamponare.

Ora che il primo ministro, che l’anno scorso nel mese di marzo partecipò direttamente all’assemblea annuale dei soci della CMC la ditta che ha l’appalto da 160 milioni di euro per il tunnel geognostico, può direttamente dalla poltrona del governo spingere l’acceleratore sulla realizzazione del tav al quale neanche più i vicini francesi credono, spuntano degli uomini incappucciati che nonostante le ingenti misure di sicurezza possono avvicinarsi al cantiere incappucciati, senza essere fermati e riconosciuti e per di più portandosi dietro un vero e proprio arsenale da guerra.

Questa strana coincidenza non é nuova nella storia della Repubblica Italiana e riapre inquietanti interrogativi su vicende e modalità di gestione del potere già tristemente vissute nel passato di questo paese.

Noi amministratori e cittadini pacifici e per bene della Valle, avvezzi alle pacifiche e familiari marce in compagnia dei nostri figli e nonni, armati solo di bandiere e della nostra corposa e scientifica documentazione raccolta in tanti anni di studio da esperti qualificati sull’inutilità del tav in Valle di Susa, restiamo basiti da questo sodalizio di ferro tra l’informazione e la politica volti non a cercare la verità ma il sistematico inganno fatto di omissioni, reticenze,di chiusura al dialogo e al confronto con amministratori locali e cittadini, tagliati fuori, esclusi da qualunque possibilità di far conoscere le proprie ragioni, ma al contrario ignorati e da taluni tacciati addiritura di essere i mandanti di ripugnanti atti di violenza che non appartengono neppure lontanamente ai nostri pensieri e al nostro modo di essere.

Questo é il livello ignobile e inqulificabile al quale la politica nazionale é scesa, pensando di risolvere i “suoi” problemi con atti di forza ed ancora peggio ignorando completamente il grido di insofferenza e stanchezza lanciato dai cittadini stanchi e delusi: le impressionanti percentuali delle ultime elezioni che insieme alle astensioni hanno bocciato sonoramente tutti i partiti, soprattutto quelli rimasti al governo negli ultimi quindici mesi e che oggi ci ritroviamo pari pari al governo, sono rimaste lettera morta, i partiti fanno finta di niente come se tutto fosse come prima, come se si potesse ignorare la volontà espressa da una considerevole parte degli elettori, al di là delle difficili alleanze di governo ipotizzabili.

No, mi spiace, non si tratta solo più di un no ad un treno, ma di un no ad una politica irresponsabile, dedita a difendere interessi ed affari personali e di casta ma che non hanno nulla a che fare con i nostri problemi ed il bene comune.

Questo é il vero motivo per cui reprimere ad ogni costo il movimento contro il tav è diventata una priorità di questa classe politica incapace, litigiosa ed arrogante, purtroppo inadeguata a fronteggiare i seri problemi in cui ci dibattiamo.

Pertanto l’unica via di uscita é una nuova e sempre più forte cittadinanza attiva, dove ognuno deve fare la sua parte ed interessarsi al bene comune, vincendo la sfiducia e l’indifferenza perché per ogni spazio lasciato libero dal nostro impegno c’é chi é pronto ad occuparlo ai danni nostri e della collettività.

Restiamo vigili e tenaci nella nostra azione non violenta e determinata, partecipiamo, non chiudiamoci nella nostra vita privata, sentiamo la responsabilità individuale di essere sempre presenti, di non delegare ad altri la difesa della nostra libertà e dei nostri diritti, solo così facendo potremmo risollevarci ed il tempo darci ragione.

Dario Fracchia, sindaco di S.Ambrogio di Torino e cittadino indignato

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iltaglietto

Ve la ricordate Zero Privilegi Puglia, la proposta di legge su cui abbiamo raccolto circa 20 mila firme che prevedeva il dimezzamento degli stipendi dei consiglieri regionali? Vi ricordate che è stata bocciata all’unanimità perchè, a dire dei consiglieri regionali, avevano appena approvato una loro legge sui tagli ai costi della politica regionale che prevedeva maggiori risparmi rispetto alla nostra? Ne ho parlato qui -> link

A distanza di qualche mese possiamo passare dai titoloni dei giornali che riportavano fedelmente le dichiarazioni dei politici senza andare a verificare se corrispondessero al vero ai numeri, quelli veri che dimostrano inequivocabilmente l’entità di quei tagli.

Lo stanziamento a bilancio per i costi della politica pugliese nel 2012 (stipendi, rimborsi vari, ecc) ammontava alla modica cifra di € 31.194.527,71 mentre la stessa voce per il bilancio 2013 risulta essere di € 30.924.540,25. Fatti due veloci calcoli, anche il più disattento dei giornalisti potrebbe accorgersi facilmente che il risparmio annuo è di circa 200 mila euro e magari, con un minimo di senso del dovere, fare pure qualche articolo evidenziando l’ennesima presa per il culo. Dove sono finiti quei 4,5 milioni di euro di risparmi annunciati a reti unificate mesi fa? Perchè nessun giornalista ne chiede conto, ivi compreso quello della zabetta del mezzogiorno che qualche settimana fa ha puntato i fari sulla diaria dei parlamentari 5 stelle?

Se tutto ciò non vi bastasse, vi informo anche che la casta pugliese sta pure procedendo a definire gli ammontari dei propri vitalizi. In primis l’attuale Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna (SEL) che ha maturato un bel vitalizio di 9.724,81 € lordi al mese. Stessa cifra per Rocco Palese del PDL. Ecco, di certo possiamo affermare che il vitalizio non è argomento “divisivo”.

Bilancio 2012 -> Link

Bilancio 2013 -> Link

Vitalizio Introna -> Link

Vitalizio Palese -> Link

Categorie : Politica
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mag
17

Il governo degli struzzi

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struzzi,

Comunicato dei Portavoce 5 Stelle alla Camera dei Deputati in merito all’atteso decreto su IMU e cassa integrazione in deroga. Meditate gente, meditate. Spegnete le Tv e accendete i cervelli.

“Il premier Enrico Letta aveva detto che non sarebbe stato il decreto dei miracoli, ma non pensavamo certo che si sarebbe trasformato nel decreto degli struzzi”. Lo dicono i deputati del Movimento 5 Stelle dopo che stamane il Cdm ha licenziato il provvedimento d’urgenza che sospende la rata di giugno dell’Imu prima casa e rifinanzia la Cassa integrazione in deroga.

“Su questioni di importanza vitale per famiglie, lavoratori e imprese – aggiunge il Gruppo M5S a Montecitorio – il governo fa come i grandi uccelli che non volano: infila la testa sotto la sabbia e rinvia la soluzione a data da destinarsi”.

Gli eletti del MoVimento a Montecitorio entrano poi nel merito: “C’è la momentanea boccata d’ossigeno per l’alloggio principale, ma è saltata la sospensione Imu per le imprese. Il governo chiede i soldi pure alle Pmi e poi promette una deducibilità della tassa immobiliare su Ires e Irpef che darà, forse, un beneficio soltanto l’anno prossimo. Artigiani e aziende, dunque, si preparino ad andare incontro alla mazzata di giugno, con rincari rispetto all’Imu 2012 che potrebbero anche superare il 50%”.

“Inoltre restano fuori dal decreto gli immobili affittati a canone concordato – osservano i deputati M5S – Il governo non ha ritenuto necessario ripristinare alcun beneficio fiscale per questa tipologia di locazione che contribuisce ad alleviare l’emergenza casa soprattutto nelle grandi città”. In più, “se un esecutivo già oggi litigioso su tutto non dovesse trovare la quadra della riforma complessiva della tassazione sulla casa entro il 31 agosto, i contribuenti dovranno comunque versare il 16 settembre quello che non hanno pagato a giugno. E così al danno si aggiungerebbe la beffa”

“Ancora peggio la parte del provvedimento che riguarda la Cassa integrazione in deroga – proseguono i deputati a Cinque Stelle – Il miliardo trovato per rifinanziarla basta a stento per tamponare il problema. E il governo ha pensato bene di togliere i soldi dal Fondo sociale per l’occupazione e la formazione e dal Fondo per la decontribuzione del salario di secondo livello”. “Mentre noi ragioniamo di riduzioni Irap, Iva per cassa e cuneo fiscale – chiude il Gruppo M5S alla Camera – il governo decide di non risparmiare una nuova stangata alle piccole e medie imprese”.

Categorie : Politica
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mag
16

Utopie e drammatiche realtà

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kitemmuort

Ieri sera il sindaco di Ostuni Tarzanella in consiglio comunale si è dilungato in un sermone intriso di tanta ignoranza che, qualora ve ne fosse bisogno, spiega in maniera chiara ed inequivocabile il perchè Ostuni è nelle disastrose condizioni in cui si trova.

Sulla questione rifiuti e raccolta differenziata ha raggiunto poi l’apoteosi. Di fronte al totale fallimento nell’organizzazione e gestione di questo importante servizio, invece di assumersi le sue responsabilità e chiedere in primo luogo scusa alla cittadinanza tutta e poi  l’aiuto a chiunque fosse in grado di fornire un contributo per uscire dal totale stato di caos in cui ci si è impantanati, ha preferito fossilizzarsi sulle sue infondate convinzioni che sono la causa dei problemi che la città bianca sta avendo in fatto di raccolta dei rifiuti. Come dire che toccato il fondo invece di dare un colpo di reni per ritirarsi su si preferisce scavare.

E allora si continua a sostenere che la strategia Rifiuti Zero è utopia, una favola, senza sapere che solo in Italia sono centinaia i comuni che hanno adottato questa strategia dimostrando, come ho detto già migliaia di volte, che i benefici non sono solo di tipo ambientale ma anche e sopratutto economici, diminuendo considerevolmente i costi a carico del comune e quindi dei cittadini e creando numerosi posti di lavoro.

Ostuni 5 Stelle in questi ultimi periodi ha organizzato due eventi sull’argomento, affrontandolo da un punto di vista tecnico-scientifico, portando ad esempio comuni virtuosi che hanno intrapreso quella strada e mostrando i risultati ottenuti. A questi incontri (in)formativi non si è rilevata la presenza ne del sindaco, ne tanto meno dell’assessore all’ambiente. Forse, e dico forse perchè poi vi sono anche dei limti cognitivi che impediscono di comprendere semplici principi, se vi avessero partecipato un minimo dubbio che gestire i rifiuti correttamente senza far diventare la città una discarica a cielo aperto, raggiungendo percentuali di raccolta differenziata superiori al 80% con costi inferiori all’attuale e creando, al contempo, posti di lavoro sia possibile gli sarebbe venuto.

Invece no, si preferisce sbandierare i soliti vessilli ed utilizzare i numeri come più fa comodo. “Abbiamo raggiunto il 70% di raccolta differenziata” ripetuto più volte come un mantra forse più per convincere se stesso che gli altri. Un 70% de che? Di quanto raccolto, certo. Ma tutti i rifiuti non raccolti e dispersi nel territorio, non li vogliamo contare? Basterebbe, come ho già detto, osservarli i numeri ed analizzarli, non sbandierarli e allora ci si accorgerebbe che come per incanto il totale dei rifiuti generalmente prodotti ad Ostuni è magicamente calato di 1/3. Si tratta di circa 500 mila Kg di rifiuti ogni mese di cui non si ha alcuna traccia. Sono quelli che non vengono rititrati e che sono, appunto, dispersi nel territorio. Se si dovessero contare anche quei rifiuti ecco che la percentuale calerebbe al 35-40% che è la stima che feci un paio di anni fa nelle mie osservazioni al piano industriale dei rifiuti.

Ma ammettere i propri sbagli ed assumersene la relativa responsabilità non è certo caratteristica del sindaco di Ostuni che piuttosto si attorciglia in contorti discorsi arrivando a dire che aver previsto solo tre operatori per ritirare i rifiuti dell’intera area rurale (un territorio enorme con numerosissime abitazioni sparse qua e la) è stato un errore di calcolo, mentre in realtà è il frutto del lavoro di chi non sa proprio contare.

Non parliamo poi delle bandiere e delle velette sbandierate in continuazione per coprire le proprie vergogne e di cui ho parlato più volte. E, infine, taciamo pure (sarebbe come sparare sulla croce rossa) su una “opposizione” incapace persino di rispondere a tali assurdità.

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mag
14

PIL: il grande inganno

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crack

Secondo l’istituto bolognese di ricerca Prometeia, il livello del PIL alla fine del 2020 sarà ancora inferiore ai valori pre-crisi, di fine anni ’90, di circa il 2%. Non sarà possibile ritornare ai livelli di ricchezza del passato e la ripresa, se ci sarà, avverrà con meno occupati e con più produttività. Il che conferma quanto il Movimento per la Decrescita Felice afferma da tempo: che, nell’attuale fase storica, la crescita non può continuare all’infinito e che, in ogni caso, non può creare occupazione. George Orwell, il celebre scrittore inglese autore di romanzi quali Il grande Fratello e La Fattoria degli animali, affermava che “nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario”. Il Movimento per la Decrescita Felice da molti anni si batte per smascherare il grande inganno del PIL e per far capire a tutti la rivoluzione della decrescita. Oggi siamo arrivati ai limiti della crescita, il re è nudo.

Occorre dunque smontare il grande inganno e l’assurda convinzione che il PIL misuri il benessere della nazione, perchè esso non è altro che un indicatore monetario e come tale misura non il benessere ma solo il valore economico degli oggetti e servizi che vengono scambiati con denaro. Ovvero delle merci. E’ questo il grande inganno: non tutte le merci sono beni. Non tutte le merci, cioè, rispondono ad un bisogno e fanno aumentare il benessere! Ma qui sta anche la soluzione, attraverso il cambio di paradigma culturale offerto dalla decrescita felice. Con questo termine si intende la decrescita selettiva della produzione e del consumo di merci che non sono beni. Questa rappresenta l’unica possibilità di creare lavoro nei paesi industrializzati ed è anche l’unico modo per restituire al lavoro dignità e senso, nell’ottica non di fare sempre di più ma di fare bene per soddisfare le esigenze vitali degli esseri umani, senza consumare le risorse del pianeta in misura maggiore della loro capacità di rigenerazione. Come afferma Maurizio Pallante nel libro: “La decrescita svela la follia insita nell’obiettivo di creare occupazione come un valore in sè, omettendo di dire per fare cosa. Solo una società malata, profondamente malata come quella che finalizza l’economia alla crescita del PIL può averlo pensato e può continuare a pensarlo anche di fronte all’evidenza di non riuscire più a farlo. Nel tornante storico che l’umanità sta attraversando si può creare occupazione soltanto in lavori che consentano di superarlo attenuando i problemi e ponendo riparo ai danni creati dalla crescita della produzione e del consumo di merci. Soltanto liberando il fare dalla camicia di forza del fare tanto, e restituendogli la sua connotazione qualitativa di fare bene, si potrà dare lavoro e una speranza per il futuro a quanti ne sono privi”.

Prima queste tesi venivano ignorate, poi sono state derise, oggi le nostre argomentazioni sono combattute e avversate da fior fiore di economisti, ma questo è un buon segno perchè, come diceva Gandhi, poi, alla fine, le tue idee vincono. Oggi, per lo meno, si stanno affermando presso un numero crescente di persone che hanno compreso che la felicità, il benessere e la qualità della vita non hanno alcuna relazione diretta con la ricchezza materiale. Come dimostrano le sale conferenze sempre più affollate agli incontri sulla decrescita e il fiorire di iniziative spontanee, di circoli e di gruppi locali di cittadini che sempre più si aggregano e danno vita ad una nuova economia della decrescita basata sull’autoproduzione, sul dono, sulla reciprocità, sugli scambi non mercantili. Speriamo solo che questo non avvenga troppo tardi. Perchè dalla crisi di oggi si potrà uscire solo se sapremo smascherare il grande inganno e se sapremo creare una società e un sistema di vita e di valori fondato sui rapporti fra persone, sul consumo responsabile, sul rifiuto del superfluo, sulla scela del meno quando esso coincide con il meglio.

Maurizio Pallante e Luca Salvi

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mag
13

Gli errori si pagano

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Gli errori si pagano e quando ad errare è la politica il conto lo pagano i cittadini tutti.

E’ in arrivo la TARES e in quei comuni ove non si è attivata la tariffa commisurata alla quantità di rifiuti prodotti dalla singola utenza è prevista l’ennesima mazzata per il contribuente già vessato da una pressione fiscale tra le più alte nel mondo. Le associazioni di categoria prevedono incrementi rispeto alla TARSU del 15-20% per le utenze domestiche e del 25-30% per quelle non domestiche (attività commerciali e produttive). I maggiori oneri comporteranno, come ovvio, rincari su prodotti e servizi in vendita che a loro volta contribuiranno ad una diminuzione dei consumi. Si continua ad alimentare un corto circuito dall’esito nefasto e che già ha mietuto numerose vittime con il considerevole aumento dei nuovi poveri e delle imprese chiuse per fallimento.

Ostuni è uno dei comuni ove succederà tutto questo e la responsabilità non può che essere attribuita interamente all’amministrazione comunale, ivi compresa buona parte della cosidetta opposizione. Nel 2010 (tre anni fa) in occasione del piano industriale dei rifiuti su cui si è poi basato il capitolato d’appalto per la raccolta e gestione dei rifiuti invitai l’amministrazione a percorrere la strada della tariffa (link) : “La prima cosa da fare è sicuramente il passaggio dalla TARSU alla TIA, come previsto anche dalla normativa nazionale, con una parte variabile determinata dalla quantità di rifiuti non riciclabili prodotti dalla singola utenza. Tale sistema, già adottato in diverse realtà (è possible trovare degli esempi sul sito dei comuni virtuosi) ha dimostrato di stimolare una più corretta differenziazione dei rifiuti, aumentare considerevolmente la percentuale di rifiuti avviati a riciclo, diminuire considerevolmente la produzione pro capite di rifiuti, diminuire i costi di gestione e gli oneri a carico dei cittadini.”

Se si fosse seguito questo semplice consiglio che, come facevo notare, era stato già applicato con ottimi risultati in altre realtà oggi i cittadini ostunesi potrebbero garantirsi dei risparmi attuando comportamenti virtuosi. Invece gli toccherà subire aumenti che in molti non potranno permettersi. A dimostrazione che la questione rifiuti, come ho detto migliaia di volte, non è solo una questione ambientale ma anche e soprattutto economica.

Quindi cari Ostunesi, quando fra qualche mese vi arriverà il bollettino del nuovo tributo e vi renderete ben conto dell’aumento non lanciate i soliti strali al vento. I destinatari hanno un preciso nome, cognome e persino indirizzo.

Categorie : Politica
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